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Aumento capitale Juventus FC: cosa fare e come farlo

Lunedì 2 dicembre 2019 è partito l’aumento di capitale del club bianconero. Come funziona questa operazione di ricapitalizzazione? Partecipare o meno?

di Redazione Soldionline 6 dic 2019 ore 14:31

Lunedì 2 dicembre 2019 è partito l’aumento di capitale da 299,91 milioni di euro di Juventus FC.

Ma come funziona questa operazione di ricapitalizzazione? Per semplificare proviamo a simularne una, immaginando le possibilità a disposizione di chi era già azionista a inizio aumento di capitale e a chi non lo era.

 

In primis una premessa importantissima: lo scritto seguente non intende fornire alcun consiglio d’investimento, ma indicare alcune modalità operative nell'ambito dell’operazione di aumento di capitale di Juventus FC.

 

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AUMENTO DI CAPITALE JUVENTUS FC: COSA FARE SE SEI AZIONISTA

juventus-logo-marchioPer gli azionisti di Juventus FC alla data di inizio della ricapitalizzazione la scelta principale a disposizione è tra aderire all’aumento di capitale o meno.

Entrambe le opzioni necessitano di un'azione da compiere. Anche se si decidesse di non partecipare, infatti, meglio non stare con le mani in mano.

 

PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE JUVENTUS FC DA AZIONISTA

Il primo giorno di aumento di capitale (lunedì 2 dicembre) dal prezzo ufficiale dell’azione è stato "estratto" un diritto (quindi assegnato gratuitamente ai soci), che rappresenta l’opzione per l’azionista di partecipare all’aumento di capitale alle condizioni stabilite (la sottoscrizione di 8 nuove azioni ordinarie - a un prezzo unitario di 0,93 euro - ogni 25 diritti assegnati). Utilizzando questa opzione (bisogna comunicarlo al proprio istituto bancario) e versando quindi la somma per sottoscrivere le nuove azioni, l’azionista partecipa all’aumento di capitale.

In questo modo la quota del singolo azionista nel capitale dell’istituto non sarà soggetto a diluizione (nel senso che il peso della sua partecipazione in rapporto al totale del capitale non scenderà).

 

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L’AZIONISTA JUVENTUS CHE NON VUOLE PARTECIPARE

L’azionista che non vuole partecipare all’operazione, invece, può cedere sul mercato i diritti che gli sono stati assegnati, in quanto sono contrattati come fossero una normale azione. A differenza di quest’ultima, però, il diritto ha una "data di scadenza" (l’ultimo giorno di quotazione dei diritti, nell’ambito dell’aumento di capitale di Juventus FC, è giovedì 12 dicembre 2019) ed è quindi importante che l’azionista ceda il suo diritto. Meglio non in prossimità degli ultimi giorni di quotazione del diritto stesso. Giornate caratterizzate da grandissima volatilità e quindi foriere di sorprese negative.

Nel documento che ha accompagnato l’aumento di capitale, Juventus FC ha segnalato che gli azionisti che decidessero di non sottoscrivere la quota loro spettante, nel caso di mancato integrale esercizio dei diritti di opzione e di integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale in opzione, subirebbero una riduzione massima della loro partecipazione, in termini percentuali sul capitale, pari al 24,24%.

 

All’interno di queste due opzioni (partecipare totalmente o vendere tutti i diritti) esistono poi, naturalmente, delle scelte intermedie, come quelle di vendere alcuni dei diritti e utilizzare la somma incassata per finanziare l'acquisto le nuove azioni, esercitando i diritti rimasti in portafoglio.

 

AUMENTO JUVENUTS FC: PARTECIPARE PARZIALMENTE

Per la scelta di partecipare parzialmente proviamo a chiarire il quadro con esempi numerici.

Un investitore che venerdì 29 novembre aveva – ipotizziamo - in carico 1.000 azioni ordinarie Juventus FC a 1,38 euro (prezzo di chiusura della giornata in questione) si è trovato lunedì mattina con 1.000 azioni ordinarie in carico a 1,271 euro l'una e 1.000 diritti a 0,1091 euro l'uno. Con una semplice operazione matematica è agevole comprendere come nell’istante in cui ha preso il via, l’operazione di aumento di capitale sia totalmente neutrale. In altre parole i 1.380 euro di controvalore delle 1.000 azioni x 1,38 euro sono i medesimi 1.380 euro della sommatoria tra le 1.000 azioni ordinarie x 1,271 euro (1.271 euro) e i 1.000 diritti x 0,1091 euro (circa 109 euro).

Questo investitore, ora, potrebbe decidere di:

  • partecipare integralmente all’operazione, utilizzando i propri 1.000 diritti per sottoscrivere 320 azioni di nuova emissione (1.000/25*8 secondo il rapporto di assegnazione definito) a un prezzo unitario di 0,93 euro, con una spesa aggiuntiva pari a circa 298 euro. A fine dell’operazione l’azionista avrà in portafoglio complessivamente 1.320 azioni (le 1.000 detenute prima dell’avvio dell’aumento di capitale e le 320 sottoscritte);
  • vendere tutti i propri diritti, non sottoscrivere l’aumento di capitale e diluire la quota nell’azionariato. In questo caso l’incasso dell’azionista sarà determinato dal valore della quotazione dei diritti;
  • optare per soluzioni intermedie utilizzando un po’ di denaro derivante dalla cessione dei diritti per partecipare all’aumento. Ad esempio vendere 500 diritti e utilizzare i restanti 500 per sottoscrivere 160 nuove azioni. In questo modo una parte della spesa di 149 euro (160*0,93 euro) può essere coperta con la somma incassata dalla vendita dei 500 diritti. L’entrata per questa operazione è però abbastanza incerta, considerando che l’esperienza dice che nelle prime ore le quotazioni di questi strumenti sono decisamente volatili.

 

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PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE JUVENTUS FC DA NON AZIONISTA

Per chi non era azionista di Juventus FC all’avvio dell’aumento di capitale ma che in questi giorni si è convinto della possibilità di diventare un socio del club bianconero appare indifferente (dal punto di vista economico) acquistare diritti e sottoscrivere azioni (nel medesimo modo in cui fanno gli azionisti) o acquistare direttamente titoli sul mercato.

Gli arbitraggi sul titolo, almeno nei primi giorni di aumento di capitale, lavorano per mantenere allineati i corsi dei due strumenti.

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