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Minibot: cosa sono e come funzionano

Non fanno ancora parte del panorama finanziario italiano. Ma se lo diventassero, i Minibot servirebbero innanzitutto a pagare i debiti della Pubblica Amministrazione.

di Marco Delugan 31 mag 2018 ore 16:44

I Minibot sono comparsi nel primo contratto di governo stipulato tra Movimento 5 Stelle e Lega. Ma erano già presenti nel programma che la Lega ha presentato per le elezioni politiche del 2018. A idearli è stato Claudio Borghi Aquilini, economista eletto alla Camera dei Deputati con la Lega proprio nelle ultime elezioni politiche.

Ma cosa sono i Minibot? Nel progetto di Borghi, i Minibot sono Titoli di Stato al portatore e di piccolo taglio destinati al pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. Nessun creditore della PA sarebbe comunque obbligato ad accettarli. E non sarebbero convertibili in euro. Chi dovesse accettarli potrebbe utilizzarli successivamente per pagare le tasse. Ma anche come strumento di pagamento per fornitori, banche e dipendenti.

 

COSA SONO I MINIBOT

minibotSe dovessero davvero diventare reali, i Minibot sarebbero titoli di stato al portatore di piccolo taglio, di valore compreso tra i 5 e i 100 euro. Verrebbero emessi senza interessi dal Ministero del Tesoro. Secondo chi li propone non sarebbero una vera e propria moneta, cosa che i regolamenti europei non permetterebbero. Non avrebbero infatti corso forzoso, e cioè nessuno sarebbe obbligato ad accettarli come strumento di pagamento. Vi sarebbero anche dei limiti nell’utilizzo dei Minibot: non potrebbero venire utilizzati per pagamenti superiori ai 25mila euro.

 

A COSA SERVONO

I Minibot verrebbero utilizzati per pagare i debiti della Pubblica amministrazione che ammontano ad oggi a circa 60 miliardi di euro. Come accennato sopra, nessun creditore dello stato sarebbe obbligato ad accettare i Minibot. Chi li dovesse accettare potrebbe ricevere in questo modo fino a 25.000 euro. La parte restante del debito verrebbe invece pagata dallo Stato in euro.

Chi ha ricevuto i Minibot potrebbe poi usarli per pagare le tasse e anche come strumento di pagamento verso altre imprese, banche e dipendenti. Anche in questo caso nessuno è obbligato ad accettarli.

I Minibot verrebbero anche utilizzati per pagare i crediti di imposta, come si legge nel programma politico della Lega per le elezioni 2018. Chi avesse un credito di 5.000 euro per avere ad esempio ristrutturato la casa, e ne avesse già ricevuto 1.000 in due anni come detrazione fiscale, ne riceverebbe subito gli altri 4.000 in Minibot.

 

DEBITI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La Pubblica amministrazione – e cioè lo Stato centrale, le regioni, le province e i comuni – nello svolgimento delle sue funzioni acquista beni e servizi da imprese private. E con queste contrae debiti che a volte paga con molto ritardo, causando alle imprese crisi di liquidità che possono creare a loro volta difficoltà a pagare fornitori, banche e dipendenti. Una delle cose che contribuisce alla difficoltà della PA di ripagare i suoi debiti è l’impossibilità di indebitarsi oltre i limiti imposti dal Patto di Stabilità. Ad oggi i debiti della PA ammontano a circa 60 miliardi di euro, di cui 33 sono considerati in grave ritardo.

 

MINIBOT: ASPETTI POSITIVI E ASPETTI NEGATIVI

Tra gli aspetti positivi del progetto Minibot, oltre alla finalità immediata di ripagare velocemente i debiti della PA, secondo chi li propone c’è la successiva spinta alla crescita economica. Una volta ricevuti i titoli, infatti, non solo le imprese potrebbero risanare i loro bilanci, ma anche incrementare il loro livello di spesa. E una maggiore crescita economica porterebbe anche ad un maggiore gettito fiscale.

Secondo i critici, invece, l’emissione dei Minibot non verrebbe accettata dalla Banca Centrale Europea, in quanto emissione di ulteriore debito, e potrebbe portare all’uscita dell’Italia dall’euro.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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