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Cos'è lo stress da lavoro correlato (SLC) e come riconoscerlo

Lo stress da lavoro correlato (SLC) è una malattia professionale, dovuta cioè all’attività di lavoro. Consiste sostanzialmente nella sensazione da parte del lavoratore di essere sopraffatto perché chiamato a far fronte a più di quanto sia in grado di fare

di Carlo Sala 27 nov 2019 ore 10:45

stress-da-lavoro-correlatoLo stress da lavoro correlato (SLC) è una malattia professionale, dovuta cioè all’attività di lavoro. Consiste sostanzialmente nella sensazione da parte del lavoratore di essere sopraffatto perché chiamato a far fronte a più di quanto sia in grado di fare. Lo stress deriva proprio dalla percezione di questa sproporzione tra esigenze e capacità operative, anche in base al contesto e all’organizzazione in cui ci si trova a lavorare. E’ la seconda malattia professionale più diffusa nell’Unione europea, dopo il mal di schiena: in Europa ne soffre un lavoratore su 4 e le donne risultano più colpite.

 

 

Gli obblighi del datore di lavoro per evitare l'SLC

L’articolo 28 del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 include lo stress da lavoro correlato tra i rischi per la sicurezza e la salute del lavoratore che il datore di lavoro deve prevenire. Il datore di lavoro deve valutare ogni 3 anni l’esposizione del lavoratore allo stress da lavoratore correlato e tale valutazione deve essere inserita nel Documento di valutazione dei rischi (Dvr). Obbligatorio per chiunque abbia almeno un lavoratore dipendente o un collaboratore, il Dvr individua e descrive appunto i rischi a cui i lavoratori sono sottoposti, in base al tipo di attività svolta, e le misure di prevenzione e protezione adottare a fronte di tali rischi. Il datore di lavoro che non predispone il Dvr incorre in sanzioni.

Carichi di lavoro, orari di lavoro, ambiente nel quale si deve svolgere l’attività di lavoro (spazio disponibile, temperatura, igiene e illuminazione del luogo in cui deve essere svolta) sono tutti elementi che possono determinare quel senso di sopraffazione tra ciò che il lavoratore è in grado di fare e ciò che deve fare. Sono quindi elementi che devono rientrare nella Dvr. E sono elementi sui quali il datore di lavoro deve agire ove si riscontrino casi di stress da lavoro correlato legati a tali fattori.

 

Gli indici di stress da lavoro correlato

La predisposizione del Dvr è responsabilità del datore di lavoro. I criteri in base ai quali predisporre il Dvr non sono predeterminati, perché ciò che deve essere valutato varia a seconda dell’attività di lavoro. In ogni caso per il Dvr il datore di lavoro deve farsi assistere da personale competente, anzitutto in ambito medico.

La valutazione dello stress da lavoro correlato viene effettuata sulla base di fattori come:

  • assenteismo, richieste di cambio mansione, dimissioni, assenze per malattia dei singoli lavoratori;
  • mansioni, tipologia di contratto, orario di lavoro, rapporti interpersonali (conflitti, discussioni) dei singoli lavoratori;
  • caratteristiche dell’ambiente di lavoro: illuminazione, condizioni igieniche, livelli di sicurezza, temperature, spazi;
  • presenza di elementi di rischio ed esposizione dei singoli lavoratori.

 

Chi rischia lo stress da lavoro correlato

La sensazione di dover fare più di quanto si riesca a fare, per capacità personali e per l’ambiente e l’organizzazione di lavoro, può colpire qualunque lavoratore.

Sono considerati particolarmente esposti a stress da lavoro correlato:

  • i medici, per il peso delle responsabilità che le loro scelte terapeutiche possono avere sulle persone affidate alle loro cure;
  • gli infermieri, per il possibile esaurimento che può derivare dall’assistenza a persone in condizione di debolezza e potenzialmente in stato di bisogno in qualsiasi momento;
  • gli assistenti sociali, pure per il possibile esaurimento derivante dal dover affrontare situazioni di disagio;
  • le forze dell’ordine per l’esposizione a rischi derivante dal dover far fronte a situazioni di disagio da un lato e pericolo dall’altro;
  • gli insegnanti, per l’esposizione a rischi di incomunicabilità e incomprensione dovuti anzitutto al divario di età con gli alunni e poi con le aspettative dei genitori;
  • gli autotrasportatori, per le condizioni operative: orario di lavoro, tempistiche di consegna da rispettare, distanza anche prolungata da casa.

 

Le conseguenze dello stress da lavoro correlato

Ove emerga stress da lavoro correlato, il datore di lavoro è obbligato a rimuoverne le cause. Gli interventi da attuare dipendono anzitutto dagli elementi individuati come cause dello stress in questione. Possono quindi consistere in variazioni dell’orario o dei carichi di lavoro o in migliorie dell’ambiente lavorativo (pulizia, illuminazione, temperatura o quant’altro).

Il lavoratore colpito da stress da lavoro correlato non ha però automaticamente diritto a un risarcimento del danno.

Il risarcimento del lavoratore per stress da lavoro correlato è possibile solo se ricorrono 3 condizioni:

  • un inadempimento da parte del datore di lavoro di obblighi a suo carico;
  • un danno per il lavoratore che possa essere accertato da un medico;
  • un nesso causale pure accertabile tra inadempimento del datore di lavoro e danno patito dal lavoratore.

Il lavoratore che voglia ottenere il risarcimento per stressa da lavoro correlato deve presentare ricorso alla magistratura del lavoro.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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