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I fondi comuni di investimento: cosa sono e a cosa fare attenzione

Cosa sono i fondi comuni d'investimento e a cosa fare attenzione, in modo da saper riconoscere i variegati prodotti finanziari di questo settore del risparmio gestito

di Mauro Introzzi

I fondi comuni d'investimento sono uno degli strumenti più diffusi tra gli investitori italiani. Gestiti dalle cosiddette società di gestione del risparmio investono in modo unitario tutto il patrimonio raccolto tra i risparmiatori in attività finanziarie diverse. Hanno molti pregi ma spesso attirano a sé anche alcune critiche. In questa guida la spiegazione di cose sono i fondi d'investimento.

 

FONDI COMUNI D'INVESTIMENTO: UNA DEFINIZIONE

Cosa sono i fondi comuni d'investimento? Secondo la definizione posta dal Testo unico della finanza un fondo comune di investimento è un patrimonio autonomo, suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti, che viene gestito in monte, ossia collettivamente e nello stesso modo per tutti i partecipanti, e che può essere raccolto mediante una o più emissioni di quote. L’investimento in fondi si effettua pertanto acquistando un certo quantitativo di quote, il cui valore varia in funzione dell’andamento degli investimenti nei quali è impiegato il patrimonio del fondo.

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In altri termini la società che gestisce il fondo comune d'investimento, chiamata società di gestione del risparmio (o, in forma compatta, con l'acronimo SGR), raccoglie le quote tra gli investitori - spesso tramite una rete di promotori finanziari - e investe in modo unitario queste somme in determinate categorie di attività finanziarie come azioni, obbligazioni, materie prima e così via. Attuando quindi quei principi di diversificazione che spesso un piccolo azionista non riesce a raggiungere.

 

CLASSIFICAZIONE DEI FONDI PER CATEGORIE E AREE

I fondi comuni di investimento possono essere categorizzati in base agli strumenti su cui investono. A seconda dell'area di intervento, quindi, possono essere:

  • fondi azionari, che investono prevalentemente in titoli azionari
  • fondi obbligazionari, se si focalizzano prevalentemente sui bond
  • fondi bilanciati, che hanno come oggetto sia azioni che obbligazioni in percentuali variabili verso l'una o l'altra categoria
  • fondi monetari, focalizzati sul mercato monetario

All'interno di queste categorie si possono essere altre classificazioni, come quella geografica o settoriale. Un - ad esempio - "azionario europa", quindi sarà prevalentemente focalizzato sui titoli azionari del Vecchio Continente. Un "obbligazionario high yield", invece, sui bond di un determinato rating. E così via.

Ognuno avrà di conseguenza un suo cosiddetto "benchmark", ossia un indice elaborato da soggetti terzi con il quale confrontare le performance. Per i fondi di diritto italiano è obbligatorio indicare questo parametro in tutta la documentazione rivolta al pubblico.

 

FONDI ARMONIZZATI E NON ARMONIZZATI

Tra le varie distinzioni poste dall’ordinamento, una riguarda la differenza tra fondi armonizzati e non armonizzati.

I fondi armonizzati sono i fondi comuni di investimento rientranti nell’ambito di applicazione delle direttive comunitarie, che possono essere commercializzati nel territorio dell’Unione Europea in regime di mutuo riconoscimento; tali fondi costituiscono la maggior parte dei fondi commercializzati in Italia. Tra questi ci sono naturalmente sia i fondi di diritto italiano, ossia gestiti da società italiane con sede legale in Italia sia fondi di società di gestione comunitarie.

I fondi non armonizzati sono invece fondi sottoposti a regole meno stringenti e pertanto caratterizzati da una maggiore libertà di investimento.

 

FONDI APERTI E CHIUSI

Una delle più comuni distinzioni tra i fondi che si è soliti fare è quella che riguarda la forma, che può essere aperta o chiusa: si dice che un fondo comune è di tipo aperto quando i partecipanti hanno diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso delle quote secondo le modalità previste dalle regole di funzionamento del fondo (cioè possono liberamente comprare o vendere quote del fondo), mentre si dice che il fondo è di tipo chiuso quando il diritto al rimborso delle quote viene riconosciuto ai partecipanti solo a scadenze predeterminate.

 

FONDI MOBILIARI E IMMOBILIARI

Soffermandoci poi sull’oggetto dell’investimento, si possono avere fondi mobiliari e fondi immobiliari. I fondi immobiliari sono fondi che investono il patrimonio esclusivamente o prevalentemente in beni immobili (case, edifici commerciali e così via), diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari in misura non inferiore ai due terzi del valore complessivo del fondo e possono essere istituiti esclusivamente in forma chiusa.

I fondi mobiliari, che possono essere istituiti in forma aperta o chiusa, sono fondi le cui risorse finanziarie sono investite in valori mobiliari (come le azioni o le obbligazioni, per esempio) o in strumenti finanziari come dir si voglia.

 

DIFFERENZE CON LE SICAV

Una modalità di investimento simile a quella del fondo comune è quella dell'investimento nelle SICAV. Le SICAV, acronimo di società di investimento a capitale variabile, non prevedono la distinzione tra il patrimonio del fondo e quello della società che lo gestisce.

In questo caso, quindi, i sottoscrittori non sono solo dei soggetti passivi che investono soltanto ma anche azionisti a tutti gli effetti della società, con tutto ciò che questo comporta (come per esempio il diritto di voto nelle assemblee dei soci).

 

LA TASSAZIONE DEI FONDI COMUNI

Incremento di valore e proventi relativi ai fondi comuni di investimento italiani sono tassati al 26% (dal 20% precedente alla riforma del 2014), al pari di fondi comuni esteri armonizzati. Se all’interno di questi strumenti sono contenuti titoli di stato (e categorie equiparate fiscalmente) questa componente concorre per il 48,08%.

