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Il FTSEMib sale a 24.500 punti

Piazza Affari e le borse europee hanno iniziato la settimana con variazioni frazionali. Giornata spumeggiante per EXOR. UBI Banca ha registrato un rialzo frazionale

di Edoardo Fagnani 10 feb 2020 ore 17:48

Piazza Affari e le principali borse europee hanno iniziato la settimana con variazioni frazionali, dopo il forte rialzo messo registrato la scorsa ottava. Secondo Antonio Cesarano - Chief Global Strategist di Intermonte SIM - il mese di febbraio potrebbe svolgersi all’insegna di temporanee e rapide turbolenze sui mercati azionari. "Le possibili conseguenze negative sull’economia potrebbero in parte essere lette in chiave positiva sotto forma di possibili nuove immissioni di liquidità nel sistema, soprattutto dalla Fed", ha ipotizzato l'esperto. Intanto, l’agenzia Fitch ha confermato il rating sul debito della Repubblica Italiana, fissato a “BBB”; le prospettive sul rating per i prossimi trimestri restano “negative”.

andamento-mercato_1Il FTSEMib ha terminato la seduta con un rialzo dello 0,12% a 24.508 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 24.389 punti e un massimo di 24.585 punti; l'indice prova a consolidarsi oltre quota 24.500 punti, livello toccato il 7 maggio 2018. Il FTSE Italia All Share ha guadagnato lo 0,08%. Chiusura negativa, invece, per il FTSE Italia Mid Cap (-0,25%) e per il FTSE Italia Star (-0,07%). Nella seduta del 10 febbraio il controvalore degli scambi è sceso a 2,11 miliardi di euro, rispetto ai 2,53 miliardi di venerdì; sono passate di mano 601.988.293 azioni (691.391.568 nella seduta di venerdì). Su 424 titoli trattati, 213 hanno registrato una performance negativa, mentre i rialzi sono stati 181; invariate le restanti 30 azioni.

L’euro si è avvicinato agli 1,09 dollari, mentre il bitcoin ha sfiorato i 10.000 dollari (oltre 9.000 euro).

Lo spread Btp-Bund ha toccato i 140 punti.

 

Giornata spumeggiante per EXOR (+4,08% a 73,04 euro). La holding della famiglia Agnelli ha confermato che sono in corso contatti esclusivi con il gruppo francese Covea per la cessione della controllata PartnerRe, azienda statunitense attiva nel settore delle riassicurazioni. L’operazione sarebbe interamente in contanti. EXOR ha precisato che non c’è certezza che le trattative portino a un accordo definitivo. La holding ha ricordato che detiene il 100% del capitale di PartnerRe e il 99,66% dei diritti di voto. Secondo alcuni analisti, nel caso l’operazione dovesse andare in porto, EXOR otterrebbe liquidità per procedere con acquisizioni o per distribuire un dividendo straordinario.

Altro ribasso per CNH Industrial (-2,18% a 8,44 euro). Non si sono fatte attendere le indicazioni degli analisti, dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2019. Mediobanca ha sforbiciato da 12,6 euro a 11,1 euro il target price sulla società, in seguito alla riduzione delle stime finanziarie per il 2020; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha tagliato da 12,5 dollari a 11,5 dollari (circa 10,5 euro) il prezzo obiettivo su CNH Industrial; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Sulla stessa lunghezza d’onda Jp Morgan che ha peggiorato da 11 dollari a 9,5 dollari (8,7 euro) per azione la valutazione sulla società, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2020/2021; gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. Bocciatura completa da Equita sim. Gli esperti hanno sforbiciato da 11,8 euro a 10,7 euro il target price su CNH Industrial, in conseguenza al taglio delle stime sui ricavi e sulla redditività per il biennio 2020/2021; gli analisti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il rating.

 

Riflettori sempre accesi sui bancari.

