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Aumento di capitale Creval: le motivazioni dell’operazione

Nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale i vertici del Creval hanno precisato quali sono le motivazioni che hanno spinto la banca ad aumentare la sua dotazione di capitale

di Mauro Introzzi 21 feb 2018 ore 12:04

Nel prospetto informativo relativo all’aumento di capitale i vertici del Credito Valtellinese hanno precisato quali sono le motivazioni che hanno spinto la banca ad aumentare la sua dotazione di capitale e come saranno impiegati i proventi incassati dall’operazione.

 

AUMENTO CAPITALE CREVAL, SOMMA INCASSATA

I vertici dell’istituto valtellinese hanno precisato che le risorse derivanti dall’operazione, in caso di integrale sottoscrizione delle azioni offerte e al netto delle spese, sono stimate pari a circa 648 milioni di euro, rispetto a un ammontare lordo di circa 700 milioni di euro. Il totale delle spese, inclusivo delle commissioni del consorzio bancario che garantirà la sottoscrizione dei diritti che resteranno inoptati, nonché i compensi di consulenti e le spese vive, è stimato quindi in circa 52 milioni di euro. Si tratta di più del 7% del controvalore totale dell’operazione.

 

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AUMENTO CAPITALE CREVAL: SI RAFFORZA IL PATRIMONIO

creval_2Secondo quanto si legge nei documenti relativi all’offerta l’operazione di aumento di capitale è finalizzata a un rafforzamento della posizione patrimoniale del gruppo. Il gruppo ricorda che l’operazione di ricapitalizzazione dell’istituto era compresa nel piano industriale che la società ha presentato lo scorso 7 novembre 2017.

Obiettivo del piano è quello di accelerare il percorso di riduzione del profilo di rischio di Creval, derivante principalmente dalle sue esposizioni deteriorate. E precostituire le condizioni per un significativo miglioramento della sostenibilità del modello di business del gruppo nel medio periodo.

 

IL PIANO INDUSTRIALE DEL CREVAL: IL DERISKING

Il piano industriale del Credito Valtellinese poggia su tre pilastri: il rafforzamento patrimoniale mediante – appunto - l’aumento di capitale, la riduzione del profilo di rischio e un rilancio dell’efficienza operativa della banca.

La riduzione del rischio, chiamata anche derisking, prevede rettifiche sui crediti deteriorati fino ad un massimo di 772,5 milioni di euro, il deconsolidamento di crediti deteriorati per un controvalore lordo fino ad un massimo di 1,6 miliardi di euro (attraverso un’operazione di cartolarizzazione e possibile utilizzo della garanzia GACS), e un’ulteriore operazione di cessione - pro soluto - di crediti deteriorati per circa 0,5 miliardi di euro.

 

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AUMENTO CREVAL: COME SARANNO UTILIZZATI I PROVENTI

La nota della stessa banca indica che i proventi dell’aumento di capitale saranno utilizzati per coprire i costi e le perdite che saranno generate dalle azioni di derisking legate al deconsolidamento di crediti deteriorati per un controvalore lordo fino ad un massimo di 1,6 miliardi di euro nonché dall’utilizzo del Fondo di Solidarietà per il settore del credito nell’ambito degli interventi previsti dal piano sull’organico del gruppo.

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