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FTSEMib in rosso: Unicredit KO

In rialzo, invece, IntesaSanpaolo. Vendite anche su Unipol. Male i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 49 dollari. Seduta brillante per Snam e Terna

di Edoardo Fagnani 11 feb 2015 ore 17:45

Piazza Affari e le principali borse europee hanno registrato ribassi frazionali. Riflettori accesi sull’asta dei BOT annuali. In mattinata il Tesoro ha collocato titoli per un ammontare di 7 miliardi di euro: il rendimento si è avvicinato allo 0,2%. Bancari protagonisti di giornata. Chiusura decisamente negativa per Unicredit, dopo la diffusione dei risultati preliminari del 2014. In rialzo, invece, IntesaSanpaolo. Vendite anche su Unipol. Male i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 49 dollari al barile. Seduta brillante per Snam e Terna, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la Robin Hood Tax a carico delle imprese energetiche.
Il FTSEMib è sceso dello 0,77% a 20.566 punti. Stessa variazione per il FTSE Italia All Share che ha terminato la giornata a 21.909 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,92%) e il FTSE Italia Star (-0,2%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 3,11 miliardi di euro, rispetto ai 3,17 miliardi di ieri. Su 324 titoli trattati, 184 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 129. Invariate le restanti undici azioni.
L’euro ha oscillato intorno agli 1,13 dollari. L’oro è sceso a 1.225 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato_negativoBancari protagonisti di giornata.
Unicredit ha lasciato sul terreno il 3,46% a 5,3 euro. La banca guidata da Federico Ghizzoni ha chiuso il 2014 registrando un utile netto pari a 2 miliardi di euro dopo la perdita miliardaria dell'anno precedente. Il dato è stato inferiore alle stime degli analisti che indicavano un utile netto di 2,02 miliardi di euro. A fine 2014 Il common equity Tier 1 ratio transitional era pari a 10,41% mentre il common equity Tier 1 ratio fully loaded aveva toccato il 10,02%, in aumento di 66 punti base rispetto a 12 mesi prima. Il consiglio di amministrazione propone all'assemblea dei soci lo stacco di uno scrip dividend (ossia l'assegnazione di utili ai soci mediante l'attribuzione di azioni di nuova emissione) pari a 12 centesimi per azione, con un payout ratio (la percentuale di utili distribuiti) del 35%. Nel corso della conference call a commento dei risultati preliminari, il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, ha puntualizzato che la banca non necessita di alcun aumento di capitale, in quanto a fine settembre i coefficienti patrimoniali dell'istituto sono scesi principalmente a causa della svalutazione del rublo.
Discreta performance per IntesaSanpaolo (+0,39% a 2,6 euro). Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari, dopo la diffusione dei risultati preliminari. Kepler Cheuvreux e Deutsche Bank hanno incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo rispettivamente a 2,85 euro a 3 euro. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Buy” (acquistare). Indicazione simile da RBC Capital e dal Credit Suisse, che hanno aumentato rispettivamente a 2,9 euro e a 3 euro per azione la valutazione su IntesaSanpaolo. Le due banche d’affari hanno ribadito il rating “Outperform” (farà meglio del mercato). Sulla stessa lunghezza d’onda Banca Akros, che ha aumentato da 2,7 euro a 2,9 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Anche Jp Morgan e Nomura hanno aumentato il target price su IntesaSanpaolo, portandolo rispettivamente a 2,7 euro e a 2,5 euro. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Stessa indicazione da S&P Equity e da Equita sim, che hanno alzato a 2,7 euro e a 3 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Le due banche d’affari hanno ribadito l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.
Segno meno per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha ceduto l’1,31% a 0,4292 euro. In giornata si è riunito il management della banca per l’esame dei risultati preliminari dell’esercizio 2014. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Altair Investment Management Limited ha aumentato la posizione corta sul Monte dei Paschi di Siena, portandola dallo 0,82% allo 0,93%.
In rialzo la Popolare dell’Emilia Romagna (+0,99% a 6,615 euro). La banca ha comunicato i risultati preliminari del 2014, esercizio chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 14,8 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 7,18 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. A fine 2014 il Common Equity Tier 1 era pari al 10,9%, mentre il total capital ratio si attestava al 12,24%. Inoltre, l'istituto ha approvato il nuovo piano industriale per il triennio 2015-2017. Il business plan prevede un utile netto consolidato d’esercizio a 400 milioni di euro al 2017, mentre a fine piano il Common Equity Tier 1 ratio è stimato al 12%. Nel corso del triennio il management punta a distribuire sottoforma di dividendo oltre il 30% dell'utile netto.
Seduta positiva per la Popolare di Milano (+1,05% a 0,7715 euro). L’istituto ha chiuso il 2014 con un utile netto pari a 232,3 milioni di euro, in decisa crescita rispetto ai 29,6 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. Su basi omogene l’utile netto normalizzato sarebbe pari a 141,7 milioni contro i 78,5 milioni nel 2013. I vertici proporranno la distribuzione di un dividendo pari a 0,022 euro per azione. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari, dopo la diffusione dei risultati preliminari. Gli analisti di Société Générale hanno peggiorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere), in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017. Tuttavia, gli esperti hanno incrementato da 0,7 euro a 0,75 euro il prezzo obiettivo. Al contrario, Deutsche Bank e Kepler Cheuvreux hanno aumentato a 0,7 euro e a 0,73 euro il target price sulla Popolare di Milano. Le due banche d’affari hanno confermato il rating “Hold”. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 5 febbraio Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti della Popolare di Milano con una quota del 2,048%.
Mediobanca è scesa dell’1,21% a 7,735 euro. Kepler Cheuvreux ha alzato da 7,5 euro a 8,75 euro il prezzo obiettivo sull’istituto di Piazzetta Cuccia, in seguito all’incremento della valutazione delle attività in portafoglio. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio e ora consigliano di acquistare le azioni. Indicazione simile da Equita Sim, che ha aumentato da 9 euro a 9,5 euro il target price su Mediobanca, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per l’esercizio 2014/2015. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Buy” (acquistare).

