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Aumento capitale BPER Banca: cosa fare e come farlo

Lunedì 5 ottobre 2020 è partito l’aumento di capitale dell'istituto. Come funziona questa operazione di ricapitalizzazione? Vale la pena partecipare o meno?

di Edoardo Fagnani 7 ott 2020 ore 14:16

bper-bancaLunedì 5 ottobre 2020 è partito l'aumento di capitale di BPER Banca, relativo all’accordo sottoscritto con IntesaSanpaolo avente ad oggetto l’acquisizione di un ramo d’azienda costituito da 532 filiali bancarie dell'istituto guidato da Carlo Messina.

Ma come funziona la ricapitalizzazione? Riprendiamo l’analisi elaborata per le precedenti ricapitalizzazioni e operiamo una simulazione sulla base delle possibilità a disposizione di chi era già azionista a inizio aumento di capitale. Logicamente, la scelta è tra aderire all’aumento di capitale o meno.

 

In primis una premessa importantissima: lo scritto seguente non intende fornire alcun consiglio d’investimento, ma indicare alcune modalità operative nell'ambito dell’operazione di aumento di capitale di BPER Banca.

 

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AUMENTO DI CAPITALE BPER BANCA: COSA FARE SE SEI AZIONISTA

Per gli azionisti di BPER Banca alla data di inizio della ricapitalizzazione la scelta principale a disposizione è tra aderire all’aumento di capitale o meno.

Entrambe le opzioni necessitano di un'azione da compiere. Anche se si decidesse di non partecipare, infatti, meglio non stare con le mani in mano.

 

PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE BPER BANCA DA AZIONISTA

Il primo giorno di aumento di capitale, lunedì 5 ottobre 2020, dal prezzo ufficiale di BPER Banca è stato “estratto” un diritto (quindi assegnato gratuitamente agli azionisti per ogni singola azione posseduta), che rappresenta l’opzione (per l’azionista) di partecipare all’aumento di capitale alle condizioni stabilite (la sottoscrizione di 8 nuove azioni ogni 5 diritti a un prezzo unitario di 0,9 euro). Utilizzando questa opzione (bisogna comunicarlo al proprio istituto bancario) e versando quindi la somma per sottoscrivere le nuove azioni, l’azionista partecipa all’aumento di capitale.

In questo modo la quota del singolo azionista nel capitale dell’istituto non è stata diluita (il peso della partecipazione del socio in rapporto al totale del capitale non scenderà).

 

LEGGI ANCHE: Aumenti di capitale a pagamento: un esempio numerico

 

L’AZIONISTA BPER BANCA CHE NON VUOLE PARTECIPARE

Logicamente chi non vuole incrementare il proprio impegno in BPER Banca può decidere di non partecipare all’aumento di capitale.

In questo caso l’azionista può cedere sul mercato i diritti che gli sono stati assegnati, in quanto sono contrattati come fossero una normale azione. Tuttavia, a differenza delle azioni, i diritti hanno una scadenza. Per BPER Banca, l’ultimo giorno di contrattazione dei diritti è il 19 ottobre 2020. In questo caso gli operatori consigliano di vendere i diritti senza aspettare gli ultimi giorni di contrattazione degli stessi, sedute caratterizzate da volatilità molto elevata.

A questo proposito, nella nota di sintesi del prospetto informativo, BPER Banca ha segnalato che gli azionisti che decidessero di non sottoscrivere l’offerta per la parte di loro competenza e nel caso di integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale, subirebbero una diluizione massima della loro partecipazione in termini percentuali sul capitale sociale fully diluted (calcolato ipotizzando l’integrale conversione delle obbligazioni convertibili e l’integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale), pari al 61,52%.

 

AUMENTO BPER BANCA: PARTECIPARE PARZIALMENTE

Esistono anche numerose opzioni intermedie.

Ovvero si può vendere una parte dei diritti e utilizzare la somma incassata per acquistare le nuove azioni, esercitando i diritti rimasti in portafoglio.

 

LEGGI ANCHE: Gli aumenti di capitale e il diritto di opzione

 

PARTECIPARE ALL'AUMENTO DI CAPITALE BPER BANCA DA NON AZIONISTA

Per chi non era azionista di BPER Banca all’avvio dell’aumento di capitale ma che in questi giorni si è convinto della possibilità di diventare un socio del club bianconero appare indifferente (dal punto di vista economico) acquistare diritti e sottoscrivere azioni (nel medesimo modo in cui fanno gli azionisti) o acquistare direttamente titoli sul mercato.

Gli arbitraggi sul titolo, almeno nei primi giorni di aumento di capitale, lavorano per mantenere allineati i corsi dei due strumenti.

 

BPER BANCA, ALCUNI ESEMPI NUMERICI

Prima di procedere con gli esempi è doveroso fare una importante premessa. Prima dell’avvio aumento di capitale il prezzo delle azioni BPER Banca era stato modificato sulla base di un fattore di rettifica di 0,67688248: il prezzo di chiusura di venerdì 2 ottobre, pari a 1,895 euro era stato rettificato a 1,2825 euro, mentre il prezzo iniziale dei diritti era stato fissato a 0,6124 euro. Di conseguenza, un investitore che aveva in carico 1.000 azioni ordinarie di BPER Banca a 1,895 euro (prezzo di chiusura di venerdì 2 ottobre 2020) si è trovato lunedì 5 ottobre con 1.000 azioni in carico a 1,2825 euro e 1.000 diritti a 0,6124 euro. Quindi, fino a quel momento, l’operazione per l’azionista era neutrale.

Come ricordato, le opzioni a disposizione sono tre.

La prima è quella di cedere i propri diritti, sulla base del prezzo dei titoli sul mercato, diluendo la propria partecipazione.

La seconda è quella di utilizzare i 1.000 diritti per sottoscrivere 1.600 azioni a un prezzo unitario di 0,9 euro, che equivale a una spesa aggiuntiva di 1.440 euro. A fine aumento di capitale l’azionista avrà in portafoglio 2.600 azioni con un prezzo che sarà risultate dalla media ponderata dei due acquisti.

L’ultima opzione comprende innumerevoli possibilità è può essere considerata la via di mezzo delle precedenti. Un’alternativa è quella di vendere 500 diritti ed esercitare i restanti 500 diritti, sottoscrivendo 800 nuove azioni. In questo modo una parte della spesa di 720 euro (800 x 0,9 euro) può essere coperta con la somma incassata dalla vendita dei diritti al prezzo di mercato.

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