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L’approccio Contrarian (parte II)

Tutto e subito? Difficile, meglio non pensarci. Diffidare dei campioni di una partita sola. Attenzione alle prospettive di lungo periodo dell’azienda in cui si vuole investire, soprattutto. E al suo passato

di Marco Delugan

E’ proprio quando si tenta di prevedere l’andamento degli utili aziendali che la propensione a semplificare il quadro informativo, da cui discendono gli "errori" di cui abbiamo parlato all’articolo precedente, fa sentire maggiormente il suo peso.

Gli investitori che seguono un approccio Contrarian utilizzano misure e parametri tipici dell’analisi fondamentale, accanto a regole atte ad evitare gli errori di cui abbiamo parlato all’articolo “L’approccio Contrarian”, queste:

 

  1. non farsi influenzare dalle performance “straordinarie”;
  2. non affidarsi solamente ai dati relativi ad una situazione specifica, ma tener conto del passato e soprattutto di quello che di simile è accaduto in passato;
  3. cercare di capire le caratteristiche di lungo periodo delle azioni che si prendono in esame;
  4. non aspettarsi che la strategia di investimento che si adotta abbia un successo rapido.

Tra i parametri utilizzati nell’analisi fondamentale, come il rapporto p/e o il book value per azione, il più importante è certamente l’utile di esercizio. E’ proprio quando si tenta di prevedere l’andamento degli utili aziendali che la propensione a semplificare il quadro informativo, da cui discendono gli “errori” di cui abbiamo parlato all’articolo precedente, fa sentire maggiormente il suo peso.

Gli utili di una azienda sono difficilmente prevedibili, anche per orizzonti temporali inferiori all’anno. Senza conoscenze solide su cui fondare le scelte di investimento, la naturale tendenza a sovrapesare le informazioni a forte impatto emotivo (performance di breve periodo, rapida crescita o riduzione dei prezzi, notizie eclatanti, eccetera ...) si fa ancora più marcata.

Prevedibile è invece la reazione degli investitori all’andamento reale degli utili, e soprattutto agli errori di previsione degli stessi. Forti vendite e conseguente “crollo” delle quotazioni seguono di solito all’annuncio di utili inferiori alle attese, e il contrario – acquisti e veloce crescita della quotazione del titolo, quando gli utili sono superiori alle attese.

Su quest’ultima variabile, e cioè la reazione di solito eccessiva degli investitori, si fondano gli approcci Contrarian: evitare le azioni che la massa degli investitori sta seguendo, e concentrarsi su quelle che sta ignorando. Concentrarsi non vorrà dire acquistare a caso tra titoli che hanno la sola caratteristica di avere prezzi e rapporti p/e bassi, ma cercare le aziende di valore, che potranno farsi valere in futuro.

Marco Delugan
marcodelugam@soldionline.it


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