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Cosa succede a Tiscali?

Il valore delle azioni è passato dagli 0,011 euro del 26 agosto agli 0,0499 euro della chiusura del 2 settembre. Il rally è stato accompagnato da un’esplosione dei volumi

di Edoardo Fagnani 2 set 2020 ore 18:13

tiscali-logo_2Tiscali sembra essere tornata ai fasti della bolla della new economy di fine 1999 – inizio 2020, quando le azioni della compagnia fondata da Renato Soru monopolizzavano le contrattazioni a Piazza Affari.

 

Dopo quattro mesi di andamento laterale, con minime oscillazioni poco sopra a quota 0,01 euro, Tiscali ha iniziato un impetuoso rally, che nel giro di poche sedute ha portato a quintuplicare la quotazione del titolo. Il valore delle azioni è passato dagli 0,011 euro del 26 agosto agli 0,0499 euro della chiusura di mercoledì 2 settembre.

Il rally del titolo è stato accompagnato da un’esplosione dei volumi. Nelle sedute del 28 e 31 agosto erano passate di mano oltre un miliardo di azioni, con un picco di 1,42 miliardi nella giornata di lunedì. I volumi sono ulteriormente cresciuti nella seduta del 1° settembre, arrivando a sfiorare i 2 miliardi di titoli scambiati, in rapporto a un capitale sociale composto da 5.061.225.582 azioni.

 

Il rally di Tiscali ha preso il via dopo che la compagnia telefonica e Telecom Italia TIM hanno comunicato di aver sottoscritto un memorandum of understanding (accordo preliminare) per definire i termini di una partnership strategica avente ad oggetto lo sviluppo del mercato ultra-broadband. L'operazione si concretizzerà attraverso la partecipazione commerciale di Tiscali al progetto di co-investimento FiberCop, la nuova società in cui verranno conferite la rete secondaria di Telecom Italia TIM e la rete in fibra sviluppata da FlashFiber, la joint-venture partecipata da TIM (80%) e Fastweb (20%). La nuova società sarà controllata da Telecom Italia TIM per un quota del 58%, mentre KKR Infrastructure e Fastweb deterranno rispettivamente il 37,5% e il 4,5%.

Nel medio-lungo termine e in linea con il piano di sviluppo di FiberCop, l’accordo consentirà a Tiscali di attivare sulla rete di nuova costituzione una quota significativa dei propri accessi.

Inoltre, l’accordo prevede che le due società verifichino anche la possibilità di un eventuale ingresso di Tiscali nell’azionariato di FiberCop attraverso il conferimento di apposito ramo d’azienda, secondo modalità da concordarsi.

 

La corsa di Tiscali ha preso ulteriore spinta dopo che il consiglio di amministrazione di Telecom Italia TIM ha definito le linee guida per arrivare alla creazione di una società della rete unica nazionale, che avrà come punto focale proprio FiberCop.

Il consiglio di amministrazione di Telecom Italia TIM, infatti, ha approvato la lettera d’intenti con CDP Equity finalizzata ad integrare FiberCop nel più ampio progetto di costituzione di una società della rete unica nazionale (AccessCo) attraverso la fusione tra FiberCop e Open Fiber. Secondo quanto previsto dall’intesa, Telecom Italia TIM deterrà almeno il 50,1% di AccessCo. Prima della fusione, è previsto che Telecom Italia TIM conferisca in FiberCop un ulteriore ramo d’azienda che consiste nella rete primaria funzionale alle attività operative di FiberCop.

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