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Costi e fondi: cosa sono le commissioni di performance?

La commissione di performance di un fondo d'investimento è quella somma trattenuta dalla società di gestione in base esclusivamente ai risultati conseguiti dal fondo

di Redazione Soldionline 12 dic 2018 ore 10:12

fondi-comuni-investimentoLa commissione di performance di un fondo d’investimento è quella somma trattenuta dalla società di gestione in base esclusivamente ai risultati conseguiti dal fondo. La percentuale di questa commissione, definita anche "di incentivo", è legata alla performance assoluta del fondo o più solitamente commisurata all'incremento del valore della quota rispetto alla crescita di un parametro di riferimento. Questo parametro di riferimento, detto benchmark, può essere un indice settoriale, geografico o un altro indicatore (come, ad esempio, l'inflazione).

Ma andiamo con ordine, descrivendo innanzitutto i diversi oneri che gravano sui risparmiatori che optano per investire in un fondo.

 

I COSTI DI UN FONDO DI INVESTIMENTO

Nell'investimento in un fondo occorre avere piena contezza dei costi che si andranno a sostenere.

Tra le principali voci di spesa, per un risparmiatore, ci sono:

  • le commissioni di sottoscrizione e uscita,
  • le spese correnti,
  • le eventuali commissioni di collocamento,
  • le commissioni di performance.

Le commissioni di sottoscrizione e di uscita sono quelle che si sostengono all’ingresso e all’uscita dall’investimento. Quest’ultima componente è spesso poco considerata perché al momento della sottoscrizione si pensa all’uscita dell’investimento come a un’operazione lontana. Tuttavia, essendo un costo, riveste invece una grande importanza e va considerato.

Le spese correnti rappresentano la somma dei costi di gestione e delle varie spese amministrative. Si tratta di spese ricorrenti e di entità fissa (in percentuale sul totale dell’investimento).

Le commissioni di collocamento sono tipiche dei fondi a durata predefinita. Sono a carico del fondo stesso e vengono ammortizzate in modo proporzionale rispetto all’orizzonte temporale dell’investimento.

Le commissioni di performance, in inglese performance fee, sono chiamate anche commissioni di incentivo. Rappresentano una forma di onere variabile, e quindi – per natura – difficilmente  valutabile in anticipo.

Solitamente il totale di tutte queste spese è quantificato con il TSC, il Total Shareholder Cost. La somma di spese correnti e commissioni di performance è invece il Total Expense Ratio (o TER).

 

CARATTERISTICHE DELLE COMMISSIONI DI PERFORMANCE

Le commissioni di performance vengono calcolate se il fondo fa meglio di un indice di riferimento, il benchmark, o se registra un guadagno in termini assoluti.

Queste fee non sono, a logica, una componente criticabile a priori. Spesso allineano l’interesse del cliente (che è quello di ottenere il maggior rendimento con il minor rischio possibile) a quello del gestore (che dovrebbe essere quello di garantire all’investitore il miglior rendimento possibile al minor rischio). Ma spesso non va proprio in questo modo, soprattutto quando i criteri di calcolo possono favorire il cosiddetto azzardo morale da parte del gestore.

È facilmente dimostrabile, infatti, che la modalità di applicazione di queste commissioni incide moltissimo sull’entità della spesa per il risparmiatore: i fondi domiciliati all’estero (che hanno regole meno stringenti) possono applicare le performance fee con cadenze più ristrette rispetto all’anno (ad esempio trimestrale). Con l’effetto di aumentare i costi per la clientela. O, addirittura, di far pagare delle commissioni di performance nonostante il rendimento complessivo sia stato negativo.

La Banca d’Italia, conscia di queste pratiche, ha deciso di fissare in passato alcuni paletti all’applicazione delle commissioni di performance. Che però valgono per i fondi domiciliati in Italia.

 

Nel grafico seguente il caso in cui si pagano commissioni (si veda il totale a fine 2017) nonostante un anno di rendimenti negativi:

commissioni-performance-cadenza-trimestrale

 

PERFORMANCE FEE E MIFID 2

Come tutte le spese applicate dalle sgr anche le commissioni di performance saranno regolate nell’ambito della cosiddetta Mifid 2. I costi dovranno essere ben specificati in precedenza, tramite una stima, e rendicontati almeno una volta all’anno, con i relativi impatti sui rendimenti. La comunicazione dovrà essere fatta con valori assoluti (ossia in euro) e non solo in percentuale.

 

VIDEO

In un video Andrea Rocchetti, responsabile dell'area consulenza di Moneyfarm, spiega cosa sono le commissioni di performance e qual è il loro peso nell'offerta italiana:

 

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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