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Bonds Argentina ed opzioni legali: dubbi, domande e risposte (parte seconda)

Al fine di rispondere alle domande piu’ comuni, cerchiamo di dare di seguito risposta ai dubbi che piu’ frequentemente ci vengono posti.

di La redazione di Soldionline 10 feb 2005 ore 10:23
2.5 - compatibilita' con l'OPS e/o con altro tipo di cause

Chi aderisce o intende aderire all'OPS rinuncia definitivamente a far valere qualsiasi diritto nei confronti della Repubblica Argentina quale detentore dei 'vecchi' bonds . L'adesione all'OPS impedisce di avviare azione individuale o collettiva contro la Repubblica Argentina.
I 'nuovi' bonds, inoltre, contengono talune pattuizioni che li rendono potenzialmente inidonei - in caso di possibile futuro ulteriore default - all'avvio di azioni legali quali quelle oggi consentite sulla base dei 'vecchi' titoli; tra queste, a titolo esemplificativo, una pattuizione che limita la possibilita' di fare azione legale ai soli possessori di almeno il 25% del valore di emissione di una specifica serie; anzi, ad essere piu' precisi, la Repubblica Argentina vorrebbe introdurre nei nuovi prospetti una clausola che limita la possibilita' di azione legale al solo Trustee, previa richiesta (ed anticipo dei costi) da parte di possessori di almeno il 25% del totale della specifica emissione, ma senza obbligo neppure in tale caso, di avviare un giudizio.
In altre parole, il Trustee e solo il Trustee potra' decidere se fare cause o meno e, ove decidesse di agire, potrebbe subordinare l'avvio dell'azione al versamento da parte dei bondholders richiedenti l'azione di un congruo ed adeguato fondo spese.
Laddove un investitore decidesse di aderire all'OPS ma non volesse rinunciare alla possibilita' di agire contro l'intermediario che gli ha venduto i titoli, sarebbe prudenzialmente consigliabile adottare talune cautele per evitare poi di doversi confrontare con inevitabili, quanto (si ritiene) pretestuose, eccezioni da parte dell'intermediario stesso ove convenuto in giudizio.

Chi aderisce (o ha gia' aderito) ad una class action, puo' liberamente attivarsi - ove ne sussistano i presupposti - nei confronti della Banca che ha venduto i titoli; in caso di esito positivo di tale azione, l'unico onere in capo al possessore dei bonds (laddove la sentenza dovesse condannare la Banca ed imporre pero' al risparmiatore/investitore di restituire a quest'ultima i titoli) sara' quello di comunicare al Lead Counsel (cioe' lo Studio legale che cura la class action) il fatto di avere perso il possesso dei titoli.
Ovviamente, in tale ipotesi, nessuna domanda di risarcimento potra' essere presentata nell'ambito della class action, se e quando questa dovesse avere esito positivo.
Chi aderisce all'OPS NON puo' quindi partecipare ad alcuna class action.

Chi avvia (o ha avviato) una causa individuale contro la Repubblica Argentina NON puo' aderire all'OPS, e viceversa. Dal momento dell'avvio di una causa individuale infatti, l'aver stipulato con i legali americani un 'contingency fee agreement' (ovvero il patto che lega le parcelle dei legali al risultato dell'azione stessa ) crea in capo ai legali USA un interesse sui titoli; in altre parole, aderendo all'OPS dopo l'avvio della causa individuale si corre il rischio che i legali USA - legittimamente - reclamino le loro spettanze anche se concretamente non vi sia stato un 'recupero di somme', dato che l'impossibilita' del recupero e' conseguenza diretta della scelta dell'investitore / risparmiatore di aderire allo scambio.
Ovviamente, chi opta per la causa individuale NON puo' prendere parte ad una class action sugli stessi titoli.
Sulla compatibilita' tra azione individuale in USA (o altrove) contro l'Argentina e causa all'intermediario sussistono invece parecchi dubbi, piu' che altro di opportunita', dato che in ipotesi di successo dell'azione contro l'intermediario si corre il rischio che i legali USA reclamino comunque le loro spettanze.

