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Philip Fisher: “investite solo dove capite”

Investire solo su ciò che si capisce. Fisher seguiva questa regola e selezionava solo aziende manifatturiere perché ne comprendeva a pieno le caratteristiche. E attenzione a non diversificare troppo

di Manuela Tagliani

Un consiglio universale:"limitate la vostra analisi a settori che comprendete bene e in cui avete un vantaggio competitivo rispetto ad altri investitori".

Fisher (1907-2004) cercava aziende manifatturiere con tecnologia all'avanguardia, guidate da un management capace.

Non limitava la sua ricerca alle aziende di grandi dimensioni. Ma preferiva le aziende cicliche con una serie continua di dati misurabili e guidate da un team di gestione con esperienza.

Fisher consigliava agli investitori di fare attenzione quando investivano in aziende a bassa capitalizzazione con un buon potenziale di crescita. Paragonava l'investire nelle small cap al guidare un'automobile andando ad alta velocità: un guidatore potrebbe arrivare prima dove vuole arrivare, ma è necessario un più alto livello di allerta e di vigilanza o il guidatore rischia di non arrivare proprio. Suggeriva inoltre di prendere in considerazione un più ampio numero di aziende, quando si voleva investire su aziende di piccole dimensioni.

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Fisher sosteneva l'importanza di avere un certo livello di diversificazione, ma ritieneva che molti investitori avessero la tendenza ad avere un portafoglio fin troppo diversificato. È facile comprendere perché sia importante non mettere tutti i propri risparmi in un unico investimento. Ma anche suddividere troppo ha i suoi aspetti negativi, e si rischia di avere molti piccoli investimenti che non sono poi così interessanti e sono difficili da tenere sotto controllo. Sosteneva, scherzosamente, che la diversificazione fosse un concetto così popolare perché tanto semplice che qualsiasi operatore di base è in grado di capirlo.

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Fisher riteneva che le dimensioni e la qualità delle aziende inserite in portafoglio determinassero l'equilibrio ottimale tra il rischio e il rendimento. Le aziende più piccole e più rischiose richiedono più diversificazione. Un peso tra il 10 e il 20% del portafoglio per le azioni di una società grande e stabile potrebbe essere ottimale mentre con aziende più piccole e più rischiose un'esposizione del 5% è più appropriata. Ritieneva che ci fosse un numero limitato di aziende veramente eccellenti e quindi gli investitori dovessero limitare i propri investimenti alle opportunità migliori.

Fisher consigliava anche un limite massimo di 20 titoli in portafoglio; un portafoglio più diversificato è indice dell'insicurezza dell'investitore.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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