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Altro scivolone per Piazza Affari: male i bancari

Piazza Affari e le principali borse europee in pesante ribasso nella seduta odierna, in scia ai nuovi timori sulla situazione economica e finanziaria del Portogallo

di Edoardo Fagnani 10 lug 2014 ore 17:39
Piazza Affari e le principali borse europee in pesante ribasso nella seduta odierna, in scia ai nuovi timori sulla situazione economica e finanziaria del Portogallo. Sulla Borsa Italiana ha pesato anche il pessimo dato sulla produzione industriale in Italia del mese di maggio. Riflettori puntati sulle aste dei titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato BOT annuali per un ammontare massimo di 6,5 miliardi di euro: il rendimento del titolo è sceso sotto lo 0,4%. Pioggia vendite sui bancari, dove spiccano gli scivoloni di Monte dei Paschi di Siena e di Unicredit. In difficoltà anche ENI ed Enel. In forte rialzo, invece, Finmeccanica.
Il FTSEMib ha perso l’1,9% a 20.489 punti. Stessa variazione per il FTSE Italia All Share che ha terminato la giornata a 21.796 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-1,83%) e il FTSE Italia Star (-1,81%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è balzato a 3,46 miliardi di euro, rispetto ai 2,33 miliardi di ieri. Su 319 titoli trattati, 265 hanno terminato la giornata in territorio negativo, mentre i rialzi sono stati solo 41. Invariate le rimanenti 13 azioni.
L’euro si è confermato sopra gli 1,36 dollari. L’oro è salito a 1.340 dollari.

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Pioggia di vendite sui bancari.
mercato_21Tra i peggiori il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana ha subito uno scivolone del 4,29% a 1,338 euro, dopo uno stop in mattinata per eccesso di ribasso.
In forte calo anche la Popolare di Milano (-3,25% a 0,595 euro). Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha ridotto lo “short” sull’istituto, portandolo dall’1,34% all’1,26%. La stessa società di investimento ha limato la posizione corta su UBI Banca (-1,78% a 6,075 euro), portandola dallo 0,9% allo 0,89%.
In rosso anche Unicredit (-2,52% a 5,8 euro). I principali quotidiani di oggi hanno riportato la notizia che la banca di Federico Ghizzoni ha varato l'operazione "Open" per i suoi 10 milioni di clienti. Dal prossimo 3 novembre le filiali cambieranno radicalmente perché diverso sarà il modo in cui l'istituto offrirà i suoi servizi: addio ai cassieri, introduzione di orari flessibili e possibilità di acquistare prodotti non solo bancari. Il progetto dovrebbe consentire una crescita media annua dei ricavi del 4,5% fino al 2018. Lo stesso Ghizzoni ha dichiarato che intende utilizzare il piano di rifinanziamento programmato dalla BCE (definito con l’acronimo TLTRO) per un ammontare di 14-15 miliardi di euro.
Banca Generali ha subito un ribasso dell’1,54% a 20,44 euro. La compagnia e il Credit Suisse Italy hanno raggiunto un’intesa che prevede la cessione a Banca Generali del ramo d’azienda del gruppo svizzero relativo alle attività di private banking “affluent” e “upper affluent” in Italia. Il corrispettivo per la cessione si attesterà in un range compreso tra 47 e 50 milioni di euro. Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno alzato da 26 euro a 27,3 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Per lo stesso motivo Kepler Cheuvreux ha alzato da 4,7 euro a 5,3 euro il target price su Anima Holding (-2,5% a 4,29 euro). Anche in questo caso gli analisti hanno confermato il giudizio “Buy” (acquistare).