2.6 - class actions pendenti
Al momento risultano essere state certificate due sole class actions, relative ai titoli con ISIN:
US040114BE93 e
US040114AR16.
Queste due azioni sono condotte da una societa' tedesca ( URBAN GMBH ) e hanno ad oggetto solamente il recupero degli interessi via via maturati (e maturandi) non pagati. Maggiori dettagli possono essere reperiti sul sito www.argentinaclassaction.com
Le domande di class action in attesa di certificazione, interessano poi i seguenti ulteriori titoli:
US040114FB19
US040114GA27
US040114GD65
US040114GF14
US040114GG96
US040114AN02
US040114AV28
US040114AZ32.
In collaborazione con ADUC sono state avviate recentemente due ulteriori azioni di class action, anch'esse in attesa di certificazione sui titoli:
Argentina 2008, 8,125% XS0086333472
Argentina 2003 8,375% US040114AH34

Oltre a queste, pende un'ulteriore domanda di class action per un'ampia serie di emissioni, comprensiva di svariate emissioni in euro, che peraltro non sarebbero tutte in possesso del soggetto che agisce; pur con forti perplessita' sul buon esito di tale causa, segnaliamo che l'elenco dei titoli interessati puo' essere reperito al sito www.hagens-berman.com

Per ciascuna di esse, una volta certificata l'azione, sara' possibile dare maggior informazioni.
Vi sono poi ulteriori titoli con giurisdizione americana, per i quali non ci risulta siano state ad oggi presentate domande di class action.
I legali che collaborano con l'ADUC sono a disposizione di chi volesse dare avvio ad azioni anche su questi specifici titoli:
XS0043118172
XS0043119147
XS0043120236
XS0043120582
XS0015229908
XS0130278467
US040114FC91
US040114BL37
US040114GB00
US040114GH79
US040114AW01
US040114AX83
US040114BD11
US040114BC38
US040114BK53
USP8055KGV19

3 - cause in altre giurisdizioni
Oltre ai titoli sopra evidenziati, vi sono numerose altre emissioni, che prevedono giurisdizioni diverse; tra queste le piu' comuni sono quella tedesca (Francorforte), quella argentina (Buenos Aires) e quella inglese (Londra).
Due soli sono i titoli con giurisdizione italiana (Milano), ovvero quelli con codice ISIN IT0006527292 e IT0006529769.
Non abbiamo notizie di azioni legali avviate in Inghilterra.

In Germania invece e' particolarmente attivo il fronte degli investitori, ed i Tribunali hanno gia' emesso svariate sentenze.
Si attende tuttavia che la suprema Corte si pronunci in ordine all'eccezione della Repubblica Argentina che reclama a difesa della propria posizione di debitore insolvente la necessita' di far fronte ad una vera e propria 'emergenza nazionale'e che, su tale presupposto, ha impugnato sentenze e provvedimenti esecutivi, reclamando l'immunita'.
Quando sara' disponibile la pronuncia, verranno valutate le concrete possibilita' per chi fosse in possesso di titoli sottoposti alla giurisdizione tedesca.

In Italia il contenzioso noto -contro la Repubblica Argentina- e' abbastanza limitato, come numero di vertenze, e si concentra sostanzialmente in due filoni, ovvero le richieste di sequestro conservativo ante causam (e quindi azioni di tipo cautelare che mirano al blocco preventivo di somme o beni di proprieta' argentina in vista del futuro soddisfo nel caso di sentenza di merito favorevole) ed il contenzioso di merito (azione per il pagamento del dovuto).

Non ci sono, per il momento, precedenti noti di sentenze italiane che abbiano definitivamente condannato l'Argentina al pagamento di somme a favore dei possessori di bonds; sussiste invece un provvedimento di sequestro, peraltro concesso dal tribunale di Roma in contumacia della convenuta, che risulta essere stato poi eseguito su somme di incerta spettanza e pignorabilita'.
Al provvedimento de quo e' seguito l'avvio di una causa di merito (cosiddetta 'a cognizione piena') all'esito della quale si conoscera' la posizione assunta dal Tribunale.
Se la decisione fosse favorevole ai risparmiatori, si aprira' presumibilmente un ulteriore contenzioso legato alla pignorabilita' o meno delle somme temporaneamente sottoposte a sequestro.
Sempre in Italia si ha notizia di diversi provvedimenti di rigetto di domande proposte da possessori di bonds argentini; trattasi di pronunce dei Tribunali di Roma, Milano e Vicenza, motivate tutte - stando alle notizie riportate dagli organi di stampa - sulla base del difetto di giurisdizione dei Tribunali aditi, fatto rilevare dalla convenuta (stavolta costituitasi) Repubblica Argentina.
Il Tribunale di Brescia, infine, risulta avere emesso un provvedimento monitorio (decreto ingiuntivo) di modesto valore contro la Repubblica Argentina, che tuttavia ha annunciato la propria opposizione; anche in questo caso alla procedura monitoria seguira' quindi un contenzioso 'pieno' e quindi una ordinaria causa di merito.
Si segnala infine una corposa attivita' giudiziale in Argentina, il cui esito tuttavia e' allo stato incerto, dati i continui mutamenti delle pronunce a seconda del grado giurisdizionale raggiunto.
Anche in questo caso, non e' possibile allo stato attuale fornire valutazioni in ordine alle possibilita' e probabilita' di buon esito di azioni legale.


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