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La politica dei dividendi: i diversi approcci

Il dividendo è tipicamente una parte dell’utile realizzato, ma in alcuni casi può essere distribuito anche in periodi nei quali la società non ha prodotto utili

di Valter Buffo 30 set 2019 ore 10:49

dividendi-2018Chiudiamo il capitolo del nostro corso dedicato alle azioni con una puntata dedicata ai dividendi, che sono la forma di partecipazione ai risultati societari che spetta ai detentori delle azioni di una società. Il dividendo è tipicamente una parte dell’utile realizzato, ma in alcuni casi può essere distribuito anche in periodi nei quali la società non ha prodotto utili, se in precedenza il consiglio di amministrazione aveva effettuato gli opportuni accantonamenti: l’importo del dividendo, pertanto, è legato ai risultati della società ma non con un rapporto meccanico.

Ed è per questo che si parla di “politica dei dividendi”: perché è il consiglio della società a decidere l’importo di questa remunerazione agli azionisti, sulla base di una valutazione che comprende anche le altre forme di remunerazione agli azionisti, ed in particolare l’apprezzamento del titolo se la società è quotata e le eventuali operazioni di buyback delle quali vi abbiamo detto alla sezione precedente. Si possono definire quattro categorie di “politica dei dividendi” e precisamente:

  1. il dividendo residuale, quando la società sceglie di distribuire per intero il margine di utile che viene realizzato;
  2. il dividendo stabile, ovvero una politica che punta alla distribuzione di un dividendo più o meno costante ed indipendente dall’andamento del business della società;
  3. il dividendo progressivo, che punta a fare crescere in modo regolare l’importo del dividendo distribuito, utilizzando come riferimento la previsione di lungo termine per l’utile della società;
  4. il dividendo percentuale, che è quello che si determina come percentuale dell’utile realizzato dalla società.

 

Nella scelta degli investitori, il dividendo ovviamente gioca un ruolo importante, in quanto, come già detto, parte della remunerazione: in questo senso, commentatori ed analisti hanno anche individuato una categoria di azioni, chiamate “dividend stocks”, caratterizzate da un flusso di dividendi stabile nel tempo. Va detto, inoltre, che il “dividend yield” (ovvero il rapporto percentuale tra rendimento e presso dell’azione) viene frequentemente utilizzato come criterio di valutazione: un criterio che ha assunto una crescente importanza dopo la Grande Crisi Finanziaria 2007-2009, in ragione del fatto che i tassi ufficiali di interesse sono stati schiacciati su livelli molto bassi, vicini allo zero ed anche al di sotto dello zero. Un fatto che, ovviamente, risulta favorevole alle azioni se come criterio di valutazione relativa si utilizza il “dividend yield”.

Deve però essere sottolineato il fatto che il dividendo non è la sola componente del rendimento di un investimento in azioni, e che altre componenti, ed in particolare l’oscillazione del prezzo di borsa per le azioni quotate, hanno una maggiore incidenza. Va inoltre tenuto presente il fatto che le Società dichiarano al pubblico la loro “politica dei dividendi” ma sono al tempo stesso libere di modificarla, in conseguenza all’andamento del business tipico della società stessa.

Dividend policies help provide some clarity about shareholder returns, but they should not be taken as gospel. Although many stocks try their upmost to deliver what they have promised it is not uncommon for companies to rebase their dividend or abandon it altogether if it has become unsustainable after several years of hardship. For many, a less generous but more reliable dividend is the more responsible option.   Companies adopt various types of dividend policies, some of which are more suitable for certain industries than others. The type of policy it installs also says a lot about a company’s confidence and focus. Committing to a progressive payout is a bullish sign that earnings will grow over forthcoming years. Regular or residual policies are considered more prudent and sensible choices, while stable policies are geared toward long-term growth and provide upside to payouts while limiting the downside.   (Fabozzi, 2006)

 

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A cura di recce-d.com

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