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Cosa sta succedendo ad Astaldi?

Il titolo Astaldi, una delle maggiori società di costruzioni italiane, ha subito un vero e proprio tracollo nelle ultime giornate, con numerose sospensioni per eccesso di ribasso

di Edoardo Fagnani 3 ott 2018 ore 14:13

Sedute drammatiche per Astaldi a Piazza Affari. Ma cosa è successo al titolo della società che è pur sempre una delle maggiori società di costruzioni italiane? Ricostruiamo insieme le ultime concitate giornate.

 

ASTALDI IN BORSA NEGLI ULTIMI GIORNI E L'INTERVENTO CONSOB

Il titolo della società di costruzioni ha subito un vero e proprio tracollo nelle ultime giornate. Il prezzo delle azioni è passato dagli 1,14 euro della chiusura di giovedì 27 settembre agli 0,41 euro di martedì 2 ottobre: in sole tre sedute il titolo ha lasciato sul terreno il 64% del proprio valore.
Senza trascurare le numerose sospensioni per eccesso di ribasso, che hanno bloccato le contrattazioni di Astaldi per gran parte di queste sedute.

Questa situazione ha costretto anche l’intervento della Consob. La commissione che controlla il regolare funzionamento di Piazza Affari ha deciso di prolungare il divieto alle vendite allo scoperto sul titolo Astaldi fino al termine della seduta borsistica del 4 ottobre 2018. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012.

 

ASTALDI, LA SCELTA DEL CONCORDATO PREVENTIVO (CON RISERVA)

astaldi-logo

La situazione di Astaldi ha iniziato a precipitare venerdì 28 settembre.

Prima dell’avvio delle contrattazioni, la società aveva comunicato che il consiglio di amministrazione aveva valutato e deliberato di presentare una domanda di concordato preventivo “con riserva”. Tuttavia, Astaldi aveva precisato che avrebbe continuato a operare in regime di continuità aziendale, proseguendo nell’esecuzione dei contratti pubblici in corso e partecipando, nei modi consentiti dalla vigente legislazione, a nuove gare. Inoltre, la società aveva segnalato che avrebbe proceduto all’acquisizione di finanza prededucibile e a un aumento di capitale in esecuzione del concordato, al servizio della continuità aziendale del gruppo.

Questa situazione aveva messo subito in allarme gli operatori, che avevano iniziato a vendere a piene mani le azioni: Astaldi ha terminato la seduta di venerdì 28 settembre con uno scivolone del 29,8% a 0,8 euro.

 

IL RINVIO DELLA SEMESTRALE

In conseguenza alle decisioni appena elencate, Astaldi aveva deciso di non procedere all’approvazione della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018, limitandosi a fornire un aggiornamento sulla situazione patrimoniale dell'azienda.

In particolare i vertici avevano segnalato che a fine giugno 2018 l'indebitamento netto era salito a 1,76 miliardi di euro, rispetto agli 1,27 miliardi di inizio anno. Il management di Astaldi aveva precisato che l'incremento era dovuto essenzialmente alla dinamica del capitale circolante gestionale, che presenta picchi di assorbimento tipici del primo semestre dell’anno. Oltre a ciò, il dato di periodo era stato influenzato da fenomeni non ricorrenti quali il minore ricorso alle cessioni di credito pro-soluto, per lo smobilizzo dei crediti commerciali e da volumi produttivi più contenuti rispetto a quelli registrati al 30 giugno 2017.

 

ASTALDI, LA SCURE DELLE AGENZIE DI RATING

Le indicazioni del management di Astaldi hanno anche richiamato l’attenzione delle agenzie di rating che seguono l’azienda.

Nel dettaglio, lunedì 1° ottobre l’agenzia Fitch aveva ridotto il rating sul debito a lungo termine di Astaldi, portandolo da "CCC-" a "C" da "CCC-", giudizio che classifica la società tra gli emittenti altamente speculativi. L'indicazione di Fitch ha fatto seguito proprio alla decisione di Astaldi di presentare domanda di concordato preventivo in continuità aziendale e assunta in considerazione del protrarsi della procedura di vendita della sua partecipazione nella Concessione per il Terzo Ponte sul Bosforo, in Turchia.

Il giorno seguente era arrivata anche la sonora bocciatura di S&P, che aveva ridotto il rating di Astaldi e delle senior unsecured note emesse dalla società, portandolo da "CCC-" a "D" (default). L’agenzia, infatti, valuta la situazione attuale della società quotata a Piazza Affari al pari di un default poiché la richiesta di concordato preventivo con riserva implica la sospensione dei pagamenti rivenienti da tutti gli impegni in essere, salvo autorizzazione del tribunale, durante il periodo del concordato.

 

I giudizi delle agenzie di rating sono stati il colpo di grazia su Astaldi, che ha terminato la seduta di ieri a 0,41 euro; in pratica, nelle ultime due sole sedute, il titolo ha dimezzato il proprio valore!

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