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Una discreta performance per il FTSEMib

Buone performance per i bancari. La Repubblica ha ricordato che nelle prossime ore saranno pubblicati i risultati degli stress test. In rosso i titoli del settore petrolifero, ad eccezione di Tenaris

di Edoardo Fagnani 1 nov 2018 ore 17:48

Oggi contrattazioni regolari a Piazza Affari nonostante la festività del 1° novembre, mentre è rimasta chiusa la sessione afterhours. I principali indici di Borsa Italiana hanno terminato la seduta in frazionale rialzo. Buone performance per i bancari. La Repubblica ha ricordato che nelle prossime ore saranno pubblicati i risultati degli stress test. In rosso i titoli del settore petrolifero, ad eccezione di Tenaris.

Il FTSEMib ha guadagnato lo 0,71% a 19.185 punti, dopo aver oscillato tra un minimo 18.979 punti e un massimo di 19.282 punti. Il FTSE Italia All Share ha registrato un frazionale rialzo dello 0,64%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,11%) e per il FTSE Italia Star (+0,14%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 1,87 miliardi di euro, rispetto ai 2,5 miliardi di ieri; oggi sono passate di mano 664.887.760 azioni (931.042.521 nella seduta di ieri). Su 357 titoli trattati, 208 hanno registrato una performance positiva, mentre i ribassi sono stati 113; invariate le restanti 36 azioni.

L’euro si è riportato a 1,14 dollari; alle 17.30 il bitcoin si confermava sotto quota 6.500 dollari (poco più di 5.500 euro).

 

CONSULTA le quotazioni dei titoli del SOLMib40

 

mercato-azionario_1Buone performance per i bancari. La Repubblica ha ricordato che domani saranno pubblicati i risultati degli stress test elaborati dall’Autorità bancaria europea (EBA) sui principali istituti europei. Secondo il quotidiano non dovrebbero esserci sorprese negative sui quattro istituti italiani coinvolti: IntesaSanpaolo (+1,68% a 1,9858 euro), Unicredit (+1,03% a 11,432 euro), BancoBPM (+2,82% a 1,7078 euro) e UBI Banca (+1,96% a 2,753 euro).

 

In rosso i titoli del settore petrolifero, dopo che a New York il prezzo del barile è sceso sotto i 65 dollari.

ENI ha registrato una flessione dell’1,78% a 15,426 euro.

Saipem ha perso il 3,41% a 4,67 euro.

Ha fatto eccezione Tenaris che è salita dell'1,64% a 13,35 euro. La società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2018 la società ha concluso i primi nove mesi del 2018, chiusi con ricavi per 5,55 miliardi di dollari, in aumento del 50% rispetto ai 3,7 miliardi realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. Il giro d’affari dell’azienda ha beneficiato della forte crescita della domanda registrata in Nord America, in Medio Oriente e in Africa. In forte crescita anche l’utile netto, che è cresciuto da 385 milioni a 650 milioni di dollari. Il management ha approvato la decisione di distribuire un acconto sul dividendo 2019 (relativo all’esercizio 2018) per un ammontare di 0,13 dollari per azione. La cedola sarà staccata il 19 novembre. I vertici di Tenaris prevedono di chiudere positivamente il 2018 grazie alle forniture per il Progetto Zohr e all’incremento stagionale delle vendite in Canada. Inoltre, i margini dovrebbero confermarsi agli attuali livelli.

 

Fiat Chrysler Automobiles ha terminato la giornata con un progresso dell’1,23% a 13,616 euro, dopo la correzione subita nelle ultime due sedute, in scia alla diffusione della trimestrale. Ancora indicazioni dagli analisti. Banca IMI ha tagliato da 18,6 euro a 15,8 euro il prezzo obiettivo sulla società automobilistica, in seguito alla riduzione delle stime sulla redditività per il prossimo esercizio. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Add” (aggiungere) il giudizio. Intanto, Fiat Chrysler Automobiles ha comunicato che nel mese di ottobre le immatricolazioni di automobili negli Stati Uniti sono cresciute del 16%, superando le attese degli analisti.


Safilo ha guadagnato il 2,79% a 1,696 euro. Ieri la società ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2018, periodo chiuso con ricavi per 713,7 milioni di euro, in contrazione del 9,7% rispetto ai 790,5 milioni ottenuti nei primi tre trimestri dello scorso esercizio, in seguito all’andamento negativo del business in Europa e in Nord America; a parità di tassi di cambio, il fatturato avrebbe subito una flessione del 5,6%. Il margine operativo lordo adjusted è sceso del 13,5%, passando da 43,2 milioni a 37,2 milioni di euro; di conseguenza, la marginalità si è ridotta dal 5,5% al 5,2%.

 

Anche oggi in forte ribasso GIMA TT (-11,3% a 7,624 euro), nonostante le precisazioni del management in merito all'andamento operativo dell'azienda. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno sforbiciato da 14,5 euro a 7 euro il target price su GIMA TT, in seguito alla taglio delle stime sull’utile per azione per il biennio 2019/2020. Gli esperti hanno anche peggiorato il giudizio e ora consigliano di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha tagliato da 82 euro a 53 euro il prezzo obiettivo su IMA (-1,6% a 52,2 euro); gli esperti hanno anche peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il giudizio.

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