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Solo un rimbalzino per il FTSEMib

Piazza Affari e le borse europee hanno terminato la seduta con rialzi frazionali. In mattinata gli indici di Borsa Italiana erano arrivati a guadagnare oltre l'1%.

di Edoardo Fagnani 10 mag 2019 ore 17:53

Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato l’ultima seduta della settimana con rialzi frazionali, dopo i forti ribassi subiti giovedì. In mattinata i principali indici azionari di Borsa Italiana erano arrivati a guadagnare oltre l'1%. Gli analisti di IntesaSanpaolo hanno ricordato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di procedere con il rialzo al 25% dei dazi USA su 200 miliardi di importazioni dalla Cina e ha riaffermato la volontà di introdurre dazi del 25% su altri 325 miliardi di importazioni. Intanto, in mattinata il Tesoro ha collocato il BOT annuale per un ammontare di 6,5 miliardi di euro: il rendimento è stato fissato allo 0,122%.

mercato-saleIl FTSEMib ha registrato un progresso dello 0,28% a 20.875 punti (minimo di 20.837 punti, massimo di 21.051 punti), ma ha terminato la settimana con una flessione del 4,08%. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,23%. Segno meno, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,14%) e per il FTSE Italia Star (-0,45%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,08 miliardi di euro, rispetto ai 2,59 miliardi di giovedì; sono passate di mano 513.745.722 azioni (700.770.452 nella seduta di giovedì). Su 404 titoli trattati, 198 hanno registrato una performance positiva, mentre i segni meno sono stati 162; invariate le restanti 44 azioni.

L’euro ha sfiorato gli 1,125 dollari.

Lo spread tra Btp e Bund si è confermato a 273 punti.

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

Giornata nervosa per i bancari.

In frazionale rialzo UniCredit (+0,74% a 11,208 euro). Dopo la diffusione dei risultati trimestrali gli analisti di Mediobanca hanno alzato da 17 euro a 18 euro il target price sull’istituto; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Al contrario, Equita sim ha limato da 16,6 euro a 16,3 euro il prezzo obiettivo sulla banca, anche se ha ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Dalle comunicazioni periodiche diffuse dalla Consob si apprende che il 6 maggio Norges Bank è tornato a essere uno dei maggiori azionisti di UniCredit, con una quota del 3,021% del capitale. Tra i maggiori soci dell’istituto figurano anche Mubadala Investment Company e Dodge & Cox, accreditate rispettivamente del 5,042% e del 5,009%.

Performance negativa per BPER Banca (-1,1% a 3,96 euro). L’istituto ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2019, periodo chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 47,97 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 251,02 milioni contabilizzati nei primi tre mesi dello scorso anno, dopo avere spesato integralmente la quota di competenza dell’intervento di sostegno effettuato dallo Schema Volontario del FITD in Banca Carige per 13,3 milioni e il contributo ordinario 2019 al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per 23,2 milioni. Inoltre, BPER Banca ha ricordato che il risultato del 2018 comprendeva utili non ricorrenti realizzati su titoli di debito). A fine marzo i crediti alla clientela, al netto delle rettifiche di valore, ammontavano a 46,5 miliardi di euro, in calo rispetto ai 47,1 miliardi di inizio anno. Alla stessa data i crediti deteriorati netti (sofferenze, inadempienze probabili e scaduti) erano pari a 3,2 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,5% rispetto al dato di inizio 2019, con un coverage ratio complessivo pari al 54,6%. Il management ha segnalato che il margine d’interesse è atteso in marginale crescita, mentre i costi operativi ordinari sono attesi in riduzione.

Il BancoBPM ha ceduto il 2,06% a 1,779 euro, dopo aver terminato la seduta di giovedì con un ribasso dell’8,16%. Il BancoBPM ha registrato la peggiore performance della settimana al FTSEMib: tra il 6 e il 10 maggio il titolo ha lasciato sul terreno il 15,9%.

