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Benjamin Graham: come valutare i titoli azionari

Criteri di scelta per investitori che non amano rischiare

di Manuela Tagliani
Benjamin Graham suggerisce agli investitori prudenziali di comprare azioni vendendo a prezzi che siano ragionevolmente vicini al loro valore di prezzo/patrimonio netto (attività totali escluse le attività immateriali, come per esempio l'avviamento commerciale e i brevetti, meno le passività totali) e che non siano superiori a un quarto rispetto a quel dato.

Questo criterio, da solo, non indica un investimento sano. La società dovrebbe essere in una posizione finanziaria forte con la prospettiva che i suoi utili siano almeno costanti nel corso degli anni, e le sue azioni vengano valutate a un rapporto prezzo/utile soddisfacente.

Ne "The intelligent investor" Graham delinea le caratteristiche che gli investitori difensivi dovrebbero cercare: 
  1. dimensione adeguata: escludere le piccole aziende con meno di 100 milioni di dollari di fatturato per le società industriali e 50 milioni di dollari di fatturato totale per le utilities. Graham specificò questi livelli nel 1972, più di trent'anni fa. Naturalmente le società sono cresciute; partendo da un tasso di crescita annuale del 5%, questi dati devono tradursi in fatturati che valgono oggi almeno 340 milioni di dollari per le società industriali e fatturati da 170 milioni di dollari per le utilities;
  2. forte situazione finanziaria: per le società industriali le attività correnti (liquidità, conti attivi e magazzino), dovrebbero essere almeno due volte le passività correnti (capitale circolante o attività correnti, meno le passività correnti); per le utilities il debito non dovrebbe essere maggiore di due volte i mezzi propri (le attività totali meno le passività totali);
  3. stabilità degli utili: utili positivi negli ultimi cinque anni;
  4. dividendi pagati ininterrottamente per almeno gli ultimi 20 anni;
  5. crescita degli utili: aumento minimo di almeno un terzo degli utili per azione negli ultimi 10 anni (un tasso di crescita annuale medio del 2,9% nell'arco di 10 anni);
  6. rapporto prezzo utile contenuto: il prezzo corrente non dovrebbe essere più alto di 15 volte rispetto agli utili medi degli ultimi tre anni;
  7. rapporto prezzo/patrimonio netto contenuto: il prezzo corrente non dovrebbe essere superiore a una volta e ½ all'ultimo prezzo/patrimonio netto che risulta da bilancio.

Graham nota che un rapporto p/e inferiore a 15 potrebbe giustificare un rapporto prezzo/patrimonio netto più alto. Come regola generica propone che il prodotto di due non debba superare la soglia di 22,5. Per esempio un'azione venduta a 2,25 volte il patrimonio netto potrebbe essere giustificata se dovesse vendere a 10 volte gli utili (10 x 2,25 = 22,5).

Graham considera le utilities come particolarmente interessanti per gli investitori difensivi, e questo spiega perché preveda criteri specifici per questo tipo di società.

Sicuramente Graham intende allontanare gli investitori difensivi dalle azioni in "crescita", che vede come rischiose e come passibili di sopravalutazione da parte del mercato.

Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com



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