UnipolSAI è scesa dell’1,44% a 2,464 euro. La compagnia ha comunicato i risultati preliminari del 2014, esercizio chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 739,6 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 288,4 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. Il dato ha beneficiato del risultato positivo ottenuto nel ramo danni. La raccolta premi totale è salita a 16,01 miliardi di euro (+4%). Alla luce di questi risultati, il management di UnipolSAI ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,175 euro per azione ordinaria, di 6,5 euro per i titoli di risparmio di categoria A e di 0,20438 euro per le azioni di risparmio di categoria B.
Pesante ribasso per Unipol (-6,73% a 4,27 euro). La compagnia ha comunicato i risultati preliminari del 2014, esercizio chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 185,9 milioni di euro, risultato che si confronta con il rosso di 78,6 milioni contabilizzati nell’anno precedente. La raccolta premi totale si è attestata 17,88 miliardi di euro, in aumento del 6,4% rispetto al dato del 2013 (16,8 miliardi di euro).
Generali ha ceduto l’1,05% a 17,96 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno alzato da 17,8 euro a 18,8 euro il prezzo obiettivo sul gruppo assicurativo, stimando un utile netto di 2,13 miliardi e di 2,55 miliardi di euro nel biennio 2014/2015. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Male i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è sceso a 49 dollari al barile.
Saipem ha subito una flessione del 2,93% a 8,6 euro. Gli analisti di Raymond James hanno tagliato da 9,6 euro a 7,6 euro il target price sulla società. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà meglio del mercato).
In rosso anche ENI che ha perso il 2,14% a 15,09 euro.
Seduta brillante per Snam (+2,96% a 4,248 euro) e Terna (+2,26% a 3,894 euro). Gli analisti di Citigroup hanno incrementato il prezzo obiettivo sulle due società, portandolo rispettivamente a 4,4 euro e a 4,15 euro, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la Robin Hood Tax a carico delle imprese energetiche. L’imposta era stata introdotta nel 2008 dal governo guidato da Silvio Berlusconi. Gli esperti hanno anche migliorato il giudizio su Snam e Terna e ora consigliano di acquistare le azioni di entrambe le società.

Mediaset ha guadagnato l’1,25% a 4,2 euro. Berenberg ha alzato da 4,05 euro a 4,9 euro il target price sul gruppo del Biscione, sull’ipotesi di un aumento della raccolta pubblicitaria nell’esercizio in corso. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Prysmian ha ceduto l’1,64% a 16,76 euro. Citigroup ha alzato da 15,5 euro a 18 euro il target price sull’azienda. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Campari ha lasciato sul terreno lo 0,67% a 5,96 euro. Gli analisti di Bryan Garnier hanno incrementato da 6,2 euro a 6,4 euro per azione la valutazione sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sulla redditività per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

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