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Due short story (molto short) sull’investimento finanziario

Il mercato azionario è come un cane a passeggio col padrone, e l’investimento è un gioco da giocare il meno possibile. Questa la morale delle due piccole storie raccontate da Morgan Housel.

di Marco Delugan 17 mag 2016 ore 10:39

Morgan Housel di The Motley Fool ha raccontato in un suo recente articolo due brevissime storie sull’investimento finanziario. Due piccole storie educative per spiegare come si comportanto i mercati e quale dovrebbe essere l’approccio per poterli navigare con successo.

La prima è di Ralph Wanger, uno dei più famosi investitori della storia di Wall Street, l’altra nasce da una chiacchierata tra Housel e David Gardner, uno dei fondatori di The Motley Fool.

Qui sotto una traduzione/sintesi dell’articolo di Housel.

COME UN CANE PORTATO A PASSEGGIO
cane-a-passeggioRalph Wanger è nato nel 1933, in un giorno tra i peggiori della grande depressione. E’ diventato un grande investitore, ma anche un grande scrittore di cose finanziarie, condividendo intelligenza e saggezza nelle sue lettere trimestrali agli investitori.

In una di queste lettere ha paragonato il mercato azionario a un uomo che cammina con il suo cane per le strade di New York. Da anni l’uomo fa sempre lo stesso giro, da Columbus Circus, passando per Central Park, e arrivare al Metropolitan Museum of Art.

Il cane ha molta energia e non cammina mai in linea retta. Salta da una direzione all’altra in maniera apparentemente casuale, si ferma ad annusare le foglie, abbaia ad altri cani, e salta addosso ai passanti senza alcun motivo, come fanno di solito i cani.

Non vi è alcun modo di prevedere cosa farà il cane o quale direzione prenderà. Ma sappiamo che andrà per circa tre miglia verso nord est, e poi prenderà verso il museo, dove probabilmente si fermerà. Perché è lì che il proprietario lo sta portando, e dove lo ha sempre portato da quando è il suo cane.

“Quello che stupisce,” ha detto Wenger, “è che quasi tutti gli investitori, grandi o piccoli che siano, guardano continuamente il cane, e mai il padrone.”

Mentre navigate nella vita come investitori, date più attenzione al padrone (l’azienda) che al cane (il mercato).

UN GIOCO DA GIOCARE IL MENO POSSIBILE
La seconda storia riguarda una conversazione che ho avuto giorni fa con David Gardner, co-fondatore di The Motley Fool.

Dire che David ama i giochi, è un eufemismo. Ne possiede 756, da tavolo. Se qualcuno tenesse traccia di queste cose, credo sarebbe un record assoluto.

Un giorno ho trovato David che giocava con un vecchio video game, e gli ho chiesto quali preferisse, se i video game o i giochi da tavolo. Mi ha risposto che non era sicuro della risposta. Così gli ho fatto un’altra domanda, un po’ come battuta, che ha però suscitato una risposta interessante.

Cosa sceglieresti tra: ritirarti da un gioco da tavolo, da un video game o dalla gestione di un portafoglio azionario?

Dalla gestione di un portafoglio azionario, ha risposto David senza esitare.

Mi ha sorpreso. La passione di David per l’investimento è parte di quello che fonda la nostra azienda.

Poi mi ha spiegato così il senso della sua risposta.

I giochi sono fatti per giocarci.

Ma un buon portafoglio può prosperare per decenni anche con un intervento minimo. Un paniere di titoli non è un gioco da tavolo fatto appunto per giocare. E 'qualcosa che dovrebbe essere in grado di andare avanti da solo. Dopo un’analisi e uno stanziamento adeguato, se il lavoro è stato fatto bene non è necessario un monitoraggio quotidiano.

Quello che David voleva dire, era che avrebbe potuto essere felice senza toccare più i suoi investimenti, perché il suo portafoglio attuale è vasto e ben diversificato su aziende che considera ben posizionate per rialzi futuri.

Probabilmente non lo farà, perché continuerà a cercare aziende da aggiungere al suo portafoglio. Il punto, a suo parere, è che il gioco di investire è spesso vinto dall'investitore la cui strategia è quella di giocare il meno possibile - letteralmente l'opposto di un gioco da tavolo.

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