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Pesante ribasso di Piazza Affari (e delle borse europee)

I timori per una frenata dell’economia cinese hanno fatto scattare le vendite sui titoli del lusso. In rosso anche i bancari. Neppure ENI è riuscita a limitare i danni

di Edoardo Fagnani 1 set 2015 ore 17:48

Piazza Affari e le principali borse europee in decisa flessione nella seduta odierna, in scia al pessimo dato sull’andamento del settore manifatturiero in Cina. Deludente anche il dato sulla manifattura italiana ad agosto, che ha evidenziato una crescita più lenta delle attese. Migliori delle attese, invece, i dati sull'occupazione e sul Pil del secondo trimestre del 2015. I timori per una frenata dell’economia cinese hanno fatto scattare le vendite sui titoli del settore del lusso. In rosso anche i bancari. Neppure ENI è riuscita a limitare i danni.
Il FTSEMib ha terminato la seduta con un ribasso del 2,24% a 21.451 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha ceduto il 2,22% a 23.062 punti. Performance simili per il FTSE Italia Mid Cap (-2,12%) e il FTSE Italia Star (-1,91%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,28 miliardi di euro, rispetto ai 2,33 miliardi di ieri. Su 327 titoli trattati, 279 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 38. Invariate le rimanenti dieci azioni.
L’euro è sceso a 1,125 dollari.

CONSULTA le quotazioni dei titoli del FTSE MIB

mercato-scendeI timori per una frenata dell’economia cinese hanno fatto scattare le vendite sui titoli del settore del lusso. Gli analisti di Nomura hanno ribadito il giudizio “Neutrale” sul settore, anche se hanno ricordato che un eventuale rafforzamento dell’euro potrebbe penalizzare il comparto.
Moncler ha subito una flessione del 3,53% a 15,56 euro. In forte ribasso anche Salvatore Ferragamo (-2,24% a 23,56 euro) e YOOX (-4,4% a 26,92 euro).

In generale calo anche i bancari.
Vendite sul Monte dei Paschi di Siena. Il titolo dell’istituto toscano è sceso del 4,27% a 1,793 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 25 agosto UBS Group ha ridotto la partecipazione detenuta nel Monte dei Paschi di Siena, portandola dal 2,259% all’1,677%.
Male anche IntesaSanpaolo (-2,95% a 3,158 euro). A partire dal 21 settembre 2015 l’istituto guidato da Carlo Messina entrerà a far parte dell’indice Stoxx Europe 50. Il paniere raggruppa le più importanti società quotate in 18 paesi europei e rappresenta il benchmark per diversi fondi di investimento ed ETF.
Il Banco Popolare ha registrato una flessione del 2,87% a 14,88 euro. Secondo quanto scritto su MF, starebbe riprendendo quota l’ipotesi di un’integrazione tra il Banco Popolare e Veneto Banca, anche se con modalità differenti rispetto a quelle ipotizzate in precedenza. Alcuni analisti, infatti, ritengono che l’integrazione tra i due istituti “potrebbe avvenire soltanto in un secondo momento, cioè dopo il matrimonio tra UBI Banca e il Banco Popolare”.  
Anche Unicredit non si è salvata dalle vendite (-3,43% a 5,63 euro).

ENI ha registrato un ribasso dell’1,71% a 14,38 euro. Il Sole24Ore ha riportato le parole dell'amministratore delegato, Claudio Descalzi, a commento della scoperta del maxigiacimento di gas al largo dell'Egitto, il maggior sito del Mediterraneo. Secondo il manager questo rinvenimento impatterà positivamente sul dividendo di ENI. Una cedola che il gruppo aveva deciso di tagliare qualche mese fa, portandola a 0,8 euro per azione. Intanto, gli analisti di Raymond James hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo su ENI, portandolo da 16,5 euro a 17,5 euro, in seguito alla scoperta del maxigiacimento di gas al largo dell'Egitto. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Al contrario, gli analisti di HSBC hanno tagliato da 17,25 euro a 15,5 euro il target price sul colosso petrolifero. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Fiat Chrysler Automobiles ha ceduto il 3,19% a 12,14 euro. In serata il ministero dei Trasporti ha comunicato il dato sulle immatricolazioni in Italia di automobili nel mese di agosto. Intanto, il gruppo guidato da Sergio Marchionne, ha comunicato che FCA US ha venduto ad agosto negli Stati Uniti 201.672 vetture, che rappresentano un aumento del 2% rispetto allo stesso mese del 2014 (198.379 unità) e il miglior agosto dal 2002. Nel complesso, il gruppo ha registrato il sessantacinquesimo mese consecutivo di crescita. Inoltre, gli analisti di Equita sim hanno alzato il peso di Fiat Chrysler Automobiles nel proprio portafoglio, in attesa della prossima quotazione della Ferrari, precisando che l’esposizione delle attività del gruppo in Cina è limitata. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 18,5 euro e l’indicazione di acquistare le azioni.

 

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