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Benjamin Graham e i pericoli dell’analista finanziario

Inadeguatezza dei dati, incertezza del futuro, irrazionale comportamento del mercato

di Gianluca Marzoli
Nei suoi studi, Benjamin Graham ha sempre cercato di individuare le metodologie più razionali e logiche per analizzare correttamente i titoli ed effettuare quindi la corretta scelta delle azioni da mettere in portafoglio.

Per questo motivo le analisi basate su concetti innovativi per l’epoca come Valore intrinseco e Margine di sicurezza sono centrali nella strategia di investimento di Graham. Questi argomenti verranno sviluppati in altre occasioni.

Come seguito naturale al precedente articolo Le sette regole d’oro di Benjamin Graham mi sembra opportuno elencare quelli che Graham ritiene siano i principali ostacoli al successo del lavoro dell’analista.

I tre pericoli principali individuati da Graham sono:
  1. inadeguatezza o scorrettezza dei dati;
  2. incertezza del futuro;
  3. irrazionale comportamento del mercato.

Inadeguatezza o scorrettezza dei dati
Dei tre problemi, questo è ritenuto il meno importante. Infatti grazie alle nuove regolamentazioni del New York Stock Exchange e al controllo della SEC, la deliberata e volontaria manipolazione dei dati si è fatta sempre più infrequente (Graham non poteva certo prevedere i casi Enron e Wordcom). E comunque l’analista scaltro ed esperto dovrebbe riuscire a riconoscere quando ci sono dei casi palesi, e disdegnare le società con management discutibile.

Incertezza del futuro
È evidente come l’intuizione dei cambiamenti futuri sia la parte più imprevedibile del lavoro dell’analista. Una ineccepibile conclusione garantita da dati analitici può essere viziata anche in maniera sostanziale dagli sviluppi futuri.

Quindi bisogna considerare che l’analisi dei dati passati e dei dati presenti, pur essendo di notevole validità ed utilità, non è una certezza per le proiezioni nel futuro.
Più si ritiene valida questa affermazione, e meno importante sarà considerato il lavoro dell’analista. Inoltre le sue relazioni saranno tanto più importanti quanto più il momento di mercato sarà in condizioni di relativa normalità.

Tutto questo discorso per precisare che un margine di errore esiste sempre, per cui è meglio mantenere una certa diversificazione perché non tutte le azioni selezionate possono performare come sperato.

Irrazionale comportamento del mercato
Il terzo handicap dell’analista è il mercato in se stesso. In un certo senso, il futuro ed il mercato presentano lo stesso tipo di difficoltà. Entrambi non possono essere previsti dall’analista, ed entrambi possono talvolta vanificarne il lavoro.

È per questo motivo che l’analista deve effettuare il suo lavoro giudicando “a mente fredda” se ad un determinato prezzo, il titolo sotto esame si trovi sopravvalutato o sottovalutato.

Ci sono due ipotesi sulle quali si basa il lavoro dell’analista e di tutta la strategia “value”: (1) i prezzi di mercato sono spesso fuori linea rispetto al valore reale delle azioni e (2) nel tempo il mercato tende a correggere questi errori riportando tali titoli verso la loro reale ragionevole valutazione.

Per quanto riguarda la prima affermazione, Graham ne ritiene assolutamente provata la correttezza (è la base di tutto il suo pensiero), anche se in qualche teoria si è vaneggiato la presunta costanza di infallibilità del mercato.

Il problema sta nella seconda affermazione, in quanto il tempo necessario al mercato per allineare il prezzo al valore reale potrebbe essere anche molto lungo, e nel frattempo potrebbero mutare le condizioni rendendo inadeguata la prima valutazione. Quindi il pericolo sta nel caso in cui il mercato, per negligenza o per pregiudizio, mantenga a lungo l’eventuale sottovalutazione del titolo selezionato.

Per evitare il pericolo, l’analista dovrà in parte concentrarsi su quei titoli sufficientemente seguiti, che quindi permettano un rapido allineamento ai reali valori, e in parte dovrà evitare periodi e situazioni anomale di mercato.

Gianluca Marzoli


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