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Analisi tecnica FTSEMib: la matematica è l’unica certezza

Sono passati solo sette giorni da quando abbiamo dato un “warning” sulla pericolosità dei mercati (in particolare quello italiano) e abbiamo tentato di sollecitare alla massima allerta l’investitore. Come possiamo fargli un bene maggiore?

di Fabio Pioli 13 giu 2022 ore 10:59

Di Fabio Pioli, trader professionista e fondatore di CFI Consulenza Finanziaria Indipendente (www.cfionline.it).

 

charts-analisi-tecnicaÈ tanto tempo che scriviamo su queste pagine e godiamo dell’apprezzamento di centinaia di migliaia, forse più di un milione di italiani e ci siamo dati una missione tramite i nostri articoli: salvarli dai loro stessi grandi errori di inesperienza (chi legge non è un professionista: non lo fa come lavoro principale e dunque non sa come guadagnare costantemente).

E dunque nei momenti cruciali scriviamo sempre articoli come quello della scorsa settimana (“FTSEMib: si abbia paura!”) dal titolo più chiaro possibile e dal testo secco e deciso, al fine di comunicare i rischi senza fronzoli.

Esiste l’errore troppo radicato da parte del risparmiatore medio di fare conto su sé stesso. Purtroppo però in questo modo fa errori di inesperienza. Tipicamente in queste fasi sottostima il rischio: è troppo pesato, non mette gli stop-loss (lo abbiamo già detto tante volte).

 

Il risultato, come scritto la scorsa settimana, e come testimoniano i dati comparati di Istat e Banca d'Italia, è che si bruciano patrimoni. Si bruciano patrimoni per inesperienza e per affidarsi alle mani sbagliate. Pensate che tenendo in considerazione gli ultimi 14 anni (dal 2007 al 2020, ultimo anno di rilevazione), a fronte di tassi di risparmio molto alti (il risparmiatore italiano è una formichina) che sono andati da un minimo del 7,8% nel 2017 ad un massimo del 15,8% nel 2020, questa formichina ha dissipato il 94% di tali risparmi in investimenti, ivi compresi fondi comuni d’investimento, gestioni patrimoniali e assicurazioni. Come se non avesse messo da parte quasi niente. E non è andata molto meglio per le attività reali.

Insomma, non cambia mai niente, con la sola differenza, come detto, che in questa fase è ancora peggio, perché il 2020 ha insegnato una lezione molto sbagliata, addirittura di una portata disastrosa: “il rischio non va controllato spasmodicamente, tanto i titoli se scendono prima o poi torneranno salire”. Sbagliatissimo.

 

Ma come si fa a sapere cosa è vero in borsa? Come si sa ogni altra cosa. Come si sa che la terra non è piatta e gira intorno al sole e non viceversa? In base alle nostre osservazioni? No: perché qualcuno che si chiama Copernico e qualcuno che si chiama Galileo si sono svegliati un giorno e hanno fatto rilevazioni matematiche.

Desistete dunque se non sapete assegnare alla salita e alla discesa di ogni titolo e di ogni indice un numero matematico che ne assegni la probabilità e calcolate matematicamente il rischio e controllatelo. Fidatevi solo di chi sa fare questi calcoli.

 

Ma cosa dice ora la matematica? Lascia alcuni dubbi (come sempre) e alcuni li risolve.

Il dubbio per ora (sembra paradossale ma non lo è) è sulla continuazione della discesa. Di dubbi sulla continuazione di una direzione ce ne sono sempre (solo gli stupidi non li hanno) ma, come detto, la matematica non viene in nostro aiuto adesso. Nell’oggettività, infatti, il mercato è sceso, ma è sceso senza darci un segnale e troppo velocemente rispetto ad una ”sana” partenza al ribasso (Figura 1)

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Fig 1. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Cosa significa questo? Che bisogna comprare? Che non crollerà ulteriormente?

No, significa solo che, come già scritto, potremmo non essere usciti ufficialmente dal laterale. In altre parole allo stato attuale, si saprà se il ribasso sarà confermato solo sotto i già citati 21.065 punti, non prima (Figura 2). Bisognerà avere pazienza.

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Fig 2. Future FTSEMib – Grafico giornaliero

 

Quali dubbi invece risolve la matematica in questo momento?

Quelli di cui più ci interessa ossia quelli operativi: dopo aver gestito il rischio di altre posizioni, abbiamo avuto un segnale che ha il 90% di probabilità a favore. Ovviamente entreremo per matematica. La matematica calcolerà il quantitativo corretto e controllerà il rischio al centesimo e la matematica stessa ci darà le regole di gestione (soprattutto l’ uscita) dalla posizione.

 

Senza incertezze, senza la confusione su cosa fare e cosa non fare (tenere, liquidare, incrementare) che attanaglia sempre e soprattutto in questo momento l’investitore e che non aiuta per nulla, come abbiamo visto, nel preservare il patrimonio.

 

La matematica è l’unica certezza e allevia il peso mentale di decisioni prese altrimenti in un contesto di confusione.

 

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