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BCE, ci sono spazi per un taglio dei tassi all’1%?

Il numero uno della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet ha sottointeso che l’attuale livello dei tassi di interesse potrebbe non essere quello minimo. Le indicazioni degli analisti puntano a una nuova sforbiciata dei tassi di interesse nei prossimi mesi.

di Edoardo Fagnani 6 mar 2009 ore 17:12

La sforbiciata decisa ieri dalla BCE ha portato i tassi di interesse nell’area Euro ai minimi di sempre. Il saggio di riferimento è sceso all’1,5%.

Cosa succederà ora? Come si comporterà la Banca Centrale Europea nelle prossime riunioni?
Certamente gli spazi per nuovi tagli si sono ridotti notevolmente rispetto alla scorsa estate, quando il saggio di riferimento si manteneva al di sopra del 4%. Tuttavia, se si prende come confronto la politica dei “tassi zero” adottata dalla FED e dalla Bank of England, la BCE avrebbe ancora qualche cartuccia da sparare.

Per contro va evidenziato che il numero uno della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet ha più volte dichiarato di non voler portare i tassi di interesse vicini allo zero. Nonostante questa prospettiva, il banchiere nella conferenza stampa di ieri ha sottointeso che l’attuale livello dei tassi di interesse potrebbe non essere quello minimo, lasciando aperte le porte per nuovi tagli nelle prossime riunioni. Trichet ha precisato che oltre alla leva dei tassi, la BCE sta già valutando nuove misure di interveto per garantire liquidità ai mercati finanziari. La prima azione potrebbe essere quella di acquistare obbligazioni (molto probabilmente titoli di stato) dalle banche.
Ora la Banca Centrale Europea non può sbagliare alcuna mossa, dal momento che le prospettive economiche per i prossimi trimestri sono decisamente negative. La previsione di un Pil in calo tra il 2,2% e il 3,2% nel 2009 nell’area Euro non può certo lasciare tranquilli.
Lorenzo Bini Smaghi, il rappresentante italiano all’interno del board della BCE, ha evidenziato come la politica dei bassi tassi di interesse sia più credibile se si mantiene sopra lo zero.

Le indicazioni degli analisti puntano a una nuova sforbiciata dei tassi di interesse nei prossimi mesi.
Gli esperti di IntesaSanpaolo non si sono stupiti del taglio di mezzo punto percentuale, dal 2% all’1,5%, il saggio minimo sulle operazioni di rifinanziamento. Gli analisti hanno evidenziato che “le nuove proiezioni trimestrali hanno mostrato un deciso taglio, più ampio di quello che ci si poteva attendere”. Altra novità interessante, per gli esperti di IntesaSanpaolo, “sembra la maggiore apertura nei confronti di misure non convenzionali di politica monetaria, già anticipata qualche giorno fa”. Prima della riunione di ieri, gli analisti avevano ribadito la possibilità di una riduzione dei tassi all’1%, probabilmente già entro maggio, un livello che secondo gli esperti “sarebbe giustificato non solo dai valori correnti ma anche dalle attese sia di breve che di medio termine su crescita e inflazione”. Al contrario, IntesaSanpaolo ritiene molto bassa la probabilità che la BCE porti i tassi a zero.
Anche gli esperti di NatIxis prevedono che in uno scenario economico-finanziario di questo tipo la BCE possa procedere con ulteriori tagli, portando il saggio di riferimento all’1% entro giugno. Gli analisti ritengono i tassi di interesse a breve rimarranno bassi almeno fino alla fine del 2010.
Banca Aletti ritiene molto probabile un ulteriore taglio della BCE nei prossimi mesi, sulla base delle dichiarazioni di Trichet.
Gli analisti del Credit Suisse non hanno fornito indicazioni puntuali sulle prossime mosse sui tassi della Banca Centrale Europea, ma hanno messo in evidenza il peggioramento sulle stime di crescita per il biennio 2009/2010 nell’area Euro, uno scenario che porterà la BCE ad adottare misure supplementari da affiancare a eventuali nuovi tagli di tassi.

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