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Bond Enel, confronto con BTP e CCT

In un’analisi di convenienza di uno strumento corporate non bisogna dimenticarsi di confrontarne il rendimento con titoli di stato di pari durata e caratteristiche

di Mauro Introzzi 15 feb 2010 ore 11:32

In un’analisi di convenienza di uno strumento obbligazionario corporate non bisogna dimenticarsi di confrontare il rendimento di quest’ultimo con i titoli di stato di pari durata e medesime caratteristiche. Certo il merito di credito di un emittente governativo è sempre diverso da quello di un’azienda, ma un paragone di massima può aiutare nella scelta di partecipare o meno a una sottoscrizione. Anche nell’operazione del Bond di Enel, partita in queste ore. Confrontiamo le caratteristiche della tranche a tasso fisso con un Buono del Tesoro Poliennale e quelle dell’emissione a tasso variabile con un Certificato di Credito del Tesoro.

editoriale_enelLa tranche a tasso fisso di Enel
garantirà un rendimento dato dalla somma del tasso midswap a 6 anni a fine del periodo d’offerta e un ulteriore margine di rendimento, che sarà compreso tra 65 e 125 punti base. Tale rendimento sarà comunicato entro 5 giorni lavorativi dalla conclusione del periodo d'offerta in Italia. Il midswap a 6 anni, nella seconda parte dei 2009, è stato compreso tra il 2,824% e il 3,221%. Ipotizzando che a fine offerta il tasso midswap di periodo fosse al 2,8% (i livelli attuali), la remunerazione della tranche a tasso fisso sarà compresa tra il 3,45% e il 4,05%.

Guardando le emissioni del Tesoro italiano lo strumento che più che avvicina al bond a tasso fisso di Enel è il BTP con scadenza ad agosto 2016. Il titolo paga una cedola del 3,75% e adesso circola a un prezzo di 103,62. In pratica il Buono in oggetto rende circa il 3,14% lordo.

La tranche a tasso variabile di Enel garantirà invece un rendimento indicizzato all’Euribor a 6 mesi, maggiorato di un margine di rendimento compreso tra 65 e 125 punti base. Così come succederà per la tranche a tasso fisso, anche questo livello di rendimento sarà definito al termine del periodo d’offerta in Italia e comunicato entro 5 giorni lavorativi. Il tasso Euribor, nel secondo semestre del 2009, è oscillato tra lo 0,987% e l’1,303%.
Ipotizzando che a fine offerta il tasso Euribor semestrale fosse allo 0,97% (i livelli attuali), la prima remunerazione della tranche a tasso variabile sarà compresa tra l’1,62% e il 2,22%.

Questo strumento potrebbe essere confrontato con l’obbligazione di stato indicizzata per eccellenza, il Certificato di Credito del Tesoro. Il CCT con scadenza a luglio 2016 circola in queste ore a 98,78 e rende circa l’ l'1,09%.

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