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Banca Carige, un aumento di capitale da un miliardo

I vertici dell’istituto hanno ricordato che queste risorse serviranno a finanziare l’acquisizione dei 78 sportelli messi in vendita da IntesaSanpaolo. Il management di Banca Carige ha precisato di essere interessati anche agli sportelli messi in vendita da Unicredit.

di La redazione di Soldionline 4 feb 2008 ore 17:00

Banca Carige chiede soldi ai propri azionisti. Ha preso il via oggi l'aumento di capitale lanciato dall'istituto ligure, che con questa operazione punta a raccogliere nuove risorse per 957 milioni di euro.
Le nuove azioni saranno emesse a un prezzo unitario di 2,4 euro, in rapporto di due nuovi titoli (ordinari e di risparmio) ogni 7 vecchie azioni. L'aumento di capitale è rivolto anche ai portatori di obbligazionari convertibili "Banca Carige 1,50% 2003-2013", ai quali vengono offerte 16 nuove azioni ogni 49 bond posseduti. Il prezzo dei nuovi titoli è del 25% inferiore rispetto al prezzo di chiusura di Banca Carige nella seduta del 1° febbraio.
L'operazione terminerà il 22 febbraio, mentre i diritti resteranno quotati a Piazza Affari fino al 15 febbraio. Dopo quest'ultima data i diritti non avranno più valore, a meno che vengano riofferti in caso di adesione non totalitaria all'aumento di capitale. I diritti sono stati assegnati automaticamente agli azionisti di Banca Carige al termine della seduta di venerdì 1° febbraio.

L'azionista di riferimento della banca ligure, la Fondazione Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, si è detta disposta a sottoscrivere le azioni necessarie per evitare di diluire l'attuale quota di partecipazione, che ammonta al 44,12% del capitale sociale di Banca Carige. Di conseguenza, la fondazione si dovrà sobbarcare un esborso di circa 420 milioni di euro. Considerando anche gli impegni presi da altri azionisti dell'istituto, la quota già garantita dell'operazione si attesta al 58,3%. Per assicurarsi che il restante 41,7% delle nuove azioni venga interamente sottoscritto è stato costituito un consorzio bancario coordinato da Mediobanca Banca di Credito Finanziario, che si impegnerà a rilevare i diritti che al termine dell'operazione risultassero inoptati. Di conseguenza, Banca Carige raccoglierà sicuramente i 957 milioni dell'offerta, anche se da questa somma andranno detratte le spese per la costituzione del consorzio di garanzia. 

I vertici dell'istituto hanno ricordato che queste risorse serviranno a finanziare l'acquisizione dei 78 sportelli messi in vendita da IntesaSanpaolo. La cessione di questi asset si era resa necessaria per ottenere il via libera all'integrazione tra i due colossi bancari italiani Banca Intesa e San Paolo-IMI. L'acquisizione di questi sportelli sarà perfezionata entro la fine del primo trimestre di quest'anno.
Con l'aumento di capitale Banca Carige potrà mantenere sui tradizionali livelli di solidità i coefficienti patrimoniali di vigilanza e darà al gruppo la possibilità di conseguire un ulteriore sviluppo delle attività intermediate nelle nuove aree di insediamento.
I vertici di Banca Carige hanno precisato di essere interessati anche agli sportelli messi in vendita da Unicredit. In questo caso la cessione degli asset si è resa necessaria per ottenere l'ok all'integrazione tra l'istituto guidato da Alessandro Profumo e Capitalia.

 

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