NAVIGA IL SITO

L’ultima settimanale di Piazza Affari è (ancora) in rosso

Un’altra chiusura in territorio negativo per Piazza Affari, ancora una volta appesantita dai titoli del comparto bancario. Tra le blue chip in difficoltà anche Telecom Italia e FCA

di Mauro Introzzi 1 apr 2016 ore 17:46

Un’altra chiusura in territorio negativo per Piazza Affari, ancora una volta appesantita dai titoli del comparto bancario. Settore che ha tentato nel corso della mattinata di recuperare terreno, ma che le vendite del pomeriggio hanno poi ricacciato in ampio rosso. Tra le blue chip in difficoltà anche Telecom Italia e FCA mentre si sono mosse in controtendenza le società attive nel comparto del risparmio gestito.

I principali indici di Borsa Italiana hanno così perso quasi 2 punti percentuali. Il FTSEMib ha subito un calo dell’1,88% a 17.777 punti (minimo di 17.738 punti, massimo di 18.084 punti), mentre il FTSE Italia All Share ha perso l’1,6%. In lieve rialzo, invece, il FTSE Italia Mid Cap (+0,01%) e il FTSE Italia Star (+0,08%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,61 miliardi di euro dai 2,82 miliardi di euro di ieri. Su 322 titoli trattati, 217 hanno terminato la giornata con un ribasso mentre le performance positive sono state 95. Invariate le restanti 10 azioni.
L’euro è rimasto poco sotto gli 1,14 dollari.

QUOTAZIONI: Titoli del FTSEMib

mercato_rosso_1Tra i bancari da segnalare l’ampio rosso del Banco Popolare (-4,71%).
Secondo la stampa proprio in queste ore poteva essere varato il previsto aumento di capitale che secondo la Bce sarebbe propedeutico alla fusione con la Popolare di Milano.
In rosso – ma più moderato - anche Mps (-0,7%). Nella giornata di ieri il numero uno della società, Fabrizio Viola, ha dichiarato che lo sviluppo del piano di rilancio della banca aumenta le probabilità di partecipare al processo di consolidamento ma ha anche precisato che per ora un partner non ci sarebbe. Secondo il manager i fondamentali di Mps sarebbero migliori di quanto il mercato percepisca.
Tra gli altri bancari IntesaSanpaolo ha perso il 2,3% e Unicredit il 2,08%.
In controtendenza Banca Carige (+2,54%). Ieri si è insidiato il nuovo consiglio di amministrazione. La lista presentata da Vittorio Malacalza, primo socio dell’istituto ligure con una quota del 17,5% ha conquistato in assemblea il 55% dei voti, accaparrandosi 10 posti su 15, con il giurista Giuseppe Tesauro presidente e l’ex manager di Sator Guido Bastianini amministratore delegato. Il primo azionista dell’istituto non sarebbe favorevole alla recente offerta del fondo americano Apollo, che punta a conquistare la società rilevando i suoi crediti deteriorati.

Tra gli industriali male Fiat Chrysler Automobiles (-5%)
. Ieri l’amministratore delegato Sergio Marchionne ha detto che un’alleanza tra Fiat Chrysler Automobiles e il gruppo Peugeot “non è una cosa da farsi”.

Da segnalare anche il rosso di Telecom Italia (-3,9%).
L’Agcom ha bloccato l'aumento delle tariffe per la telefonia fissa del gruppo, approvando un provvedimento di diffida nei confronti della società telefonica, in qualità di soggetto designato alla fornitura del servizio universale. L'aumento del prezzo delle chiamate nazionali da linea tradizionale non sarebbe giustificato da condizioni economiche generali.

Tra le blue chip in controtendenza i titoli del risparmio gestito. Anima è salita del 2,57%, Azimut ha guadagnato il 3,11% e Banca Mediolanum l’1,14%.

Poco sopra la parità Fincantieri (+0,15%).
Il gruppo ha comunicato di aver chiuso il 2015 con ricavi in calo del 4,9% a 4,18 miliardi e con una perdita di esercizio di 175 milioni di euro dopo l’utile di 67 milioni del 2014. Il gruppo ha presentato anche il suo piano industriale.Gli analisti di Equita Sim e di Kepler Cheuvreux hanno tagliato a loro valutazione sul titolo Fincantieri dopo il bilancio 2015 diffuso ieri. Il target di Equita Sim passa a 0,4 euro mentre quello di Kepler Cheuvreux è stato ridotto a 0,35 euro. Entrambe le case d'analisi hanno confermato il loro "hold" (mantenere).

Tutte le ultime su: piazza affari
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.