UBI Banca ha terminato la seduta con un rialzo dello 0,64% a 2,994 euro, dopo la diffusione dei risultati dell’esercizio 2019. L’istituto ha terminato lo scorso esercizio con un margine di interesse pari a 1,72 miliardi di euro, in calo dagli 1,79 miliardi del 2018. L’utile al netto delle poste non ricorrenti si è invece attestato a 352,9 milioni, in crescita del 16,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.  Al 31 dicembre 2019, i crediti netti verso la clientela erano pari a 84,6 miliardi, in calo rispetto agli 85,2 di fine settembre 2019 e agli 89 miliardi di fine 2018. Lo stock di crediti deteriorati totali lordi si è attestato a 6,84 miliardi, in diminuzione del 17,7% rispetto al 30 settembre 2019 e del 29,6% rispetto a fine 2018. In attesa della diffusione del piano industriale per il triennio 2020/2022, il management di UBI Banca ha segnalato che nel 2020 proseguirà la ricomposizione dei ricavi "core" a favore di una crescita delle commissioni nette rispetto al margine d'interesse. UBI Banca ha dichiarato che i crediti deteriorati lordi sono attesi in riduzione, aggiungendo che a fine 2019 è iniziata l’analisi di un’operazione di cessione di crediti deteriorati SME per circa 800 milioni di euro lordi, da realizzarsi entro il 2020. Infine, l'utile netto del 2020 è stimato superiore a quello del 2019 con conseguente crescita del dividendo. Intanto, il numero uno di UBI Banca, Victor Massiah, ha anticipato che il piano industriale per il triennio 2020/2022 che sarà presentato lunedì 17 febbraio non prevede operazioni straordinarie.

UniCredit ha chiuso la giornata con un frazionale progresso dello 0,42% a 13,964 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto, portandolo da 14,8 euro a 16 euro, in seguito alle indicazioni del management sulla remunerazione degli azionisti dopo la diffusione dei risultati del 2019; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

Giornata positiva per Banca Generali (+2,44% a 31,1 euro). La compagnia ha comunicato i risultati finanziari del 2019, esercizio chiuso con un utile netto di 272,1 milioni di euro, in aumento del 51,1% rispetto ai 180,1 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. A fine 2019 le masse amministrate in gestione si sono attestate a 69 miliardi di euro (+20% da inizio anno); il dato include 2,2 miliardi legati al consolidamento delle neo-acquisite Nextam Partners e Valeur in Svizzera. Sempre 31 dicembre il Common Equity Tier 1 si è attestato al 14,6%. I vertici di Banca Generali hanno proposto la distribuzione di un dividendo 2020 (relativo all’esercizio 2019) di 1,85 euro per azione (pay-out del 79%), in aumento rispetto alla cedola di 1,25 euro assegnata lo scorso anno.

 

Buona giornata per Buzzi Unicem (+0,92% a 22,92 euro). La società quotata al FTSEMib ha terminato lo scorso anno con un fatturato pari a 3,22 miliardi di euro, in aumento del 12,1% rispetto ai 2,87 miliardi ottenuti l'esercizio precedente; a cambi e perimetro costanti l'incremento sarebbe stato dell'8,6%. Sulla base delle informazioni preliminari disponibili, Buzzi Unicem prevede che il bilancio dell'esercizio 2019 si chiuda con un margine operativo lordo ricorrente di circa 700 milioni di euro. Dopo la diffusione dei risultati preliminari del 2019 gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 25,5 euro a 28,5 euro il target price su Buzzi Unicem, in seguito al miglioramento della stima sull’utile per azione per il 2020; gli esperti ritengono che il titolo resti una delle migliori opportunità di investimento tra le aziende italiane a media capitalizzazione. Indicazione simile da Mediobanca, che ha aumentato da 23,3 euro a 24,3 euro per azione la valutazione su Buzzi Unicem, in conseguenza al miglioramento delle stime sulla redditività per il biennio 2020/2021; gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Anche Banca Akros ha incrementato il target price sul titolo, portandolo da 25 euro a 26 euro; gli analisti hanno ribadito l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio.

 

In leggero rialzo la Juventus FC (+0,22% a 1,1485 euro). Il club bianconero è stato raggiunto in testa alla classifica di SerieA dall’Inter dopo la sconfitta per 2 a 1 a opera del Verona e alla contemporanea vittoria dei nerazzurri nel derby contro il Milan per 4 a 2. Vittoria anche della Lazio (+10,7% a 1,722 euro) a Parma: il club biancoceleste si è portato a un solo punto dal duo di testa.

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