NAVIGA IL SITO

Banche: secondo Patuelli (ABI) le italiane sono più sane delle tedesche

di Mauro Introzzi 19 gen 2016 ore 08:44 Le news sul tuo Smartphone

banca2_3Sulla crisi delle quattro banche italiane il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, interviene oggi sul 'Messaggero' al fine di sfatare due luoghi comuni. "Il primo 'luogo comune' riguarda la sensazione diffusa in Italia che queste quattro crisi siano fra le più gravi, se non quasi le uniche verificatesi in Europa nel corso o immediatamente dopo i lunghi anni di recessione. La realtà è ben diversa - scrive Patuelli nel suo intervento - infatti, quasi in ogni altro Paese d' Europa si sono verificate ben più gravi crisi bancarie con forti interventi di salvataggio dei rispettivi Stati. Infatti, sono indiscutibili le statistiche che evidenziano che i maggiori aiuti di Stato sono stati erogati in Europa dalla Germania a favore delle proprie banche, mentre i minori sono stati quelli riguardanti le banche italiane. Ciò non ridimensiona certamente le problematiche delle quattro banche andate in crisi nel nostro Paese, ma le inserisce nel contesto europeo".

"Il secondo 'luogo comune' è che le crisi delle quattro banche locali italiane sarebbero le prime dopo oltre un secolo, dopo il grave scandalo della Banca Romana a fine Ottocento. Ciò non risponde al vero" sostiene Patuelli. "Innanzitutto la Banca Romana non era un istituto di credito ordinario, ma un istituto di emissione, cioè prima della nascita della Banca d'Italia era uno degli organismi autorizzati dallo Stato a stampare per esso banconote" spiega Patuelli.

"E proprio connesso a questa funzione pubblica - prosegue Patuelli - vi fu lo scandalo, con l'allora capo della Banca Romana, Tanlongo, che mise in atto la gravissima frode di emettere numerose banconote con la medesima sigla e il medesimo numero, realizzando così una incredibile truffa, moltiplicando le banconote in circolazione".

Inoltre, nel Novecento, "molte sono state le crisi bancarie vere e proprie in Italia, - osserva - a cominciare dagli anni Trenta quando venne costituito l'Iri (Istituto per la ricostruzione industriale) anche proprio per salvare tre importanti banche, quali la Banca Commerciale Italiana, il Credito Italiano e il Banco di Roma, che vennero così nazionalizzate e lo rimasero fino a fine Novecento

Secondo il presidente dell'Abi quindi, "tutto ciò deve far riflettere con cervello e sangue freddo, facendo fronte, nelle forme nelle quali lo Stato sta decidendo, agli interessi legittimi di chi ha subìto danni nelle quattro banche, ma guardando anche con più fiducia verso il mondo bancario italiano che è più solido di quanto taluni 'luoghi comuni' fanno spesso banalmente ritenere".  (Red/AdnKronos, da adnkronos.com)

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
Tutte le ultime su: bancari , abi , antonio patuelli