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Valutare un'azione, monitorarla e venderla

Nella strategia di Buffett identificare una società che si vuole possedere è solo il primo passo. Il passo successivo è quello di determinare se il prezzo di acquisto è ragionevole

di Manuela Tagliani

Buffett usa diversi metodi per valutare il prezzo dell'azione, incluse sofisticate e dettagliate analisi delle varie operazioni di una società. 

Il primo metodo è quello di analizzare l'indice iniziale di rendimento e il suo valore rispetto ai titoli di stato, prendendo il dato relativo all'utile per azione per ogni anno e dividendolo per il tasso d'interesse nel lungo periodo dei titoli di stato.

Per esempio nel 1994 Buffett cominciò a comprare azioni della Gannett Corp., una holding di quotidiani. In quell'anno gli utili per azione erano stimati del $3,20 all'anno, i titoli di stato avevano un rendimento del 7%. Dividendo $3,20 per 7% si ottiene un valore relativo di $45,71 per azione. In altre parole se si pagassero $45,71 per la Gannett si avrebbe un rendimento iniziale pari a quello dei titoli di stato. Se si pagasse un prezzo più alto si otterrebbe un rendimento iniziale inferiore di quello dei titoli di stato - infatti se si pagassero $50 il rendimento iniziale sarebbe $3,20/$50, o 6,4%. Tuttavia gli utili per azione crescono ogni anno quindi anche il rendimento iniziale crescerebbe. Preferireste investire $45,71 in titoli di stato e guadagnare uno statico 7% o preferireste investire la stessa cifra in azioni e ottenere un utile iniziale del 7% ma una rendita maggiore negli anni successivi, basata su un incremento dell'utile per azione?

Un altro metodo utilizzato da Buffett è quello di proiettare l'indice composto di rendimento basato sugli incrementi storici degli utili per azione.

Per esempio l'utile per azione alla Gannett era cresciuto a un indice annuale composto di rendimento di 8,6% nei dieci anni precedenti all'acquisto di Buffett. Se l'utile per azione di $3,20 del 1994 fosse cresciuto ogni anno, per i dieci anni consecutivi, a un tasso annuale corrispondente a quello storico, gli utili per azione del decimo anno sarebbero stati di $7.30.

Questi utili per azione stimati possono essere moltiplicati per il rapporto medio alto e medio basso del p/e per azioni nell'arco degli ultimi dieci anni per fornire una stima di variazione di prezzo nel decimo anno.

Se gli utili vengono ridistribuiti bisogna aggiungere ai prezzi del decimo anno anche una stima dell'importo dei dividendi pagato nel corso dei dieci anni.

Una volta stabiliti i prezzi futuri si devono determinare gli indici di rendimento nell'arco dei dieci anni successivi basandosi sul prezzo corrente di vendita dell'azione. Buffett richiede un rendimento di almeno il 15%.

Buffett si avvantaggia dei "buoni affari"; per esempio quando un mercato orso guida i prezzi verso il basso o se una visione sfavorevole del mercato nel breve periodo fa sì che il prezzo di un'azione scenda. Tuttavia la sua valutazione focalizza l'attenzione sulla crescita dell'utile e non è contrario all'acquisto di azioni a una valutazione più alta se è sicuro dell'espansione degli utili.

Monitorare le azioni e quando vendere

Buffett non favorisce una grande diversificazione, dato che è difficile analizzare e capire a sufficienza un numero elevato di società. Inoltre non diversifica il portafoglio basandosi sulla scelta dei settori; in realtà la sua scelta di evitare le aziende commodity based porta all'esclusione di certi gruppi. Invece il metodo di Buffett per controllare il rischio all'interno del portafoglio prevede alcuni punti fondamentali:

  1. essere sicuri che l'investimento è stato fatto in società in espansione;
  2. capire accuratamente e analizzare la natura delle società;
  3. essere sicuri di pagare un prezzo ragionevole per le azioni.
Buffett è anche un investitore a lungo termine, e alcune delle società che ha scelto sono rimaste nel portafoglio per oltre 20 anni.

Mentre la sua guida, Benjamin Graham, favorisce una vendita quando il prezzo dell'azione raggiunge il suo valore intrinseco, Buffett continua a mantenerla fino a quando le potenzialità di crescita della società saranno migliori rispetto a investimenti alternativi.

Secondo Buffett non si deve assolutamente vendere se sono state comprate le azioni di una società eccellente che sta crescendo in modo consistente e che ha un management di qualità che opera nell'interesse degli azionisti. Se queste circostanze cambiassero - la natura della società o la sua gestione, allora Buffett venderebbe. Oppure venderebbe se un investimento alternativo offrisse un miglior rendimento.

Manuela Tagliani
manuela.tagliani@gmail.com


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