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Api, per dimenticare Saras

Sono due i segmenti principali di attività: raffinazione e commercializzazione di prodotti petroliferi e generazione di energia elettrica. La raffineria di Falconara è forse l’asset più importante per il gruppo ed è uno dei più grandi a livello nazionale.

di La redazione di Soldionline 9 giu 2006 ore 14:37

Dopo Saras, un'altra società petrolifera punta a sbarcare a Piazza Affari. Si tratta di Api, società attiva nel settore della raffinazione del petrolio. La società romana spera di far dimenticare il pessimo debutto del gruppo della famiglia Moratti, che il primo giorno di quotazione aveva lasciato sul terreno il 12%. La società andrà al segmento Standard.
L'offerta partirà lunedì 12 giugno e si concluderà alle ore 13.30 di martedì 20 giugno. L'esordio è fissato per il 23 dello stesso mese.
Il collocamento avverrà tramite un'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione. 25,5 milioni di azioni saranno messe sul mercato dagli attuali azionisti, in particolare da Api Holding e da Fin.Bra, una holding controllata dalla stessa Api Holding. Attualmente le due holding detengono 142,25 milioni di titoli, che corrispondono al 99,8% dell'attuale capitale societario. Anche dopo il collocamento, quindi, le due holding continueranno a controllare la maggioranza dell'azienda. L'aumento di capitale dedicato alla quotazione prevede l'emissione di 28,5 milioni di nuove azioni, che porteranno il capitale complessivo di Api (supponendo la sottoscrizione integrale delle nuove azioni) a 171 milioni di azioni. È prevista anche una greenshoe (opzione a disposizione dei collocatori dei titoli per sottoscrivere ulteriori azioni) di 6 milioni di azioni, vendute dagli attuali azionisti.
L'offerta globale di Api, quindi, prevede il collocamento di 54 milioni di azioni (60 milioni compresa la greenshoe). L'offerta pubblica (la parte di offerta riservata al pubblico indistinto) ammonta a un minimo di 13,5 milioni di titoli, pari circa il 25% dell'intera offerta. Per gli investitori istituzionali resteranno a disposizione 41,5 milioni di azioni, esclusa la greenshoe. Alcune tranche di azioni saranno riservate ai dipendenti e agli investitori qualificati. Per questi soggetti l'offerta terminerà con un giorno di anticipo.
In caso di sottoscrizione integrale delle azioni, sul mercato andrà il 31,6% di Api, che potrebbe salire al 35,1% nel caso di esercizio della greenshoe.
La forchetta di prezzo indicativa è stata fissata in un intervallo molto ampio, compreso tra i 5,25 euro e i 7,25 euro per azione. Quindi, l'intera società è stata valorizzata tra i 900 milioni e gli 1,24 miliardi di euro. La capitalizzazione è comprensiva delle azioni rivenienti dall'aumento di capitale.
Il lotto minimo è di 600 azioni (6mila per il lotto minimo maggiorato). Per partecipare all'offerta, quindi, bisogna essere disposti a investire, come minimo tra i 3,15mila e i 4,35mila euro. Nel prospetto informativo, Api ha precisato che il 30% delle azioni destinate all'offerta pubblica è riservata al soddisfacimento delle richieste che arriveranno per il lotto minimo maggiorato.
Inoltre, per i dipendenti e per gli investitori qualificati è previsto uno sconto del 5% sul prezzo di offerta, oltre a una bonus share che permette di ricevere un'azione gratis ogni 20 assegnate (fino a un massimo di tre lotti minimi) in fase di sottoscrizione, nel caso in cui non vengano vendute per 12 mesi a partire dal giorno di quotazione. Il prospetto informativo ricorda che 'l'attribuzione delle azioni gratuite dovrà essere richiesta dall'avente diritto a pena di decadenza entro e non oltre il termine di tredici mesi dalla Data di Pagamento ad uno dei Collocatori ovvero presso altra istituzione aderente alla Monte Titoli S.p.A. ed avrà luogo entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine di decadenza'.