 

LEGGI ANCHE: La tassazione di azioni, titoli di stato (BTP, BOT, CCT e CTZ) e delle altre attività finanziarie

 

VANTAGGI DEI FONDI COMUNI

I vantaggi di un fondo comune dipendono principalmente dal fatto che la società che lo gestisce investe tutto il capitale raccolto tra i risparmiatori nei vari strumenti finanziari, definiti dall'asset allocation (ossia l'allocazione del patrimonio totale tra i vari strumenti) stabilita di volta in volta dal gestore. In primis c'è quindi un vantaggio di diversificazione, che altrimenti non sarebbe raggiunta da un singolo risparmiatore (specie per quelli che non hanno elevate disponibilità).

Un altro vantaggio che potrebbe godere un investitore in fondi comuni è quello derivante dal mandato che dà al gestore del fondo di amministrare il suo denaro. Un professionista, infatti, ha capacità, formazione ed esperienza per prendere decisioni più vantaggiose e dovrebbe quindi saper battere il mercato (ossia registrare rialzi maggiori del benchmark in momenti di mercato rialzista, soffrire perdite minori in fasi di mercato ribassista o/e ancora mantenere più costanti le performance in fasi di volatilità molto accentuali).

Uno dei punti a favore dei fondi è poi legato alla distinzione tra capitale della società che gestisce in fondo e patrimonio del fondo stesso. Che è quindi inaggredibile dai creditori dell'istituzione che amministra lo strumento in caso di problemi aziendali. A vigilare su questa caratteristica ci sono organismi deputati al controllo come Banca d'Italia e Consob.

 

FONDI COMUNI, A COSA FARE ATTENZIONE

Ci sono però anche alcune caratteristiche dei fondi comuni d'investimento che vanno attentamente valutate.

In primis va capito se la categoria e l'area d'appartenenza del fondo sono compatibili con i nostri bisogni d'investimento e con il nostro profilo di avversione/propensione al rischio.

Importante poi, è avere totale contezza dei costi, che possono essere di varia natura. Ci possono essere infatti:

  • commissioni di ingresso, al momento dell'acquisto della quota;
  • commissioni di gestioni, ossia costi ricorrenti (tipicamente annuali) legati all'amministrazione del fondo;
  • commissioni di performance, proporzionali ad alcuni risultati raggiunti dallo strumento;
  • commissioni d'uscita, al momento della vendita della quota;
  • altri costi.

Ogni costo è comunque ben esplicitato nei prospetti informativi.

Analizzare invece il track record, ossia i rendimenti passati, del fondo (rispetto al benchmark di riferimento) è un'arma a doppio taglio: il fatto di aver conseguito determinati risultati in precedenza non garantisce che anche in futuro questa tendenza sarà mantenuta. Ma è altresì vero che un gestore che riesce costantemente a raggiungere risultati soddisfacenti è un professionista al quale poter affidare i propri risparmi.

 

FONDI COMUNI PARTICOLARI

Esistono anche modalità particolare in cui può essere costituito e gestito un fondo comune.

Si inizi considerando il caso dei fondi di fondi: sono fondi in cui il patrimonio non è investito in titoli, ma in quote di altri fondi o, più in generale, di altri Oicr (Organismi di investimento collettivo del risparmio), gestiti anche da altri soggetti, scelti discrezionalmente dal gestore.

Simile ai fondi di fondi sono gli umbrella fund, poiché anch’essi investono in quote di altri fondi ma, a differenza dai primi, la scelta dei fondi è effettuata a monte dalla società di gestione, senza essere modificata nel tempo, tra quelli promossi o gestiti dalla stessa SGR.

Abbiamo poi il caso dei fondi speculativi, conosciuti anche con il nome di hedge fund; come dice il nome, si tratta di fondi molto rischiosi che mirano a ottenere rendimenti assoluti molto elevati attraverso una strategia di investimento aggressiva. Diversamente a quanto accade per gli altri fondi, non sono stati posti dei vincoli prudenziali agli investimenti tranne per quanto riguarda la loro accessibilità, che è pressoché limitata a grandi investitori.

Esiste anche la possibilità per le SGR di istituire fondi riservati, aperti e chiusi, la cui partecipazione è riservata a investitori qualificati, previa la specificazione delle categorie di investitori alle quali il fondo è riservato.

Altra tipologia è quella dei fondi garantiti, ossia fondi che garantiscono la restituzione del capitale investito ovvero il riconoscimento di un rendimento minimo, mediante la stipula di apposite convenzioni con certi intermediari; possono essere sia di tipo aperto che di tipo chiuso.

Insieme ai fondi garantiti, in termini di protezione dell’investitore, possiamo citare i fondi a capitale protetto, che sono fondi che perseguono una politica di investimento atta a minimizzare, attraverso l’utilizzo di particolari tecniche di gestione, la probabilità di perdita del capitale investito.

 

FONDI COMUNI, DIFFERENZA CON GLI ETF

Non vanno assolutamente confusi i fondi comuni con i cosiddetti fondi indice, tipicamente gli Exchange Traded Fund (ETF) contrattati come se fossero delle azioni in borsa.

Questi ultimi, a differenza della gestione definita "attiva" che caratterizza i fondi comuni d'investimento, si basano su una gestione "passiva", riproducendo fedelmente la composizione di un determinato indice e il loro valore ne segue quindi pedissequamente l’andamento. Non a caso i costi degli ETF sono generalmente più bassi di quelli di un fondo comune.

 

Photocredit: Philip James Corwin/CORBIS/Corbis via Getty Images

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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