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FTSEMib: abbiate una sana paura

A 19.000 punti di future il mercato italiano si trova su un altro livello di possibile partenza al rialzo o al ribasso. Quali strategie possono essere poste in essere per evitare di sbagliare direzione?

di Fabio Pioli 3 ago 2020 ore 11:45

Di Fabio Pioli, trader professionista e fondatore di CFI Consulenza Finanziaria Indipendente (www.cfionline.it)

 

analisi-tecnica-tempoCerchiamo sempre di dare il massimo aiuto alle persone per non permettere che si auto procurino troppo danno.

Nell’articolo di due settimane fa (“FTSEMib: sulla piattaforma di lancio”), quando i prezzi del future sul Ftse Mib 40 erano tra 20.500 e 21.000 punti abbiamo scritto con molta chiarezza: “qui non si compra”. Nell’ articolo della scorsa settimana lo abbiamo addirittura messo nel titolo: “FTSEMib, il pericolo ribassista non è scampato”.

Perché cerchiamo imperterriti di avvisare le persone nei punti nevralgici? Perché, purtroppo, proprio nei punti nevralgici le persone hanno esattamente le sensazioni opposte rispetto a quelle che bisognerebbe avere.

Ciò è dovuto a molta esperienza e scarsa conoscenza (in borsa, paradossalmente, più esperienza si ha con bassa conoscenza e peggio è: non s impara) e ad una lettura sbagliata delle condizioni a contorno.

Infatti perché si è indotti a comprare sui massimi, come quando eravamo a 20.500 – 21.000? Perché ovviamente, sui massimi le notizie sono le migliori possibili (sono già scontate nei prezzi).

E perché si è tranquilli quando si dovrebbe invece essere attenti? Perché prima di un movimento direzionale i prezzi stessi sono “tranquilli”, poco mossi e inducono quindi alla serenità anziché al giusto allarme.

C’è, insomma, troppa conoscenza che manca e, inevitabilmente, il piccolo risparmiatore e i gestori di fondi e sicav di risparmio gestito faranno sempre gli stessi errori.

Manca molta, molta conoscenza.

Cosa si sta trascurando, ad esempio, molto colpevolmente, a mio avviso, adesso?

Nonostante lo abbia richiesto più volte, fidatevi, non state facendo un piano contro il tracollo.

Noi, per i nostri clienti, ovviamente invece lo abbiamo già fatto.

Sì, perché non è detto che non ci si appoggi sui supporti di Figura 1 (il mercato è nel 90% del tempo sui supporti o resistenze, per rendere sempre incerto il da farsi) e non si parta proprio adesso al rialzo.

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Fig 1. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

ma, attenzione, se il trend che comanda fosse quello etichettato con 1 in Figura 2, e se il trend successivo fosse stato quello etichettato con 2 sempre in Figura 2, allora il prossimo trend, potrebbe essere il numero 3.

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Fig 2. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Ciò, unitamente alla conoscenza che esiste un rettangolo di prezzi di 12 anni di estensione temporale che, se rotto, lo abbiamo già scritto molte volte, porterebbe i prezzi in area 0 (zero) (Figura 3) dovrebbe indurre a quella salutare paura di sbagliare direzione che dovrebbe sempre accompagnare chi opera sui mercati finanziari. E portare ad elaborare un piano che tolga di mezzo o minimizzi gli effetti sul proprio portafoglio del verificarsi di tale eventualità.

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Fig 3. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Mi sembra razionale, no?

Invece cosa vedo? A 20.500 – 21.000 la domanda che mi veniva più frequentemente posta nelle trasmissioni televisive a cui partecipo era: “Cosa compro?”. Così come mi veniva posta (e regolarmente scoraggiavo) quando il mercato era a 24.000 – 25.000.

Signori, se il mercato avesse una sola direzione, la domanda giusta sarebbe, naturalmente: “Cosa compro?” ma, dato che il mercato ha due direzioni, l’altra domanda da farsi è: “Cosa faccio se va giù?”.

Per noi significa: “come faccio a guadagnare se va giù?”. Per voi: “Come faccio a non perdere più di quanto sia pronto a perdere se va giù”.

Avete una risposta corretta a tale domanda?

 

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