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FTSEMib: vietato trarre lezioni

Quello che il mercato ha fatto finora lo conosciamo. Quello che non sappiamo è che tale comportamento passato ci indice ad apprendere lezioni da non trarre.

di Fabio Pioli 18 mar 2024 ore 11:00

Di Fabio Pioli, trader professionista, ideatore di Miraclapp, la più grande piattaforma del reddito extra

analisi-tecnica_13In questa fase borsistica, la felicità di chi ha i titoli “giusti” è compensata dall’infelicità di chi ha i titoli “sbagliati”.

Si compari infatti la situazione di chi detenga in portafoglio UniCredit o IntesaSanpaolo, ad esempio, con chi detenga invece Telecom Italia TIM, Enel o Nexi. C’è differenza?

 

Nexi (uno dei titoli che, anche senza esclusività di analisi, abbiamo indicato su queste pagine come tra i peggiori da tenere in portafoglio (perché entrato in fase negativa)) ha perso solo la scorsa settimana un 5% contro UniCredit (uno dei titoli, anche qui senza divulgare analisi più accurate, che indicavamo da diverso tempo come da non abbandonare facilmente) che solo la scorsa settimana ha guadagnato quasi il 7%.

 

Da questo se ne potrebbe ricavare una facile lezione: l’errore è scegliere i titoli sbagliati; bisogna porre più attenzione sullo scegliere i titoli giusti.

Ebbene, è proprio per questo che ho scelto il titolo di questo articolo “FTSEMib: gli errori del futuro” perché questa facile lezione sarebbe errata, anzi, la più deleteria in assoluto da apprendere.

 

Perché? Perché si trarrebbero tre conclusioni sbagliate: una che esistono persone in questo momento che guadagnano e persone che invece perdono, la seconda che quelle che guadagnano sono più brave di quelle che perdono, la terza che per essere bravi bisogna essere più bravi a scegliere i titoli: è solo una questione di sezionare le opportunità.

 

Vi devo disilludere subito. Non è così.

Primo non ci sono categorie di persone che guadagnano e che perdono, a meno che non si rientri nell’elite di chi fa sempre la cosa giusta (cosa che diremo dopo).

Chi sta guadagnando qualcosa in questa fase è solo per questione di fortuna perché tutti gli errori che ha fatto sono stati in parte perdonati: ha infatti avuto la fortuna di comprare bene ma, non seguendo la strategia enunciata, ha venduto i titoli buoni troppo presto (in tutto o in parte) non cavalcandone fino in fondo i risultati e si sta mangiando le mani per questo. Inoltre, ha inevitabilmente tenuto i titoli che scendevano. La somma dei due errori ha fatto sì che non guadagnassero quanto il mercato avrebbe concesso e, quando il mercato non sarà più così facile queste persone saranno veramente a rischio di andare dalla parte opposta del tabellone.

Chi sta invece perdendo, non ha compiuto l’errore di comprare i titoli sbagliati. La selezione è stata dovuta al caso, come per gli altri. L’errore è stato tenerli senza nessuna idea del rischio cui si andava (e si potrà andare in futuro) incontro.

 

Quindi chi guadagna ha solo l’illusione di avere un processo di selezione migliore degli altri, illusione che si è già scontrata con il fatto che il regalo del mercato è stato già in parte bruciato e che si scontrerà con le avversità che ci saranno quando il mercato cesserà di fare regali perché, ricordiamoci, i soldi vengono temporaneamente regalati solo per essere ripresi successivamente con gli interessi.

Qual è invece il comportamento giusto ed elitario da tenere, che immunizza contro tutti questi errori già fatti, in modo da non ripeterli in futuro

L’unico modo, a prova di errore, in ogni fase di mercato è, di volta in volta, avere una strategia giusta. Cosa fare, non cosa comprare, non cosa prevedere.

 

La strategia di questa fase l’abbiamo già delineata nell’articolo della scorsa settimana.

La ribadiamo (perché continua ad essere valida); consta di tre punti:

  1. non mettersi short
  2. non separarsi mai dai titoli in trend di salita (ossia che non avessero rotto i loro supporti)
  3. non tenere in portafoglio ma abbandonare subito i titoli che invece avessero mostrato un trend negativo.

 

Molto semplice. A ciò si aggiunge qualcosa. Di ancora più importante.

Ovvero la tattica, cioè le prossime mosse che Miraclapp andrà ad intraprendere.

Le prossime mosse, che derivano dalla strategia, sono semplici in concetto ed in apparenza ma richiedono una tecnica di conoscenza e di esperienza di cui si può solo far trapelare un accenno su queste pagine.

 

Primo passo: monitorare i supporti per i titoli che sono saliti e le resistenze per i titoli che sono scesi. Come detto infatti i titoli che sono saliti vanno tenuti fino a quando il loro trend resterà positivo. Dove non sarà più così? Rotti i supporti perché solo in tale eventualità il nuovo trend diventerà ribassista.

In tale ipotesi, e solo in tale ipotesi, tali titoli andranno venduti.

E in tale ipotesi, e solo in tale ipotesi, ci si dovrà mettere short su tali titoli. Sto parlando ad esempio di IntesaSanpaolo, Leonardo, Enel ma anche molti altri.

Non è possibile qui divulgare espressamente tutti i supporti di tutti i titoli, il momento di rottura, il momento di vendita, ecc.. ma si può sicuramente lasciar trapelare che il livello di supporto valido per l’indice italiano FTSEMib (ma non utilizzabile per legge transitiva sui titoli che lo compongono) è ora a 32.800 punti (Figura 1).

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Fig 1. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Rotto tale livello, se lo farà in un certo modo, ci metteremo short, che sarà il secondo passo.

 

Il terzo passo consiste nel monitorare invece le resistenza dei titoli che sono scesi.

In questo caso (e solo in questo caso perché l’errore da evitare, e che alcuni hanno già fatto con dovizia, è quello di non comprare un titolo che scende ma dolo un titolo che inverte al rialzo) Miraclapp indicherà di comprare i titoli appartenenti al panorama dei titoli che sono andati giù e che possono risalire. Alcuni titoli li abbiamo nominati ma ce ne sono altri.

 

Si approssimano dunque grosse opportunità.

 

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