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Investire come Philip Fisher: trovare le azioni "bonanza"

Fisher iniziò nel mondo della finanza nel 1928 come "statistico" per una banca che sottoscriveva azioni di nuova emissione. La regola, a quel tempo, era investire con un alto effetto leva sull'emissione dei titoli senza alcuna analisi o conoscenza dell'azienda da parte dell'investitore

di Manuela Tagliani

Anche Fisher perse una somma considerevole nel crollo del 1929 investendo in pochi titoli che sembravano ancora a buon mercato a causa del loro basso rapporto prezzo/utile, sebbene la sua analisi di mercato li avesse identificati come altamente rischiosi e pronti per il più grande mercato orso dei 25 anni successivi.

Nei suoi scritti, Fisher riporta che dopo il crollo del 1929 la professione di statistico era andata fuori moda ed era stata sostituita dall'analista finanziario. Fisher fondò la sua società di consulenza all'inizio degli anni trenta seguendo la sua filosofia d'investimento: selezionare aziende molto coperte dalla ricerca con forti prospettive di crescita di lungo periodo e tenerle in portafoglio anche nei periodi di congiunture economiche sfavorevoli. Fisher privilegiava l'acquisto e il mantenimento in portafoglio di aziende che erano ben posizionate per una crescita di lungo periodo nel fatturato e nei profitti. Il posizionamento poteva essere determinato al meglio esaminando fattori che sono difficili da misurare attraverso gli indici di bilancio e altre formule matematiche: la qualità del management, il potenziale di crescita futura per il fatturato e lo scenario competitivo.

È possibile leggere la filosofia d'investimento di Fisher e i suoi sviluppi nei suoi scritti "Common Stocks and Uncommon Profits" pubblicato alla fine degli anni cinquanta, "Conservative investors sleep well" pubblicato alla metà degli anni settanta e "Developing an Investment philosophy" pubblicato all'inizio degli anni ottanta. Questi libri sono stati utilizzati per scrivere questi articoli sulla figura e sulla strategia di Philip A. Fisher.

Identificare azioni orientate alla crescita

Molto del materiale che si trova nei libri di Fisher si occupa dell'aspetto qualitativo della selezione delle azioni. Fisher ammette di basarsi sulle raccomandazioni di consulenti all'investimento di rispetto, per i quattro quinti del lavoro di creazione di una lista di candidati interessanti (l'ultimo quinto è dato dai pettegolezzi del settore). Questa lista preliminare doveva poi essere seguita da una ricerca approfondita. Fortunatamente gli scritti di Fisher forniscono sufficienti dettagli per definire alcuni filtri di base per trovare le azioni in crescita che dovranno poi essere analizzate più nello specifico.

Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com


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