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FTSEMib: i segni del futuro

È un inutile affanno cercare di prevedere il futuro ma di certo cogliere i semplici segni che il mercato da è talmente facile, efficace e razionale che viene fatto da pochi. Vediamo quali sono questi segni

di Fabio Pioli 4 dic 2023 ore 10:35

Di Fabio Pioli, trader professionista, ideatore di Miraclapp, la più grande piattaforma del reddito extra

analisi-tecnica-stock-chartsLa strategia finora delineata è stata giusta: non abbandonare i titoli in portafoglio perché un’accelerazione rialzista potrebbe arrivare e, al contempo, vendere solo ed esclusivamente i titoli che avessero invertito il loro trend al ribasso.

Rischio di non attuare questa strategia? Essere inesorabilmente estromessi dall’eventuale accelerazione rialzista che il mercato potrebbe fare e rimanere soltanto con gli scheletri nell’armadio.

Quindi la strategia era facile, come sempre. Meno facile, come sempre, il sapere a priori se questa accelerazione rialzista ci sarà (perché ancora non c’è stata), se è alle porte oppure, di converso, se avverrà un’ inversione al ribasso.

Insomma la strategia è sempre facile; la previsione del futuro è sempre incerta, carica d’ansia e addirittura impossibile. C’è il rischio di arrogarci poteri di cui noi esseri umani non siamo dotati.

Ma è umano l’essere razionali e saper leggere i segni e, come ho sempre scritto, sapremo leggere che il rialzo di lungo periodo si sarà verificato solo da variazioni rialziste giornaliere consecutive da +3%, +4%, +5%. Molto semplice.

Mentre avremo i segni del ribasso (i segni di un ribasso di breve periodo che potrebbe poi diventare ribasso di lungo) solo sotto il livello di supporto di 29.000 punti (livello che si è alzato dai 28.000 precedenti e che potrebbe ancora salire) (Figura 1). Molto semplice.

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Fig 1. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Insomma, come al solito è tutto sempre molto facile e si può sbagliare solo se si legge di più di quello che c’è scritto nei segni del mercato.

Quali errori?

  • Mettersi al ribasso: chi si è messo la ribasso ha fatto malissimo. Come più volte detto, chi lo avesse fatto avrebbe letto segni che non esistevano. C’era un trend ribassista? No. E allora perché mettersi al ribasso? Si sarebbe stati contro trend.
  • Vendere i titoli rialzisti in portafoglio. Anche qui, chi lo ha fatto ha fatto un grosso errore. E senza motivo. Perché vendere ciò che, in questa fase, potrebbe decollare? La risposta è che si è visto di più di quello che il mercato ha mostrato: si è pensato che il mercato oscillasse anche verso il basso e che i titoli saliti potessero essere acquistati a prezzi più bassi. Ma perché? Perché dovrebbe avvenire?
  • Non vendere i titoli che hanno dato segnale ribassista. Anche questo rappresenta un errore gravissimo ed è dettato dal fatto che si pensa che in un mercato che sale, tutti i titoli debbano salire. Ma anche qui si è aggiunto qualcosa che i grafici non dicono: i grafici dicevano che il trend di tali titoli era ribassista. Era giusto che uscissero dal portafoglio.

Quindi è tutto molto facile e semplice: sembra lapalissiano ma non lo è: per fare le mosse giuste bisogna evitare fare quelle sbagliate. 

 

Indichiamo quindi, prima che venga la tentazione di farle, le mosse sbagliate che sicuramente il piccolo risparmiatore è portato a fare: le prima 3 sono ancora quelle indicate sopra ossia mettersi al ribasso senza segnale (ossia non aspettando i 29.000 punti verificando che vi sia un segnale a tale livello), vendere i titoli in trend positivo, non scaricare i titoli in trend negativo, la quarta è

  • Comprare nuovi titoli a questi livelli

Sbagliatissimo: è vero che il mercato se non va giù va su ma se c’è il 50% di probabilità che vada su e il 50% di probabilità che vada giù, chi si mette al rialzo non fa un errore meno grave di chi si mette al ribasso. E’ comunque un errore gravissimo perché è un’azione irrazionale (ossia fatta con basse probabilità a favore).

 

L’incertezza e la mancanza di informazioni viene infatti cancellata solo da informazioni privilegiate e razionali.

Queste a volte sono molto semplici, come quelle evidenziate sopra, a volte sofisticate, come conoscere le probabilità a favore di comprare il titolo X o vendere il titolo Y.

 

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