NAVIGA IL SITO

Banche senza direzione: Banco Popolare -3,6%

di Edoardo Fagnani 2 nov 2015 ore 17:58 Le news sul tuo Smartphone

Spunti importanti tra i bancari.
Unicredit è salita dello 0,17% a 5,89 euro. La banca ha fornito l’aggiornamento sulle stime di consensus degli analisti. Le previsioni degli esperti per il terzo trimestre del 2015 indicano un utile netto di 458 milioni di euro, stima che si confronta con i 722 milioni contabilizzati nello stesso periodo dell’esercizio precedente. Il margine di intermediazione e il risultato di gestione sono previsti rispettivamente a 5,41 miliardi (in leggero calo rispetto ai 5,55 miliardi del terzo trimestre del 2014) e a 1,02 miliardi di euro. Le stime degli analisti per l’intero 2015 indicano per Unicredit un utile netto di 2,03 miliardi di euro, previsione peggiore rispetto alla precedente stima di 2,25 miliardi. L’utile per azione, quindi, dovrebbe collocarsi a 0,34 euro. Inoltre, Unicredit e affiliate di Fortress - insieme a Prelios - hanno perfezionato la cessione di Unicredit Credit Management Bank, incluso un portafoglio di sofferenze pari a circa 2,4 miliardi di euro. Intanto, gli analisti di Exane hanno tagliato da 6,6 euro a 6,1 euro il target price su Unicredit, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.
La stessa banca d’affari ha tagliato da 2,8 euro a 2,6 euro il prezzo obiettivo sul Monte dei Paschi di Siena (+0,9% a 1,687 euro), in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; gli esperti hanno ribadito il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Per lo stesso motivo Banca Akros ha sforbiciato da 2,15 euro a 1,95 euro il target price sull’istituto senese; tuttavia, gli analisti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.
Giornata positiva per IntesaSanpaolo (+0,38% a 3,18 euro). Il numero uno dell’istituto, Carlo Messina, è fiducioso di poter superare i target finanziari fissati nel piano industriale, anche se non è prevista una revisione del business plan. Il manager ha aggiunto che al momento non è tra le priorità procedere con eventuali operazioni straordinarie. Carlo Messina ha segnalato che gli investitori istituzionali stranieri sono arrivati a detenere il 65% del capitale di IntesaSanpaolo. Intanto, gli analisti di Exane hanno tagliato da 3,2 euro a 3,1 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016; gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Banca Akros, invece, ha migliorato da “Reduce” (ridurre) a “Neutrale” il giudizio su IntesaSanpaolo, dopo il ribasso subito dal titolo nel mese di settembre. Gli esperti hanno confermato il target price di 3,2 euro.
Il Banco Popolare ha ceduto il 3,6% a 13,12 euro. Banca Akros ha limato da 15,5 euro a 14,5 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2016/2017; tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di accumulare le azioni in portafoglio. Indicazione simile da Exane, che ha tagliato da 15,1 euro a 13 euro il target price sull’istituto, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2015/2017. Gli esperti hanno anche peggiorato da “Outperform” (farà meglio del mercato) a “Neutrale” il rating.
Sempre Exane ha sforbiciato il prezzo obiettivo su UBI Banca (-1,4% a 6,715 euro) e sulla Popolare dell’Emilia Romagna (-1,43% a 7,24 euro), portandolo rispettivamente a 6,5 euro e a 8,4 euro; Exane ha confermato  il giudizio “Neutrale” su UBI Banca e il rating “Outperform” sulla banca emiliana.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.