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FTSEMib: ci vuole tempo

I tempi del mercato sono lunghi a motivo delle aspettative del piccolo risparmiatore. Capiamo sia dove ci troviamo sia i dilemmi tipici di questa fase di mercato

di Fabio Pioli 3 apr 2023 ore 14:34

Di Fabio Pioli, trader professionista, ideatore di Miraclapp, la più grande piattaforma del reddito extra

trading-azioniCome scritto nell’articolo della scorsa settimana “FTSEMib: battaglia campale a 25.000”, ci aspettavamo che il livello di supporto sul future sull’indice italiano, posto, per l’esattezza, a 24.900 punti, rappresentasse un terreno di battaglia e scrivevamo che “sino alla rottura dei 24.900 punti... non si può escludere che i vari titoli azionari che compongono l’indice FTSEMib siano comprati”.

Così è stato anche se la battaglia tra rialzisti e ribassisti non è né vinta né finita; vediamo dunque di fare mente locale su quali sono i punti fermi dell’ analisi tecnica.

Il primo è che il movimento ribassista, iniziato il 6 marzo 2023, è finito; esattamente il giorno 20 marzo 2023, toccando un minimo a 24.300 punti, etichettato come 1 in Figura 1.

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Fig 1. Future FTSEMib – Grafico settimanale

 

Il secondo è che dal 20 marzo è iniziato un rimbalzo (con il numero 2 sempre in Figura 1), che dura fino ad oggi.

Da ciò consegue che si dovrebbe, secondo l’analisi tecnica, andare sicuramente sotto i 24.300 punti del minimo precedente con una nuova onda ribassista che si chiamerebbe onda 3.

 

Qual il problema? Il problema è triplice.

Il primo sono i tempi: i tempi non combaciano mai con quelli che ha in testa il piccolo risparmiatore. L’aspettativa del risparmiatore medio è che, appena lui faccia un’azione, i prezzi si muovano subito nella sua direzione o, se non subito, è disposto ad aspettare (bontà sua) tempi ragionevoli. Questo, purtroppo, avviene raramente, per il semplice motivo che la grande banca deve fare di tutto per guadagnare lei e far perdere il piccolo risparmiatore. Quindi, prima che il mercato eventualmente scenda, il piccolo risparmiatore deve essere indotto a credere che non scenda più, che sia forte o che addirittura salga. Viceversa, prima che il mercato salga, il piccolo risparmiatore deve essere allarmato, scaricare i titoli vendendo in attesa che scenda. Ebbene a formare queste false convinzioni contribuiscono i tempi, che devono essere “biblici”, in modo che il piccolo risparmiatore abbia tutto il tempo di formarsi una falsa convinzione e di agire in base ad essa.

Il secondo problema riguarda i prezzi; collegato al primo problema, ossia pensando che i tempi a sua disposizione siano brevi, il piccolo risparmiatore si affretta a vendere ad ogni prezzo, non considerando il fatto che il mercato potrebbe portare i prezzi agli estremi, come ha già fatto quando ha lambito il 28.095 punti, il mese scorso, segnando un massimo a 28.080. In questo caso, il mercato, senza negare la configurazione ribassista potrebbe, eventualmente, nuovamente, spingersi fino a 28.080. Sarebbe una situazione eccessiva, certo, improbabile, certo, ma il punto è che il piccolo risparmiatore non la contempla mentre, forse, dovrebbe.

Il terzo problema è il più serio di tutti e si chiama “probabilità”: il piccolo risparmiatore fa tutto in base alle sue idee ma non alla matematica e alle probabilità; non sa neanche come calcolarle, le probabilità. Quindi opera su qualcosa che nella sua testa è certo ma nella realtà potrebbe non esserlo.

 

Quindi, in sostanza, cosa fare (secondo la mia opinione, naturalmente):

  • primo: non operare in base all’analisi tecnica: io stesso specifico sempre che ne scrivo ma non prendo decisioni in base ad essa. Serve ad evidenziare punti critici, naturalmente, quindi serve ma serve soprattutto a sapere cosa NON fare piuttosto che COSA fare. E, in aggiunta e maggior ragione, non operare in base a opinioni o notizie.
  • secondo: non fare niente a meno che non si conoscano bene le probabilità di ciò che si fa: in questa fase sia scaricare titoli dal portafoglio senza che vi sia un motivo sia non scaricarli se vi è motivo è rischioso.
  • terzo: aspettarsi una grossa volatilità ma che inizi con i tempi del mercato: paradossalmente (ma lo farò sempre) avvisare il piccolo risparmiatore del pericolo non glielo fa evitare ma allunga i tempi perché il mercato parte in una direzione solo quando la maggioranza dei piccoli risparmiatori ha già sbagliato (se sei al ribasso o scarico; partirà al rialzo; se hai comprato partirà al ribasso) e questo richiede tempo.

 

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