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I conti 2013 e il piano industriale del Banco Popolare

Il Banco Popolare ha approvato il bilancio relativo al 2013 e il piano industriale 2014-2016. Lo scorso esercizio si è chiuso in perdita ma con un rosso più contenuto rispetto al 2012

di Mauro Introzzi 28 feb 2014 ore 10:24
Il board del Banco Popolare ha approvato il bilancio relativo al 2013 e il piano industriale 2014-2016 con proiezione inerziale estesa al 2018. Lo scorso esercizio si è chiuso in perdita ma la strategia dell’istituto punta a incrementare redditività e efficienza operativa nei prossimi anni.

BANCO POPOLARE: I CONTI ECONOMICI 2013
Banco Popolare ha archiviato lo scorso anno con un margine di interesse pari a 1,65 miliardi di euro, in calo del 5,6% rispetto al dato del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.
Per effetto dell’andamento negativo del risultato delle partecipate, il margine finanziario si è attestato a 1,62 miliardi di euro, in flessione del 3,5% rispetto al dato dell’esercizio 2012.
Il risultato netto finanziario al netto della FVO (Fair Value Option – un metodo di valutazione delle passività finanziarie di propria emissione in base alla variazione del proprio merito creditizio) è positivo e pari a 388,7 milioni, in calo rispetto ai 467 milioni dell’esercizio precedente.

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banco_popolare_2Il risultato della gestione operativa è stato pari a 1,33 miliardi di euro rispetto agli 1,35 miliardi dell’anno precedente. Le rettifiche nette su crediti verso la clientela sono state pari a 1,69 miliardi, in crescita dagli 1,27 miliardi dei 12 mesi precedente.
Al netto della quota della perdita di pertinenza di terzi pari a 13,7 milioni e degli impatti della FVO (Fair Value Option – un metodo di valutazione delle passività finanziarie di propria emissione in base alla variazione del proprio merito creditizio) l’esercizio si è chiuso con un risultato netto d’esercizio negativo per 606,3 milioni, in contrazione rispetto al rosso pari a 944,5 milioni di euro del 2012.

BANCO POPOLARE: PATRIMONIO 2013 E RATIO
Al 31 dicembre 2013 la raccolta diretta era pari a poco più di 90 miliardi di euro, in calo del 4,7% risetto ai 94,5 miliardi di fine 2012. La raccolta indiretta, a fine 2012, era invece pari a 63,84 miliardi, in salita del 3,3% rispetto ai conti di 12 mesi prima.
Le esposizioni nette deteriorate (sofferenze, incagli, crediti ristrutturati ed esposizioni scadute) ammontavano a fine dicembre a 14 miliardi, in crescita del 17,8% rispetto agli 11,9 miliardi del 31 dicembre 2012.
I ratio patrimoniali al 31 dicembre 2013 vedevano il Core Tier 1 Ratio pari al 9,7%, il Tier 1 Capital Ratio pari al 10,6% e il Total Capital Ratio pari al 13,3%.

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BANCO POPOLARE: IL PIANO INDUSTRIALE
Il piano industriale dell’istituto copre il triennio 2014-2016 ma, per inerzia, è proiettato al 2018. Il piano “delinea una banca più focalizzata sull’attività di sviluppo commerciale, con maggiori gradi di flessibilità nella gestione delle risorse sul territorio, con un più ampio accesso ai servizi e prodotti bancari attraverso una forte innovazione nei canali diretti e nuovi modelli di relazione con il cliente, con una crescita di masse gestite nei segmenti di clientela ad alta redditività (private ed affluent)”.
Le aree di intervento saranno due. Una a sostegno della redditività nel breve termine e una di discontinuità strutturale di medio termine.

Le proiezioni economiche del piano prevedono:
- proventi operativi pari a 3,8 miliardi nel 2016 e 4,1 miliardi nel 2018 (3,6 miliardi nel 2013),
- oneri operativi sostanzialmente stabili, pari a 2,2 miliardi nel 2016 e nel 2018 (in linea con il 2013),
- rettifiche su crediti in diminuzione e pari a 700 milioni nel 2016 e a 662 milioni nel 2018 (dato 2013: 1.691 milioni),
- un costo del credito in flessione da 185 bps del 2013 a 70 bps nel 2016 e a 65 bps nel 2018,
- un utile netto atteso pari a 609 milioni nel 2016 ed a 787 milioni nel 2018,
- un rapporto Cost/Income in calo dal 62,9% del 2013, al 57,5% nel 2016 ed al 54,6% nel 2018,
- un ROTE (Return On Tangible Equity -  il rendimento degli asset tangibili) pari a circa il 7,5% nel 2016 ed a circa il 9% nel 2018.

Il gruppo ha dichiarato che il dividend payout (la percentuale di utile che sarà distribuito sottoforma di dividendo) atteso al 2016 sarò pari al 40%.

La nota della società mette in evidenza che le proiezioni economiche sul 2018 sono di tipo inerziale e quindi, a titolo prudenziale, non includono particolari benefici derivanti da nuove azioni di discontinuità né considerano pienamente il contributo positivo derivante dal previsto rialzo dei tassi di interessi.

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