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Male Piazza Affari, la Turchia pesa. Scivolone di Unicredit

Ribasso ampio per Piazza Affari e le principali piazze del Vecchio Continente. Sull'Europa le preoccupazioni per la crisi della Turchia. Tra i titoli male le banche (Unicredit in particolare)

di Mauro Introzzi 10 ago 2018 ore 17:40

Ribasso ampio per Piazza Affari e le principali piazze del Vecchio Continente. Sull'Europa le preoccupazioni per la crisi della Turchia e della sua valuta, in grande difficoltà ai minimi nel confronti del dollaro dopo aver perso quest'anno circa 30 punti percentuali. A Piazza Affari hanno sofferto in particolare i bancari, Unicredit su tutti.

Poco da segnalare dal versante macroeconomico: l'agenda prevedeva per oggi il dato sulla bilancia commerciale italiana a giugno e l'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti di luglio.

A metà mattinata il Tesoro ha chiuso con successo l'asta dei BOT annuali collocando tutti i 6 miliardi di euro previsti. In sensibile rialzo, però, il rendimento.

 

Così alla campana di fine contrattazioni il FTSEMib ha registrato un calo del 2,51% a 21.091 punti. L'indice del paniere principale di Piazza Affari ha oscillato tra un massimo di 21.448 punti e un minimo di 20.968 punti. Il FTSE Italia All Share ha perso invece il 2,41% a 23.327 punti. In rosso anche Mid Cap (-1,29%) e Star (-0,73%).

L’euro è sceso poco sopra gli 1,14 dollari, mentre alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto i 6.500 dollari (poco più di 5.600 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

crollo-borsaA Milano han pesato i bancari. Unicredit ha perso il 4,73%. Secondo l'autorevole Financial Times la Banca Centrale Europea sarebbe preoccupata delle banche della zona euro con interessi in Turchia (dove la valuta locale, la lira turca, sta crollando). Il gruppo di Mustier controlla in Turchia Yapi Kredi Bank, la quarta banca del Paese. Ma ha recentemente indicato che il peso dei ricavi di quell'area, sul totale, è pari a circa il 2%.

Male anche IntesaSanpaolo (-3,65%) e UBI Banca (-3,08%)

In calo dell'1,97% BancoBPM. Secondo Il Sole24Ore l’intenzione dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna è quella “di massimizzare la quota di deteriorati da cedere, puntando al target di 9-10 miliardi previsto”. questo obiettivo, nei piani della banca, verrebbe raggiunto in una relativa tranquillità visto che l’istituto avrebbe già “in mano diverse carte per compensare l’impatto delle cessioni sul patrimonio”.

Nella serata di giovedì il Creval (+0,78%) ha diffuso i suoi conti semestrali. La banca ha chiuso il primo semestre del 2018 con un utile netto di 824mila euro, rispetto al rosso di 194,83 milioni di euro contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno; il dato dello scorso anno comprendeva rettifiche per oltre 328 milioni di euro. Alla stessa data i crediti deteriorati al netto delle rettifiche di valore, erano pari a 968 milioni di euro, in forte calo dai 2,2 miliardi di inizio anno.

In calo del 2,86% Mps. Secondo quanto riporta MF la banca senese, dopo la cartolarizzazione da 26 miliardi perfezionata nei mesi scorsi, avrebbe pronta un’altra cessione di crediti non performanti da 2 miliardi di euro. Il progetto della cessione di queste attività, legate all’attività di leasing, si chiamerebbe Morgana e le proposte di partecipazione all'operazione sarebbero già state inviate a una decina di investitori specializzati.

 

Al FTSEMib da segnalare anche l'ampio rosso di STM (-5,06%).

 

Nonostante una buona parte di seduta in positivo Unipol ha perso lo 0,24%. Nei primi sei mesi dell’anno il gruppo ha realizzato un risultato netto consolidato positivo per 644 milioni di euro, comprensivo della plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita (pari a 309 milioni). Nel primo semestre 2017 il risultato netto consolidato era aveva evidenziato un rosso pari a 390 milioni, per effetto del piano di ristrutturazione del comparto bancario.

In calo anche UnipolSAI (-1,15%) che nella prima metà dell'anno ha registrato un risultato netto consolidato positivo per 646,8 milioni di euro. Anche in questo caso il conto comprensivo della plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in Popolare Vita (pari a 309 milioni). Nel primo semestre 2017 il risultato netto consolidato era stato pari a 282 milioni di euro.

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