Il Credem ha guadagnato lo 0,42% a 4,83 euro. ha terminato il primo trimestre del 2019 con un utile netto di 44,89 milioni di euro, in contrazione del 17,8% rispetto ai 54,57 milioni di euro contabilizzati nei primi tre mesi dello scorso anno, in seguito a un minor contributo della gestione finanziaria. In calo anche il risultato di gestione che è sceso da 304,95 milioni a 288,34 milioni di euro. Il margine di intermediazione si è ridotto del 7,3%, passando da 309,9 milioni a 287,4 milioni di euro.

 

Seduta brillante per Unipol (+3,84% a 4,35 euro) e per UnipolSAI (+3,85% a 2,427 euro). In mattinata le due compagnie assicurative hanno comunicato i risultati del primo trimestre del 2019 e i target finanziari del nuovo piano industriale per il triennio 2019/2021. In particolare, le due compagnie prevedono  un utile netto consolidato cumulato nel triennio 2019/2021 nell’intorno di 2 miliardi di euro con l’obiettivo di mettere a monte dividendi nel triennio un ammontare rispettivamente di 600 milioni e di 1,3 miliardi di euro.

 

In evidenza le società del lusso.

Moncler ha guadagnato il 3,21% a 36,67 euro. Il gruppo dei piumini ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2019, chiuso con ricavi consolidati in aumento a 378,53 milioni di euro, +14% rispetto ai 332,05 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno; a tassi di cambio costanti la crescita dei ricavi sarebbe stata del 11%. Dopo la diffusione dei dati trimestrali Banca Akros ha aumentato da 39 euro a 41 euro il target price su Moncler, confermando l’indicazione di acquisto delle azioni.

Tod’s ha registrato una flessione dell’1,8% a 42,64 euro, dopo aver toccato un minimo a 40,52 euro in avvio di giornata. Nei primi tre mesi del 2019, il fatturato consolidato dell’azienda si è fermato a 216,4 milioni di euro, in calo del 4,3% rispetto al primo trimestre del 2018. A cambi costanti, i ricavi sarebbero pari a 213,2 milioni di euro. Nel corso della conference a call a commento dei risultati il direttore finanziario di Tod's ha segnalato che sarà impegnativo raggiungere il consensus su ricavi e redditività per il 2019. Dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre del 2019 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno tagliato da 39 euro a 35 euro il prezzo obiettivo su Tod’s, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020. Per lo stesso motivo Equita sim ha sforbiciato da 35 euro a 33,5 euro il target price sulla società. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Reduce” (ridurre). Indicazione simile da Banca Akros, che ha sforbiciato da 44,5 euro a 41 euro il prezzo obiettivo su Tod’s, ribadendo il rating “Neutrale”. UBS ha limato da 37 euro a 36 euro il target price sulla società, come conseguenza al taglio della stima sull’utile per azione per il 2019; gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni.

Salvatore Ferragamo ha guadagnato il 2,81% a 19,36 euro. Gli analisti di Morgan Stanley hanno aumentato da 16,5 euro a 18,5 euro il prezzo obiettivo sulla società del lusso; gli esperti hanno anche migliorato il giudizio, portandolo da “Underweight” (sottopesare) a “Equalweight” (neutrale).

 

Prese di beneficio su Amplifon (-4,3% a 18,26 euro). Tuttavia, la società ha registrato la migliore performance della settimana al FTSEMib: tra il 6 e il 10 maggio le azioni di Amplifon hanno accumulato un rialzo del 7,1%.

 

Chiusura negativa per Fincantieri (-0,15% a 0,99 euro). La società ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2019, periodo chiuso con ricavi per 1,39 miliardi di euro, in aumento del 13% rispetto agli 1,23 miliardi ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno; secondo il management l’incremento dei ricavi conferma le aspettative di crescita per il 2019. In miglioramento anche il margine operativo lordo, che è passato da 89 milioni a 90 milioni di euro; tuttavia, la marginalità è scesa dal 7,3% al 6,5%. Per l'esercizio 2019 Fincantieri prevede ricavi in ulteriore crescita, mentre la marginalità dovrebbe confermarsi in linea con quella dello scorso anno.

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