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Il FTSEMib ha chiuso in rosso (-0,6%)

Qualche buona performance tra i titoli del settore bancario: spicca il rialzo di IntesaSanpaolo. Prese di beneficio sulle utilities e su Ferrari. In forte calo anche Amplifon

di Edoardo Fagnani 10 set 2019 ore 17:50

I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali borse europee hanno terminato la seduta di martedì 10 settembre con variazioni frazionali; gli operatori sono ormai focalizzati sulla riunione della BCE e sulle indicazioni di Mario Draghi, in agenda per giovedì 12 settembre. Secondo Pierre Veyret – analista tecnico di ActivTrades - la bassa volatilità può essere spiegata da un atteggiamento di "stand-by" che sembra al momento predominante sui mercati. "La bassa volatilità del mercato potrebbe essere la calma prima della tempesta, poiché gli investitori attendono una maggiore chiarezza sulla politica monetaria adottata dalle varie banche centrali prima di adeguare la loro esposizione", ha sottolineato l'analista. Focus anche sulla politica italiana: Giuseppe Conte ha ricevuto la fiducia al nuovo governo dalla Camera dei Deputati; ora il premier è passato al Senato, dove la maggioranza è più risicata.

mercato-rossoIl FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,55% a 21.869 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 21.824 punti e un massimo di 21.989 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,51%. Chiusura in rosso anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,27%) e per il FTSE Italia Star (-1,15%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,7 miliardi di euro, rispetto ai 2,03 miliardi di lunedì; sono passate di mano 645.600.534 azioni (493.859.470 nella seduta di lunedì). Su 417 titoli trattati, 193 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 185; invariate le restanti 39 azioni.

L’euro ha oscillato intorno agli 1,105 dollari, mentre il bitcoin si è confermato sotto i 10.500 dollari (poco meno di 9.500 euro).

Lo spread Btp-Bund ha sfiorato i 160 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Qualche buona performance tra i titoli del settore bancario.

Spicca il rialzo di IntesaSanpaolo (+1,05% a 2,1235 euro). L’istituto ha ricevuto l’autorizzazione dalla BCE a calcolare i coefficienti patrimoniali consolidati del gruppo applicando il cosiddetto Danish Compromise, per cui gli investimenti assicurativi vengono trattati come attivi ponderati per il rischio anziché dedotti dal capitale.

Performance migliore per UBI Banca (+1,39% a 2,487 euro).

 

Prese di beneficio sulle utilities. Si segnala il ribasso registrato da Terna (-1,74% a 5,544 euro).

 

Prese di beneficio anche su Ferrari. Il titolo del Cavallino Rampante registra uno scivolone del 5,98% a 137,55 euro, nonostante le vittorie negli ultimi due gran premi di Formula1 (SPA e Monza) della Scuderia.

 

In forte calo anche Amplifon (-4,11% a 21,44 euro). Gli analisti di Jefferies hanno alzato da 20,2 euro a 25 euro il target price sulla società; tuttavia, gli esperti hanno peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio, in seguito al forte rialzo messo a segno dal titolo nel corso del 2019: il valore delle azioni Amplifon è passato dai 14,05 euro di inizio anno ai 22,36 euro della chiusura di lunedì 9 settembre.

 

Leonardo ha recuperato lo 0,7% a 11,49 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore il gruppo aerospaziale potrebbe fare il suo ingresso nel programma sull’erede dell’Eurofighter, il caccia che si accinge a diventare obsoleto. Il gruppo italiano della difesa potrebbe far parte del programma del velivolo di sesta generazione, ideato dalla BAE Systems per sostituire gli attuali Typhoon in forza alla RAF e per cui il governo inglese ha già stanziato 2 miliardi di sterline, solo per partire.

 

Piovan ha registrato uno scivolone del 9,73% a 5,1 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata. Il mercato ha bocciato i risultati ottenuti nel primo semestre del 2019, periodo chiuso con ricavi per 116,44 milioni di euro, in flessione del 5,7% rispetto ai 123,5 milioni ottenuti nei primi sei mesi dello scorso anno. In forte calo il margine operativo lordo, che si è ridotto da 19,79 milioni a 14,85 milioni di euro. L’utile netto (esclusa la quota di terzi) è sceso da 12,33 milioni a 8,46 milioni di euro.

 

Si è fermato il rally di Bio-ON, dopo il balzo del 20% registrato lunedì 9 settembre. Il titolo della società quotata all’AIM Italia ha subito una flessione dello 0,24% a 20,8 euro.

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