L'attività

La società è stata fondata nel 1933, come impresa commerciale e si è intergrata a monte in seguito. La raffineria di Falconara, il principale business del gruppo, è stata completata nel 1949 ed è diventata operativa dal 1950. Nel 1992 l'impianto si è trasformato in un polo energetico integrato.
Nel 2005 Api ha acquisito da ENI la rete distributiva IP, composta da 2850 punti vendita. Con questa operazione la società è diventata leader nel settore come numero di punti vendita (più di 4.500 a fine 2005) e terzo come quota di mercato (12% dietro ad Agip ed Esso) di volumi venduti.
Sono due i segmenti principali di attività:
- Raffinazione e commercializzazione di prodotti petroliferi: comprende il trading, la raffinazione, la logistica e il marketing. Si tratta del core business di Api, considerando che lo scorso anno questa attività ha contribuito a più del 90% dell'intero giro d'affari del gruppo.
- Generazione di energia elettrica: deriva da un impianto posseduto al 100%. Questa attività ha ancora un peso limitato sul fatturato del gruppo (meno del 10% del giro d'affari dello scorso anno).
L'attività di commercializzazione e raffinazione si scompone, quindi, in quattro sottoattività.
Trading. Api si approvvigiona di petrolio greggio e di semi lavorati, che vengono destinati alla raffinazione e alla rivendita. Il focus di questa attività è sull'importazione di greggio e sulla possibilità di commercializzare il doppio dei prodotti necessari, grazie agli accordi siglati nel passato con i paesi produttori. Il management ha messo l'accento sulla forte diversificazione delle fonti di approvvigionamento, in modo da non essere eccessivamente dipendente dai fornitori.
Raffinazione. La raffineria di Falconara è forse l'asset più importante per il gruppo ed è uno dei più grandi a livello nazionale. L'impianto dispone di una capacità di raffinazione di 3,9 milioni di tonnellate di greggi l'anno, in pratica la quasi totalità della capacità di raffinazione complessiva di Api (4 milioni). Le restanti 100 milioni di tonnellate sono raffinate in un impianto di Ravenna. La posizione strategica della raffineria di Falconara è estremamente importante. L'impianto si trova sul mare Adriatico, in un punto di snodo per il settore. Il management ha precisato che sono stati anticipati gli investimenti per la messa a punto degli impianti per la produzione delle nuove benzine, che dovrebbero entrare in vigore nel 2009.
Logistica. Questa attività consiste nell'acquisto, nello stoccaggio e nel trasporto dei prodotti petroliferi. Api può contare su sei depositi costieri sull'adriatico, un 'portafoglio' secondo solo a quello dell'Agip in Italia. Una struttura del genere garantisce un sistema di fornitura molto conveniente.
Marketing. L'attività di commercializzazione dei prodotti petroliferi è svolta attraverso la rete e l'extra rete, vale a dire alle grandi imprese. A quest'ultimo segmento nel 2005 Api ha dedicato 1,6 milioni di tonnellate di prodotti raffinati. La rete di vendita diretta comprende la vendita di benzine, gasoli, Gpl, e lubrificanti, sia a marchio Api che a marchio IP. Con l'acquisizione di quest'ultima è diventata più capillare la presenza del gruppo sia sulla rete stradale che su quella autostradale. Api è presente anche in attività complementari alla distribuzione al dettaglio di prodotti raffinati. Recentemente il gruppo è entrato nel settore della ristorazione con il marchio Festival, sviluppato attraverso il modello del franchising. È la terza catena nazionale dopo Autogrill e AgipCafè.
L'attività di produzione di energia elettrica è svolta attraverso un impianto di cogenerazione che utilizza gli scarti del greggio della raffineria di Falconara. L'impianto è in grado di rifornire un terzo del fabbisogno energetico della regione Marche ed è uno dei tre presenti in Italia (gli altri due sono di Saras e di Erg). L'energia prodotta è venduta al gestore di trasmissione nazionale (GRTN) attraverso tariffe ben definite.


- La caratteristiche dell'offerta

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