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Aumento capitale Creval: cosa fare e come farlo

Al via l'aumento di capitale di Credito Valtellinese, che punta a raccogliere circa 700 milioni per rafforzare il patrimonio. Ma cosa dovranno fare gli azionisti? Partecipare o meno?

di Mauro Introzzi 19 feb 2018 ore 11:47

Lunedì 19 febbraio 2018 è partito l’aumento di capitale da 700 milioni di euro di Credito Valtellinese (Creval). Ma come funziona questa operazione di ricapitalizzazione? Per semplificare proviamo a simularne una, immaginando le possibilità a disposizione di chi era già azionista a inizio aumento di capitale e a chi non lo era.

 

In primis una premessa importantissima: lo scritto seguente non intende fornire alcun consiglio d’investimento, ma indicare alcune modalità operative nell'ambito dell’operazione di aumento di capitale del Creval.

 

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AUMENTO DI CAPITALE CREVAL: COSA FARE SE SEI AZIONISTA

Per gli azionisti del Credito Valtellinese alla data di inizio della ricapitalizzazione la scelta dicotomica a disposizione è tra aderire all’aumento di capitale o meno. Entrambe le opzioni necessitano di un'azione da compiere. Anche se si decidesse di non partecipare, infatti, meglio non stare con le mani in mano perché ciò significherebbe - con tutta probabilità - perdere del denaro. Ma lo vediamo in seguito.

 

PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE CREVAL DA AZIONISTA

Il primo giorno di aumento di capitale (lunedì 19 febbraio) dal prezzo ufficiale dell’azione è stato "estratto" un diritto (quindi assegnato gratuitamente ai soci), che rappresenta l’opzione per l’azionista di partecipare all’aumento di capitale alle condizioni stabilite (la sottoscrizione di 631 azioni ordinarie ogni 1 diritto a un prezzo unitario di 0,1 euro). Utilizzando questa opzione (bisogna comunicarlo al proprio istituto bancario) e versando quindi la somma per sottoscrivere le nuove azioni, l’azionista partecipa all’aumento di capitale.

In questo modo la quota del singolo azionista nel capitale dell’istituto non sarà soggetto a diluizione (nel senso che il peso della sua partecipazione in rapporto al totale del capitale non scenderà).

 

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La ricapitalizzazione del Creval, applicando i principi dettati dalla Consob, è da considerarsi iperdiluitivo. Pertanto, trova applicazione la normativa di riferimento del cosiddetto "modello rolling". Così ciascun investitore avrà la facoltà - a partire dal terzo giorno di mercato aperto successivo all'avvio del periodo di opzione - di ricevere le nuove azioni al termine della giornata contabile di borsa aperta in cui i relativi diritti di opzione sono stati validamente esercitati. Oltre che, come succede da prassi anche per gli aumenti non iperdiluitivi, ricevere le nuove azioni al termine della giornata contabile dell'ultimo giorno del periodo di opzione.

 

L’AZIONISTA CREVAL CHE NON VUOLE PARTECIPARE

L’azionista che non vuole partecipare all’operazione, invece, può cedere sul mercato i diritti che gli sono stati assegnati, in quanto sono contrattati come fossero una normale azione. A differenza di quest’ultima, però, un diritto scade (l’ultimo giorno di quotazione dei diritti, nell’ambito dell’aumento di capitale di Credito Valtellinese, è venerdì 2 marzo 2018) ed è quindi importante che l’azionista ceda il suo diritto. Meglio non in prossimità degli ultimi giorni di quotazione del diritto stesso. Giornate caratterizzate da grandissima volatilità e quindi foriere di sorprese negative.

A proposito di diluizione, nel supplemento al prospetto informativo legato all’operazione, il Creval indica che gli azionisti che decidessero di non sottoscrivere la quota loro spettante, nel caso di mancato integrale esercizio dei diritti di opzione loro spettanti e di integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale in opzione, subirebbero una riduzione massima della loro partecipazione, in termini percentuali sul capitale, pari al 99,84%.

All’interno di queste due opzioni (partecipare totalmente o vendere tutti i diritti) esistono poi, naturalmente, delle scelte intermedie, come quelle di vendere alcuni dei diritti e utilizzare la somma incassata per acquistare le nuove azioni, esercitando i diritti rimasti in portafoglio.

 

AUMENTO CREDITO VALTELLINESE: PARTECIPARE PARZIALMENTE

Per la scelta di partecipare parzialmente proviamo a chiarire il quadro con esempi numerici.

Un investitore che venerdì 16 febbraio aveva – ipotizziamo - in carico 500 azioni ordinarie Credito Valtellinese a 7,8 euro (questo il prezzo di chiusura) si è trovato lunedì mattina con 500 azioni ordinarie in carico a 0,1122 euro l'una e 500 diritti a 7,688 euro l'uno. Con una semplice operazione matematica è agevole comprendere come nell’istante del suo avvio l’operazione di aumento di capitale sia totalmente neutrale. In altre parole i 3.900 euro di controvalore delle 500 azioni x 7,8 euro sono i medesimi 3.900 euro della sommatoria tra le 500 azioni ordinarie x 0,1122 euro (56 euro) e i 500 diritti x 7,688 euro (3.844 euro).

Questo investitore, ora, potrebbe decidere di:

  • partecipare integralmente all’operazione, utilizzando i propri 500 diritti per sottoscrivere 315.500 azioni di nuova emissione (i 500 diritti * 631) a un prezzo di 0,1 euro l’una e quindi con una spesa aggiuntiva pari a 31.550 euro. A fine dell’operazione l’azionista avrà in portafoglio complessivamente 316mila azioni (le 500 che aveva prima e le 315.500 sottoscritte);
  • vendere tutti i propri diritti, non sottoscrivere l’aumento di capitale e diluire la sua quota nell’azionariato;
  • optare per soluzioni intermedie utilizzando un po’ di denaro derivante dalla cessione dei diritti per partecipare all’aumento. Ad esempio vendere 400 diritti ed utilizzare i restanti 100 per sottoscrivere 63.100 nuove azioni. In questo modo una parte della spesa di 6.310 euro (631mila * 0,1 euro) può essere coperta con la somma incassata dalla vendita dei 400 diritti. L’entrata per questa operazione è però abbastanza incerta, considerando che l’esperienza dice che nelle prime ore le quotazioni di questi strumenti sono decisamente volatili.


La discriminante, in questi casi, è legata alla fiducia che l’investitore riserva all’azienda, al suo piano di rilancio e, nella fattispecie, alla sua opera di pulizia di bilancio.

 

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PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE CREVAL DA NON AZIONISTA

Per chi non era azionista del Creval all’avvio dell’aumento di capitale ma che in questi giorni si è convinto della possibilità di diventare un socio della banca appare indifferente (dal punto di vista economico) acquistare diritti e sottoscrivere azioni (nel medesimo modo in cui fanno gli azionisti) o acquistare direttamente titoli sul mercato. Gli arbitraggi sul titolo, almeno nei primi giorni di aumento di capitale, lavorano per mantenere allineati i corsi dei due strumenti. A maggior ragione visto che si applica il cosiddetto modello rolling.

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