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7 cose da considerare prima di comprare la vostra prima azione (ma valgono sempre)

Una checklist che vi aiuta a scegliere su cosa investire. Per chi inizia, ma anche per tutti gli altri, che non si sa mai. E, cosa anche più importante, se lo stock picking fa davvero per voi.

di Marco Delugan 13 mag 2016 ore 10:24

Avete deciso di investire in borsa, e in particolare avete scelto di investire in azioni. Sapete che i mercati finanziari non sono la cosa più facile da affrontare, ma che possono dare soddisfazioni. Meglio essere prudenti, comunque. E se volete iniziare con prudenza, seguite la checklist che trovate qui sotto. Vi farà evitare molti errori. E soprattutto vi farà capire se lo stock picking – la selezione attiva dei titoli su cui investire - fa veramente al caso vostro o se è meglio passare ad altre strategie.

La checklist è stata redatta da Selena Maranjian di The Motley Fool.

1 – State investendo soldi di cui non avrete bisogno a breve?

investire-in-azioniI mercati azionari nel lungo periodo crescono sempre, ma l’andamento non è esattamente lineare. Se pensate davvero di investire in azioni, dovete prepararvi a vederle salire e scendere con le alterne fortune delle aziende che le hanno emesse. Ma anche senza un motivo particolare, magari solo perché il mercato si muove così, o perché l’economia in generale o la politica o quant’altro può influire sul loro andamento le fa andare come stanno andando.

Investire in azioni significa accettarne la volatilità.

E quindi non investite in azioni soldi di cui potreste avere bisogno in breve tempo. O meglio, per essere ancora più prudenti, nei prossimi 10 anni. Potreste trovarvi un capitale che ha perso valore proprio nel momento del bisogno.

Siate certi di poter sopportare emotivamente le inevitabili flessioni dei titoli che acquisterete. Il panico può danneggiare molto l’attività di investimento, e spingere a vendere azioni che, se tenute, avrebbero magari reso bene sulla lunga durata.

2 – Capite davvero l’attività dell’azienda di cui acquistate le azioni?

Una delle cose difficili da fare se si vuole investire in azioni è capire bene l’azienda di cui volete acquistare il titolo azionario. Non è abbastanza sapere, ad esempio, che l’azienda vende libri. Lo fa attraverso negozi reali, con tanto di muri, scaffali e personale? Oppure lo fa attraverso internet? I due modelli possono generare fatturati e margini di profitto molto diversi.

Una buona parte del successo di Warren Buffett dipende dal fatto che evita le aziende di cui non capisce il modello di business e di cui non riesce a prevedere le fortune nei prossimi 5 o 10 anni. E tutti noi dovremmo fare lo stesso.

3 – E’ davvero una buona azienda?

Molti investitori utilizzano per decidere cosa acquistare e cosa vendere l’analisi tecnica, gli indicatori di mercato, e le prospettive di breve periodo di un titolo. Come risultato, perdono spesso di vista se l’azienda sia davvero una buona azienda su cui investire. E a volte devono imparare dal mercato (che non sempre è gentile) che metriche, opinione pubblica, e fluttuazioni di breve periodo non bastano a fare di un titolo un buon investimento.

Ma cos’è una buona azienda? E’ un’azienda che realizza una combinazione dei seguenti fattori: un forte vantaggio competitivo, fatturato e profitti in crescita, un buon flusso di cassa, pochi - meglio se nessuno – debiti, buoni margini (idealmente in crescita) di profitto, ottime prospettive di crescita, e un management onesto e di talento.

4 – La valutazione del titolo è interessante?

Altro elemento importante da considerare è la valutazione del titolo, e cioè se sia interessante o meno. Se il titolo fosse sopravvalutato, infatti, ci sarebbero buone probabilità che col tempo ritorni verso il suo valore intrinseco, e quindi che la quotazione scenda.

Capire quale sia il vero valore di un titolo non è facile.

Gli analisti di borsa impiegano formule complicate e fogli di calcolo per produrre le loro valutazioni, che sono sempre e comunque una diversa dall’altra. È possibile avere un'idea approssimativa della valutazione di un titolo confrontando il rapporto prezzo-utili (P/E) del momento alla sua media storica o al P/E di aziende simili. O mettendolo a confronto con il tasso di crescita: le aziende che crescono più rapidamente sono in grado di supportare rapporti P/E più alti.

LEGGI ANCHE: Come calcolare il rapporto p/e

5 – Rimarrete aggiornati sui destini dell’azienda?

Un altro fattore chiave per scegliere un titolo azionario è quello di essere sicuri di poter seguire gli sviluppi dell’azienda leggendone le notizie più importanti, i bilanci e le relazioni trimestrali. Se non se ne ha il tempo o l’interesse, allora è meglio non investire. Interessarsi ai destini dell’azienda è importante perché permette di capire se il valore della stessa e delle sue prospettive cambiano nel tempo, magari peggiorando e rendendo così opportuna la vendita del titolo. E’ sempre meglio rivalutare periodicamente una azienda e decidere se valga ancora la pena di tenerla in portafoglio.

6 – State investendo una somma ragionevole?

Una volta che siete pronti ad acquistare è bene essere sicuri di voler dedicare al titolo che avete scelto una somma ragionevole. E’ sempre meglio non investire tutto quello che si può investire in un titolo solo, perché anche le grandi aziende cadono in disgrazia, a volte senza riuscire a rialzarsi più. E’ anche vero che se si investe troppo poco su ogni titolo, si potrà sperare solo in guadagni altrettanto piccoli, anche se l’investimento potrà venire accresciuto in seguito.

7 – Avete un conto titoli?

Una cosa fondamentale: avete un conto titoli? Se non lo avete, ci sono molte opportunità on-line di aprirne uno con costi bassi o nulli. Analizzate le diverse opportunità – on line e off line - e scegliete quella che più fa per voi. Per la maggior parte di noi, però, un buon broker online è l'opzione più semplice.

Cosa fare se non avete passato l’esame (di questa lista)

Se si soddisfano solo pochi dei criteri di questo elenco, è probabile che il momento di investire in azioni non sia ancora arrivato. Per chi volesse comunque dedicarsi al mercato azionario, ci sono alternative interessanti, come i fondi indice. Fondi, cioè, che investono su tutto il mercato e in mercati diversi, nazionali o anche internazionali e ne replicano l’andamento. Questa scelta non deve essere considerata una forma di resa. Si tratta invece di un approccio del tutto sensato che spesso ottiene risultati migliori di quelli di molti gestori.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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