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Banche e Mediaset mandano in rosso Piazza Affari

Spiccano le flessioni del Banco Popolare e di UBI Banca. Il gruppo del Biscione è stato penalizzato dai risultati del primo trimestre del 2014, chiuso con un perdita

di Edoardo Fagnani 14 mag 2014 ore 17:34
Piazza Affari in territorio negativo nella seduta odierna. La Banca d’Italia ha comunicato che a marzo il debito pubblico italiano ha toccato il nuovo massimo storico, sfiorando i 2.120 miliardi di euro. Intanto, secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa in giornata il Tesoro ha collocato il nuovo Btp con scadenza a 15 anni, in un’operazione destinata agli investitori istituzionali. Vendite sui bancari: spiccano le flessioni del Banco Popolare e di UBI Banca. Pesante flessione anche per Mediaset, dopo la diffusione dei risultati del primo trimestre del 2014, chiuso con un perdita. Buone performance, invece, per Telecom Italia e Salvatore Ferragamo.
Il FTSEMib ha ceduto lo 0,34% a 21.185 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha subito un ribasso dello 0,43%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,16%) e il FTSE Italia Star (-0,7%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,27 miliardi di euro, rispetto ai 3,16 miliardi di ieri. Su 325 titoli trattati, 225 hanno registrato una performance negativa, mentre i segni più sono stati 88. Invariate le restanti 12 azioni.
L’euro è rimasto poco sopra gli 1,37 dollari. L’oro ha raggiunto i 1.305 dollari.

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Vendite sui bancari.
Male il Banco Popolare (-3,31% a 12,57 euro). L’istituto ha chiuso il primo trimestre del 2014 con una perdita di 18,95 milioni di euro, risultato che si confronta con l’utile di 91,89 milioni contabilizzato negli stessi mesi dello scorso esercizio. Il risultato finale è stato penalizzato da rettifiche per deterioramento dei crediti della clientela per 328 milioni di euro. Il risultato netto finale normalizzato sarebbe stato positivo per 13,7 milioni di euro. A fine marzo il Common Equity Tier 1 era salito al 10,1%. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti. HSBC ha ripreso la copertura sulla banca con un prezzo obiettivo di 17 euro e un giudizio “Overweight” (sovrappesare). Al contrario, Société Générale ha tagliato da 12 euro a 11 euro il target price sul Banco Popolare, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per il biennio 2014/2015. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni. Indicazione simile da NatIxis, che ha ridotto da 15 euro a 13,5 euro per azione la valutazione sull’istituto, ribadendo il rating “Neutrale”. Sulla stessa lunghezza d’onda Banca Akros ed Equita sim, che hanno sforbiciato a 14 euro e a 14,5 euro il prezzo obiettivo sul Banco Popolare, in seguito al peggioramento delle stime sull’utile per azione per i prossimi esercizi. Gli analisti delle due banche d’affari hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Kepler Cheuvreux si è limitata a ridurre le stime sull’utile della banca per il triennio 2014/2016, sulla base di un peggioramento della qualità dell’attivo. Gli esperti hanno confermato il target price di 9,4 euro e l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.
UBI Banca ha terminato la giornata in territorio negativo (-1,8% a 6,265 euro), in scia alle indiscrezioni relative alla perquisizione della Guardia di Finanza nella sede di Bergamo dell’istituto. In mattinata la banca aveva diffuso i dati del primo trimestre del 2014, chiuso con un utile netto di 58,1 milioni, un risultato più che doppio rispetto ai 26,5 milioni del corrispondente periodo dello scorso anno. Il Common Equity Tier 1 ratio al 31 marzo 2014 era pari al 12,2%.
In flessione il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha lasciato sul terreno il 2,42% a 23,39 euro. Gli analisti del Credit Suisse hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla banca senese, portandolo da 20 euro a 21 euro. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. Intanto, la Fondazione MPS ha comunicato che la Banca d'Italia ha autorizzato la cessione del 6,5% delle azioni ordinarie di Monte dei Paschi di Siena a favore di Fintech Advisory (per una quota del 4,5%) e di BTG Pactual Europe (per una quota del 2%). Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha limato la posizione corta sul Monte dei Paschi di Siena, portandola dall’1,01% allo 0,98%.
In rosso anche la Popolare di Milano che ha perso il 2,87% a 0,5925 euro. Performance peggiore per i diritti relativi all’aumento di capitale (-8,85% a 0,0577 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha ridotto lo “short” sulla Popolare di Milano, portandola dall’1,21% all’1,04%.
IntesaSanpaolo ha limitato il calo allo 0,34% a 2,346 euro. L’agenzia Fitch ha migliorato l’outlook sul rating sull’istituto, portandolo da “Negativo” a “Stabile”. Gli esperti hanno confermato il rating “BBB+” sulla solidità finanziaria dell’istituto.
Unicredit ha ceduto lo 0,96% a 6,18 euro. L’assemblea degli azionisti della banca ha approvato il bilancio dell’esercizio 2013, chiuso con una perdita netta di 11,6 miliardi di euro che sarà coperta mediante l’utilizzo delle riserve. Inoltre, i soci hanno deliberato di distribuire un dividendo di 0,1 euro per le azioni ordinarie e di risparmio utilizzando le riserve di utili.
Mediolanum ha perso il 3,16% a 6,275 euro. La compagnia ha terminato il primo trimestre del 2014 con un utile netto di 80,91 milioni di euro, in calo del 41% rispetto ai 136,65 milioni di euro dei primi tre mesi dello scorso anno. Il numero uno del gruppo, Ennio Doris, ha anticipato che la raccolta fondi nel mese di maggio sta registrando un andamento estremamente positivo.

