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Come investire 100mila euro nel 2019

Ipotizziamo che in questo 2019 avessimo a disposizione una somma di 100mila euro da investire. Su quali strumenti potremmo puntare? In quali proporzioni?

di Redazione Soldionline 8 mar 2019 ore 10:26

investimenti_2Capire come investire una determinata somma, se si decide di optare per gli investimenti fai da te, non è mai un compito semplice. Innanzitutto bisogna avere l’obiettività di determinare il proprio profilo di rischio, misurando la propria propensione, o avversione, al rischio finanziario. Poi è necessario definire in modo preciso i propri obiettivi d’investimento e i relativi vincoli. Due processi che solitamente sono demandati a un professionista della consulenza.

Ma questa attività, chiamiamola “di categorizzazione”, è solo propedeutica all’asset allocation, ossia al processo di allocazione dei propri risparmi tra le varie attività di investimento (le cosiddette asset class). Quest’ultima fase è probabilmente la più critica, perché un semplice risparmiatore non ha a disposizione dati, tecniche e competenze per individuare l’organizzazione del proprio denaro che minimizzi il rapporto tra rendimento e rischio.

 

Ipotizziamo che in questo 2019 avessimo a disposizione una somma di 100mila euro da investire. Su quali strumenti potremmo puntare? In quali proporzioni? Proviamo a simulare qualche portafoglio ai dati di inizio anno. Prima però un’avvertenza: si tratta di una mera simulazione in un determinato momento. Le condizioni di mercato sono oggetto di rapidi mutamenti e un’allocazione buona ora (o qualche settimana fa) potrebbe non esserlo più tra qualche settimana (o adesso).  Ogni investimento va monitorato ed aggiustato. E questa è un’altra grande difficoltà degli investimenti fai da te.

 

Ma come simuliamo questo investimento di 100mila euro? Nel recente “Portafogli strategici 2019” l’ufficio studi di Moneyfarm ha presentato le proprie attese per l’anno in corso, arrivando a definire alcuni portafogli tipo – esattamente 6 – a seconda del profilo di rischio dell’investitore. Proviamo ad analizzare come sarebbe investire 100mila euro per due investitori agli estremi della propensione e dell’avversione. E di uno che si collocasse a metà dei due portafogli intermedi.

 

Per l’investitore più propenso al rischio, Moneyfarm consiglia di investire il 64% del portafoglio in azionario di paesi sviluppati, l’11% in titoli di stato indicizzati all’inflazione, il 10% in bond governativi di paesi sviluppati, l’8% del proprio portafoglio in azionario emergenti e il 7% in obbligazioni governative emergenti.

Più schematicamente, dei 100mila euro che ipoteticamente abbiamo a disposizione:

  • 64mila euro in titoli azionari di mercati sviluppati,
  • 11mila euro in obbligazioni governative europee indicizzate all’inflazione,
  • 10mila euro in obbligazioni governative di paesi sviluppati,
  • 8mila euro in titoli azionari di mercati emergenti,
  • 7mila euro in obbligazioni governative di paesi emergenti.

 

Per l’investitore più conservativo, invece, l’ufficio studi Moneyfarm consiglia di mantenere il 61% del proprio portafoglio in strumenti di liquidità, il 18% in obbligazioni governative europee indicizzate all’inflazione, un 7% in bond governativi di paesi emergenti e un altro 7% in bond governativi di paesi sviluppati, il 6% in azionario di paesi sviluppati, e un 1% in bond societari di categoria investment grade.

Anche qui, più schematicamente, dei 100mila euro da investire:

  • 61mila euro in strumenti di liquidità,
  • 18mila euro in obbligazioni governative europee indicizzate all’inflazione,
  • 7mila euro in obbligazioni governative di paesi sviluppati,
  • 7mila euro in obbligazioni governative di paesi emergenti,
  • 6mila euro in titoli azionari di mercati sviluppati,
  • mille euro in bond societari di categoria investment grade.

 

Nel mezzo, i portafogli che Moneyfarm definisce 3 e 4. Per cui il consiglio è quello di mettere in 30% in obbligazioni governative europee indicizzate all’inflazione, una quota compresa tra il 29% e il 44% in titoli azionari di mercati sviluppati, una quota tra il 16% e il 26% in obbligazioni governative di paesi sviluppati, un 8% in obbligazioni governative di paesi emergenti e infine, in alternativa, un 7% in bond societari di categoria investment grade o un 2% in bond societari di categoria high yield.

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