Enel non è riuscita a limitare i danni (-1,29% a 4,136 euro). Il Sole24Ore ha segnalato che il colosso elettrico sta rimettendo in moto il processo di dismissioni per raggiungere l'obiettivo di 4,4 miliardi di euro da realizzare entro la fine dell'anno. Secondo il quotidiano finanziario, nelle prossime ore si riunirà il consiglio di amministrazione della società per approvare il nuovo piano del neo amministratore delegato Francesco Starace, che prevede un ampliamento del portafoglio di attività disponibili alla vendita rispetto ai piani della vecchia gestione di Fulvio Conti. Tra gli asset vendibili ci sono quelli dell'Europa Centrale e dell'Est, dove le condizioni di mercato e i vincoli regolatori hanno reso meno redditizia l'attività.
ENI ha subito un ribasso del 2,23% a 19,31 euro. Gli analisti di Nomura hanno alzato da 17,5 euro a 18,5 euro il target price sul Cane a sei zampe, sulle prospettive che il gruppo proceda con un piano di contenimento dei costi. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio.
Chiusura in rosso Saras (-0,72% a 0,969 euro). La società guidata dalla famiglia Moratti ha annunciato l'emissione di un private placement di titoli obbligazionari per un valore nominale complessivo di 175 milioni di euro. I titoli obbligazionari hanno scadenza il 17 luglio 2019 e una cedola fissa del 5% su base annua.

Pesante ribasso per Mediaset (-4,83% a 3,352 euro). Il gruppo del Biscione è stato penalizzato dai pessimi risultati del mercato pubblicitario italiano nel mese di maggio.

Telecom Italia ha ceduto lo 0,45% a 0,876 euro. Jp Morgan ha alzato da 0,88 euro a un euro il target price sulla compagnia telefonica, sulle prospettive di una ripresa del mercato “mobile” in Italia. Gli analisti hanno anche migliorato a “Overweight” (sovrappesare) il giudizio. Inoltre, gli esperti hanno aumentato da 0,71 euro a 0,8 euro il prezzo obiettivo sulle azioni di risparmio.

Fiat Chrysler ha terminato la seduta con un calo dell’1,73% a 7,38 euro. Il gruppo del Lingotto ha annunciato l’intenzione di procedere con una emissione obbligazionaria benchmark denominata in euro, subordinatamente alle condizioni di mercato. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, il titolo è stato emesso nella seduta odierna per un ammontare di 850 milioni di euro, rispetto a richieste per oltre 1,6 miliardi. Il titolo avrà una durata di 8 anni e un rendimento nell’ordine del 4,75%, pari a 360 punti base oltre il tasso mid-swap di durata equivalente.

In controtendenza, invece, Finmeccanica che ha recuperato il 2,1% a 7,065 euro. La società aeronautica ha firmato il rifinanziamento quinquennale della linea di credito revolving in essere, estendendone la scadenza a luglio 2019. La nuova linea di credito da 2,2 miliardi di euro annulla e sostituisce la precedente da 2,4 miliardi che sarebbe naturalmente scaduta a settembre 2015. La linea di credito è stata sottoscritta a condizioni di mercato, che prevedono il pagamento di uno spread di 180 punti base sopra l’Euribor (uguale al valore pagato sulla attuale linea di credito), da incrementarsi sulla base di percentuali di utilizzo predeterminate.

GTech ha registrato una flessione del 3,46% a 18,14 euro. La Repubblica ha scritto che i principali azionisti della società dei giochi hanno dato mandato al management di formulare un'offerta per l'americana International Game Technology (Igt) che dovrebbe essere presentata a breve. L'offerta, che sarebbe già stata definita negli ultimi dettagli, dovrebbe prevede contanti e azioni per un controvalore pari a 4 miliardi di euro.

Campari ha perso il 3,59% a 5,91 euro. Mediobanca ha tagliato da 6,1 euro a 5,7 euro il target price sulla società, sull’ipotesi di un rallentamento della crescita dell’attività del gruppo nei prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Vendite su Fincantieri. Il titolo della società ha subito una flessione dell’1% a 0,74 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 3 luglio, nel giorno del collocamento della società a Piazza Affari, la quota di Fintecna si è ridotta al 72,933%, rispetto al 99,36% detenuto prima della quotazione. La Consob ha precisato che il 2,955% è senza diritto di voto.
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