Pessima seduta per Mediaset (-6,58% a 3,466 euro). Il gruppo del Biscione ha terminato i primi tre mesi del 2014 con ricavi per 820,8 milioni di euro. Il risultato si confronta con gli 831,6 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno. Il trimestre si è chiuso con un perdita netta di 12,5 milioni di euro, risultato che si confronta con l’utile di 9,3 milioni di euro contabilizzato nei primi tre mesi del 2013. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti. Goldman Sachs ha ridotto da 5,2 euro a 5 euro il prezzo obiettivo su Mediaset, in seguito alla limatura della stima sull’utile per azione per il 2015. Tuttavia, la banca d’affari ha confermato la società nella propria lista di titoli preferiti. Indicazione simile da Jp Morgan, che ha tagliato da 5,9 euro a 5,7 euro il target price sul gruppo del Biscione, in seguito al peggioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2014/2015. Gli esperti hanno ribadito il rating “Overweight” (sovrappesare). Per lo stesso motivo Nomura e Kepler Cheuvreux hanno sforbiciato a 3,8 euro e a 4,15 euro per azione la valutazione su Mediaset. Le due banche d’affari hanno confermato il rating “Neutrale” e “Buy” (acquistare). Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim che ha ridotto da 4,45 euro a 4,1 euro il target price sul gruppo del Biscione, in seguito al taglio delle stime sulla raccolta pubblicitaria e sull’utile per azione per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato il rating “Hold” (mantenere). Barclays, invece, si è limitata a tagliare le stime sull’utile per azione per il triennio 2014/2016, confermando il giudizio “underweight” (sottopesare) e il prezzo obiettivo di 3,5 euro.
Mondadori è scesa dell’1,95% a 1,255 euro. Kepler Cheuvreux ha tagliato a 1,2 euro il target price sul gruppo di Segrate, in conseguenza alla riduzione delle stime sull’utile per il triennio 2014/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
RcsMediagroup ha ceduto il 5,46% a 1,42 euro. La società editoriale ha terminato il primo trimestre del 2014 con un risultato finale negativo per 53,9 milioni di euro, circa la metà della perdita di 107,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

Generali è salita dello 0,3% a 16,53 euro. In giornata si sono riuniti i vertici della compagnia triestina per l’esame dei risultati del primo trimestre del 2014. I dati saranno comunicati domani, prima dell’apertura di Piazza Affari. Intanto, secondo quanto scritto su Il Sole24Ore, il consiglio di amministrazione odierno potrebbe esaminare anche l’ipotesi di cessione di BSI, che sembra destinata a finire nelle mani nell'istituto brasiliano BTG Pactual.

Terna ha recuperato lo 0,05% a 3,98 euro. La società ha chiuso il primo trimestre 2014 con ricavi pari a 478 milioni di euro, in crescita dell'1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’utile netto si è attestato a 145,2 milioni di euro, in crescita del 2,5% rispetto ai 141,6 milioni di euro del primo trimestre del 2013. Intanto, la società ha presentato una manifestazione di interesse per la privatizzazione della rete della Grecia.

Telecom Italia ha guadagnato il 2,79% a 0,9015 euro, dopo aver chiuso la seduta di ieri con un ribasso del 5,2%. Gli analisti di HSBC hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla compagnia telefonica, portandolo da 1,05 euro a 1,1 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

Fiat Chrysler ha registrato un progresso del 2,07% a 7,4 euro. Il numero uno dell’azienda, Sergio Marchionne, ha dichiarato che nel 2018 il gruppo sarà molto più forte di adesso, anche nel caso in cui i risultati ottenuti fossero del 10% inferiori rispetto ai target fissati nel piano industriale.

Salvatore Ferragamo è salita del 2,15% a 23,29 euro. La società ha chiuso il primo trimestre 2014 con ricavi pari a 299 milioni di euro, in aumento del 6% rispetto ai 282 milioni registrati nei primi tre mesi dell’esercizio precedente. L’utile netto è risultato pari a 26 milioni di euro rispetto ai 24 milioni registrati nei primi tre mesi del 2013, segnando un incremento del 7%. Il management ha dichiarato che l’andamento del business nei primi mesi dell’anno conferma un’aspettativa di ulteriore crescita anche per il 2014.

Campari ha recuperato l’1,76% a 6,075 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali Société Générale ha migliorato il giudizio sulla società portandolo da “Sell” (vendere) a “Hold” (mantenere). Tuttavia, gli esperti hanno tagliato da 6 euro a 5,4 euro il target price.

Autogrill è scesa dell’1,46% a 6,405 euro. Dopo la diffusione dei risultati trimestrali Kepler Cheuvreux ha peggiorato da “Buy” (acquistare) a “Hold” (mantenere) il rating sulla società di ristorazione, sulla base di un prezzo obiettivo di 6,8 euro. UBS, invece, ha tagliato da 5,8 euro a 5,5 euro il target price su Autogrill e ha confermato l’indicazione di vendita delle azioni, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il periodo 2014/2017. Indicazione simile da NatIxis, che ha sforbiciato da 7 euro a 6,5 euro il prezzo obiettivo sulla società, confermando il giudizio “Neutrale”.

Spicca l’ottima performance di Brembo (+5,96% a 27,9 euro). La società bergamasca ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 35,9 milioni di euro, il 74,3% in più rispetto ai 20,6 milioni contabilizzati nei primi tre mesi del 2013.
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