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Il permesso di lavoro per motivi personali o familiari

Il permesso per motivi personali o familiari consente al lavoratore di assentarsi dal lavoro per 3 giorni l’anno senza perdere la retribuzione. Si tratta del permesso lavorativo più generico

di Carlo Sala 6 nov 2019 ore 11:03

permesso-lavoro-motivi-familiari-personaliIl permesso per motivi personali o familiari consente al lavoratore di assentarsi dal lavoro per 3 giorni l’anno senza perdere la retribuzione. Si tratta del tipo di permesso più generico tra tutti quelli previsti: mentre infatti gli altri permessi rispondono a esigenze specifiche e piuttosto oggettive, questo si fonda su un presupposto estremamente soggettivo. Solo il lavoratore può infatti valutare quando ricorre un motivo personale o familiare per soddisfare il quale si rende necessario assentarsi dal lavoro.

 

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Quando si può avere il permesso per motivi personali o familiari

Il permesso per motivi personali o familiari è previsto dai vari Ccnl, ma non esiste una casistica precisa delle circostanze e degli eventi che consentono di chiederlo. Il permesso in questione è sostanzialmente riconosciuto per consentire al lavoratore di occuparsi di questioni per lui rilevanti quando non può chiedere un permesso di altro tipo. Quando cioè la questione rilevante non rientra in nessun altro caso per il quale esiste un permesso specifico.

Valutare se esistono motivi personali o familiari che giustifichino la richiesta del relativo permesso è rimesso al lavoratore stesso; la sua valutazione non è sindacabile da parte del datore di lavoro. Quest’ultimo infatti non può giudicare se i motivi addotti dal lavoratore siano importanti o meno; trattandosi di questioni personali o familiari soltanto il lavoratore direttamente interessato può giudicare quanto per lui siano importanti.

Il datore di lavoro non è però tenuto ad accogliere la richiesta di permesso per motivi personali o familiari del lavoratore. Nel decidere se concedere il permesso, il datore di lavoro può valutare a sua discrezione se l’assenza del lavoratore sia compatibile con l’ordinario svolgimento dell’attività lavorativa. Nel caso non la ritenga compatibile, può quindi negare il permesso. O, più facilmente, trovare un accomodamento col lavoratore, spostando ad esempio nel tempo il momento di godimento del permesso richiesto.

 

Il permesso per lutto

Il permesso per lutto può considerarsi un caso specifico di permesso per motivi personali e familiari. Si tratta dell’unico caso specificamente definito, perché riguarda un evento abbastanza oggettivo e facilmente riconoscibile. Proprio per la sua oggettività, il permesso per lutto è un permesso a se stante rispetto al generico permesso per motivi personali o familiari che abbraccia sostanzialmente una serie infinita di ipotesi. Ma proprio come il permesso per motivi personali e familiari, consente di assentarsi dal lavoro per 3 giorni, senza perdere la retribuzione.

Il permesso per lutto può essere richiesto per il decesso di un genitore, di un figlio, di un fratello o sorella, di un nonno e di un nipote in linea diretta (figlio del figlio). Non può invece essere chiesto per il decesso di uno zio, un cugino, un nipote non in linea diretta (figlio del fratello), un bisnonno, un suocero, un genero o una nuora. Nei casi in cui il lutto riguardi persona per la quale non vale lo specifico permesso, il lavoratore potrà comunque chiedere il generico permesso per motivi personali o familiari oppure un permesso non retribuito.

Il permesso per lutto va chiesto con la tempestività che l’evento in questione consente e va utilizzato entro 7 giorni dal verificarsi dell’evento stesso. In caso di ulteriore lutto mentre si sta già utilizzando il permesso non se ne può chiedere un altro né si può prorogare quello di cui già si beneficia. Si potrà invece chiedere un permesso per motivi personali o familiari da aggiungere al permesso per lutto oppure un permesso non retribuito.

Chi utilizza il permesso per lutto deve attestare l’evento luttuoso una volta rientrato a lavoro.

 

Il permesso non retribuito

Il lavoratore può sempre accordarsi col datore di lavoro per godere di un permesso non retribuito. Questa possibilità vale sempre, per qualsiasi ragione il lavoratore voglia o abbia bisogno di assentarsi dal lavoro. Non importa che si tratti di motivi personali o familiari o di altro, importa solo che il datore di lavoro sia d’accordo col lavoratore. Poiché deve esserci accordo, il datore di lavoro ha maggiori chances di condividere o respingere le ragioni addotte dal lavoratore. Di contro, la concessione di questo permesso è meno onerosa per il datore di lavoro: comporta sempre una rinuncia al lavoratore (per un tempo magari anche superiore ai 3 giorni, in base a come ci si accorda), ma l’assenza non è retribuita.

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