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Il FTSEMib chiude con un rialzo (frazionale)

Mediaset, Saras e Salvatore Ferragamo protagonisti di giornata, dopo la diffusione dei risultati dei primi nove mesi del 2021. Fiammata del bitcoin che è balzato oltre i 68.500 dollari

di Edoardo Fagnani 10 nov 2021 ore 17:47

borsa-positiva_1I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno terminato la giornata con progressi frazionali. Secondo Peter van der Welle - strategist del team Multi Asset di Robeco - nei prossimi 6-12 mesi le valutazioni azionarie dovrebbero diventare più sensibili a un modesto aumento dei tassi di interesse reali. L'esperto ha segnalato che, sulla base dei livelli assoluti delle valutazioni, i titoli azionari sono attualmente molto costosi, in quanto il CAPE di Shiller si attesta al momento a 39, un livello osservato soltanto all’apice della bolla informatica del 2000. "A differenza di allora, i tassi reali dovrebbero rimanere contenuti mentre i premi al rischio azionario sono molto più elevati rispetto ai livelli del 2000, limitando il rischio di ribasso", ha puntualizzato Peter van der Welle.

Ill FTSEMib ha guadagnato lo 0,44% a 27.561 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 27.418 punti e un massimo di 27.601 punti. Il FTSE Italia All Share ha messo a segno un progresso dello 0,34%. Performance negative, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,67%) e per il FTSE Italia Star (-0,47%). Nella seduta del 10 novembre 2021 il controvalore degli scambi è salito a 2,59 miliardi di euro, rispetto ai 2,36 miliardi di martedì; sono passate di mano 667.662.456 azioni (576.323.136 nella seduta di martedì).

Fiammata del bitcoin che è balzato oltre i 68.500 dollari (oltre 59.500 euro) e ha fissato il nuovo massimo storico a 68.925 dollari.

Lo spread Btp-Bund si è riportato oltre i 115 punti.

L’euro è sceso a 1,15 dollari.

 

Qualche spunto tra i bancari.

Banca Carige ha guadagnato l'1,27% a 0,656 euro, dopo la diffusione dei risultati trimestrali.

 

In altalena i titoli del settore petrolifero, dopo la forte volatilità registrata dal prezzo del greggio.

ENI è salita dello 0,35% a 12,664 euro, mentre Tenaris ha perso il 3,32% a 10,49 euro.

 

In forte rialzo Stellantis (+2,53% a 17,882 euro).

 

Chiusura decisamente negativa per Salvatore Ferragamo (-4,23% a 19,13 euro). La società del lusso ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2021, periodo chiuso con ricavi per 785,34 milioni di euro, in aumento del 33,9% rispetto ai 586,73 milioni ottenuti nei primi tre trimestri dell’anno precedente. Il risultato finale (esclusa la quota di terzi) è stato positivo per 37,54 milioni di euro, rispetto al rosso di 96,46 milioni contabilizzato nei primi nove mesi del 2020. I vertici di Salvatore Ferragamo hanno segnalato che il quadro di mercato rimane volatile, in conseguenza della pandemia, ancorché in fase di progressivo recupero. Di conseguenza, il management ha deciso di non fornire previsioni dettagliate relative alla chiusura dell’esercizio.

 

In forte calo anche Saras (-5,25% a 0,6348 euro), dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Il management ha confermato l’aspettativa di un quarto trimestre caratterizzato da una maggiore marginalità; tuttavia, rispetto a quanto precedentemente ipotizzato il management ha rivisto al rialzo le stime sui principali driver dei costi energetici (tariffa energia elettrica e costo CO2) con un impatto sulla marginalità di Saras e sul premio rispetto al margine EMC Benchmark.

 

Ottima giornata per Mediaset (+6,86% a 2,648 euro). Il gruppo del Biscione ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2021, periodo chiuso con ricavi netti per 1,99 miliardi di euro, in aumento rispetto agli 1,72 miliardi ottenuti nei primi tre trimestri dell’anno precedente. Mediaset ha terminato il periodo gennaio-settembre con un utile netto di 273,8 milioni di euro, rispetto ai 10,5 milioni contabilizzati nei primi nove mesi del 2020. Il gruppo del Biscione ha confermato per l’esercizio in corso la previsione di un deciso rafforzamento dei risultati economici (EBIT e risultato netto) e della generazione di cassa caratteristici rispetto a quelli degli ultimi due esercizi.

 

La trimestrale di GVS (-10,3% a 11,82 euro) non è piaciuta al mercato.

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