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Bond, Enel e Unicredit fanno il tutto esaurito!

I due bond emessi ieri, per un ammontare unitario di un miliardo, hanno registrato una domanda elevata, sfruttando una serie di eventi favorevoli sul mercato obbligazionario

di Edoardo Fagnani 5 set 2012 ore 16:52
La scelta di Enel di Unicredit di procedere con un’emissione obbligazionaria destinata agli investitori istituzionali si è rivelata corretta. I due bond emessi ieri hanno registrato una domanda elevata, sfruttando una serie di eventi favorevoli sul mercato obbligazionario.

Nel dettaglio, Enel ha collocato sul mercato europeo un’emissione obbligazionaria per un totale di un miliardo di euro con scadenza a marzo del 2020. Ottima la domanda: l’operazione ha raccolto adesioni per un importo di circa 5,7 miliardi di euro. Il titolo ha un tasso fisso del 4,875% e garantisce un rendimento equivalente al tasso mid swap di pari durata, maggiorato di 360 punti base. A inizio collocamento lo spread era indicato a 375 punti.
L’emissione è avvenuta in esecuzione di quanto deliberato dal consiglio di amministrazione, nell’ambito del programma di Global Medium Term Notes, per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Enel ha sfruttato l’occasione favorevole, in quanto la società a fine giugno poteva contare su disponibilità liquide per circa 27 miliardi di euro.
Con questo collocamento dovrebbe essere completata la delega assegnata al cda per procedere con nuove emissioni obbligazionarie. Tuttavia, secondo quanto su Il Sole24Ore, non è escluso che il management possa ottenere una nuova delega, in modo da lanciare nuovi bond (sempre a investitori istituzionali) entro la fine del 2012.

Unicredit ha seguito l’esempio di Enel.
L’istituto ha lanciato un’emissione obbligazionaria triennale per un miliardo di euro. L’operazione ha riscontrato un elevato interesse da parte degli investitori istituzionali, con richieste complessive per oltre 2 miliardi di euro e oltre 250 ordini ricevuti. Il prestito fa parte del programma di Euro Medium Term Notes della banca. Il bond pagherà una cedola pari a 4,375%, con un prezzo di emissione pari a 99,662%. Di conseguenza, il rendimento equivale al tasso mid swap di pari durata, maggiorato di 390 punti base. Il feedback positivo da parte degli investitori ha consentito di restringere lo spread rispetto alla forchetta fissata inizialmente tre i 400 e i 410 punti base.
Unicredit ha segnalato che la partecipazione degli investitori è stata caratterizzata da ampia diversificazione geografica e per tipologia. Infatti, l’emissione è stata distribuita a diverse categorie di investitori istituzionali quali fondi (71%), banche (22%) ed assicurazioni (6%). La domanda è pervenuta principalmente da Italia (34%), Francia (28%), Regno Unito/Irlanda (14%) e Germania/Austria (8%).

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