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Valore e crescita a un prezzo ragionevole

Come decidere se acquistare o vendere un’azione secondo Ralph Wanger

di Manuela Tagliani
Quando si determina se un investimento rappresenta un acquisto interessante, è importante separare l'azienda dal titolo. Sebbene Ralph Wanger cerchi aziende sane, le considererà solo se hanno un prezzo ragionevole al momento dell'acquisto.

Perciò analizza il valore fondamentale dell'azione comprandola solo se è a buon prezzo.

"La ragionevolezza" di un prezzo può essere misurata in due modi: il prezzo dell'azione in relazione al costo di sostituzione dell'azienda e le prospettive di crescita degli utili dell'azione. Il valore delle attività di un'azienda è diverso dal patrimonio netto. Si riferisce al valore reale di mercato e prende in considerazione le passività di breve e di lungo periodo oltre agli immateriali.

Esaminando le prospettive di crescita di un'azienda, Wanger sottolinea che esistono diversi metodi di valutazione che includono il rapporto prezzo/utile, il rapporto prezzo/fatturato e prezzo/flusso di cassa. Altri fattori per selezionare le azioni sono il paragone del rapporto prezzo utile corrente con la sua media storica o addirittura con la media di settore. Si possono cercare bassi valori per queste medie e cercare di scoprire perché la società è scambiata a un prezzo inferiore a quello reale.

Tuttavia, quando si guardano i rapporti prezzo/utile le azioni con un basso rapporto p/e diventano spesso anche azioni con un rapporto prezzo/utile ancora più basso, mentre le azioni in crescita con altri p/e possono diventare azioni con rapporti prezzo/utile medi non appena cattive notizie vengono pubblicate. La chiave è di comprare azioni in crescita a prezzi ragionevoli.

Il rapporto prezzo/utile (prezzo dell'azione diviso per gli utili per azione negli ultimi 12 mesi) rappresenta le aspettative di mercato sul potenziale degli utili futuri di un'azienda. Tipicamente le aziende con un potenziale di crescita più elevato registrano rapporti più elevati perché gli investitori sono disposti a pagare un multiplo più alto degli utili futuri per la prospettiva di avere utili più elevati. Le azioni, con prospettive più basse o che più difficilmente avranno utili futuri, di solito registrano rapporti p/e inferiori. Gli investitori orientati al valore cercano azioni con rapporti p/e bassi perché ritengono che il mercato stia trascurando il potenziale di crescita di quelle azioni o stia reagendo in maniera esagerata alle cattive notizie. Le selezioni più semplici per le azioni con un basso rapporto prezzo/utile devono essere esaminate attentamente per essere sicuri che le aziende scelte abbiano prospettive che possono essere anticipate dal mercato.

Il rapporto prezzo-utile/crescita degli utili è uno strumento di valutazione che eguaglia i presupposti insiti nel rapporto prezzo-utile/crescita reale degli utili dell'azienda. Le aziende con rapporti prezzo/utili uguali al tasso di crescita degli utili (rapporto = 1) sono considerate ben valutate.

Quando il rapporto prezzo utile è superiore al tasso di crescita degli utili (rapporto > 1) l'azione è considerata sopravvalutata mentre un rapporto inferiore il tasso di crescita (rapporto < 1) potrebbe indicare un titolo trascurato dal mercato.

Tuttavia, questo tipo di valutazione non esime l'investitore da uno studio attento delle prospettive di crescita.

La sua forza sta nella capacità di paragonare la crescita ai livelli di valutazione.

Manuela Tagliani



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