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Come risparmiare (e investire) per i propri figli

Assicurare un futuro finanziario sereno alla propria prole è una delle maggiori preoccupazioni di tutti i genitori. Ecco come risparmiare (e investire) per i propri figli

di Redazione Soldionline 16 gen 2019 ore 10:50

Avviare i figli a una vita soddisfacente è una delle maggiori preoccupazioni di tutti i genitori. E qualche soldo da parte serve a preoccuparsi un po' meno. Magari da dedicare agli studi, all'università e a corsi che possano dare più chances di accedere a lavori gratificanti e remunerativi. Ma anche ad altri obiettivi, come una vacanza importante o solo per lasciargli da subito qualche cosa da parte.

Ecco un primo punto a cui fare attenzione: gli obiettivi di investimento, a cui dedicheremo un prossimo articolo.

Una volta definito l'obiettivo, le domande che seguono sono di solito queste: quanti ne servono, come metterli via, come investirli?

Capire quanti ne servono non è sempre complicatissimo. Per l'università, ad esempio, bisogna farsi un'idea di quanto potranno essere alte le rette, quanto costeranno i libri, quanto costerà vivere in un'altra città se vostro figlio dovrà andare altrove per studiare. E altre cose del genere. Bisogna fare qualche stima e le stime non sono certezze: Moneyfarm, consulente finanziario indipendente che distribuisce gestioni patrimoniali online, ha stimato in una ricerca il costo per un ciclo triennale fuori sede tra i 35 e i 60 mila euro.

 

schema-investimentoA questo punto, ipotizzato il totale necessario e sapendo quanto tempo si ha a disposizione, si possono definire le "rate", sia quante che il loro importo. Se vostro figlio ha 12 anni e si iscriverà all'università a 19, allora avete 7 anni a disposizione. Che non è poco, come vedremo meglio in seguito.

E poi bisogna investirli questi soldi, collocarli in qualche modo. O comunque sarebbe meglio, perché lasciarli sul conto corrente davvero non conviene. Messi li, a rendere zero, fanno quasi tristezza. E se l'investimento funziona, se il rendimento sarà positivo, l'obiettivo sarà raggiunto prima e meglio.

Ci sono tanti modi per investire i propri risparmi e scegliere cosa fare non è mai facile.

Oltre al tempo a disposizione, c'è un'altra cosa importante da capire: quanto rischio siete disposti a sopportare.

Per capire l'importanza del tempo a disposizione e del rischio, guardate questo grafico. Capirete anche in che modo solo legati, tra loro, tempo e rischio.

 

grafico-sp500-1789-2014

 

E' il grafico dell'indice azionario americano S&P 500 dal 1789 al 2014 (fonte Wikipedia. Come vedete, la linea che rappresenta l'andamento dell'indice è molto frastagliata. In termini tecnici, tutto quel movimento si chiama volatilità e rappresenta il rischio associato a quell'indice. E cioè il rischio di perdere denaro.

Nel lungo periodo il grafico è complessivamente in crescita. Ma nel breve, non sempre.

Gli esperti di investimento finanziario sintetizzano tutto questo così: nel lungo periodo i mercati finanziari crescono sempre.

 

Ma appunto, e nel breve?

Nel breve periodo è più facile perdere denaro. Vista l'importanza dell'obiettivo è meglio preferire altri strumenti. Come ad esempio i conti deposito e i buoni fruttiferi postali, se avete meno di un anno a disposizione; i certificati di deposito e le obbligazioni indicizzate se ne avete almeno cinque.

I mercati azionari diventano invece interessanti dai cinque anni in su. Sempre che non si incappi nei cinque anni sbagliati. Ma qui viene il difficile. Perchè non è solo una questione tecnica, di conoscenza degli strumenti e dei mercati. E' soprattutto una faccenda di carattere.

Provate a rispondere a questa domanda: quanta volatilità siete disposti a sopportare senza perdere il sonno?

Perché vedere i propri sudatissimi risparmi perdere il 5% il una settimana, per fare un esempio, può non essere una cosa tanto facile. Provare per credere!

Se ve la sentite, proseguite da soli.

Ecco qualche prima indicazione di massima.

Per puntare su un indice di borsa, che come abbiamo visto nel lungo periodo cresce (quasi) sempre, ci sono i fondi indice e gli Etf. Se volete provare qualche cosa di più ardito, investite nei fondi di investimento azionari. E se volete proprio osare davvero, potete investire direttamente in azioni.

Sono indicazioni che non basteranno, vedrete. Perché l'avventura porti a risultati positivi ci sarà infatti da studiare molto, provare molto e sbagliare altrettanto. E avere uno stomaco di ferro.

Se pensate che tutto questo non faccia per voi, allora è meglio rivolgersi a professionisti del settore, ai cosiddetti consulenti finanziari.

Per cominciare ad orientarsi, a definire il campo di gioco della consulenza finanziaria, vediamo qualche prima definizione fondamentale.

I consulenti finanziari sono professionisti che vi aiutano a investire il vostro denaro. Si dividono in due grandi categorie: i consulenti indipendenti e i consulenti dipendenti, chiamati anche promotori finanziari.

Il consulente dipendente lavora per una banca, una Sim o una Sgr, e tende a vendere i prodotti della propria organizzazione. Il consulente indipendente non ha invece interessi "organizzativi" che lo spingano a vendere un particolare prodotto piuttosto che un altro. Anche la remunerazione delle due figure è diversa. Il consulente dipendente riceve parte delle commissioni pagate dal cliente finale, e cioè da voi. Mentre il consulente indipendente viene pagato solo a parcella o con un canone minimo annuo, e cioè solo per il servizio dato. E questo, a parità di competenza e scrupolo professionale, può portare nel caso del consulente indipendente a una migliore allocazione delle risorse.

A questo punto, vedete voi.

Un approfondimento su cos'è la consulenza finanziaria lo trovate a questo link: La consulenza finanziaria in Italia

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