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CET1, cos’è il valore che esprime la solidità di una banca

Ci sono degli indicatori di bilancio che in modo sintetico ed immediato esprimono la solidità di un istituto bancario. Il più importante di essi è sicuramente il CET1

di Mauro Introzzi 14 nov 2018 ore 11:33

banca_16Tra i molti termini tecnici - inglesismi e acronimi soprattutto - che periodicamente balzano agli onori delle cronache ci sono anche quelli relativi alla patrimonializzazione delle banche. Forse non tutti lo sanno, ma ci sono degli indicatori di bilancio che in modo sintetico ed immediato esprimono la solidità di un istituto bancario.

Il più importante di essi è sicuramente il CET1. Diffuso dalle banche stesse ad ogni appuntamento con conti trimestrali, semestrali e annuali è anche valutato da organismi sovrani, come la vigilanza della BCE o l’EBA, l’autorità bancaria europea, per determinare la robustezza del patrimonio di un istituto bancario.

 

CET1, IL COMMON EQUITY TIER 1 DELLE BANCHE

Ma cos’è il CET1? Innanzitutto va esploso l’acronimo: CET1 sta per Common Equity Tier 1. Per calcolarlo si parte dal Tier 1, ossia dalla componente primaria di capitale di un istituto bancario. Chiamato anche patrimonio di base di un istituto, il Tier 1 capital è formato dal capitale versato, dalle riserve e dagli utili non distribuiti. Non vanno computate in questa categoria di capitale le azioni proprie in portafoglio, l’avviamento, tutte le immobilizzazioni immateriali e le perdite di bilancio, pregresse e in corso. In altre parole nell’aggregati ci vanno quelle componenti di capitale che possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano.

Per calcolare il Common Equity Tier 1 va rapportato il Tier 1 con gli impieghi ponderati per il rischio, ossia le attività della banca incorporando il rischio implicito degli impieghi stessi. In questo rapporto, quindi, sono ricompresi gli effetti negativi che possono essere generati da crediti deteriorati, ossia esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, inadempienze probabili e sofferenze.

 

CET1, DOVE TROVARLO

Ma dove è possibile trovare il valore di CET1 di una determinata banca? Per gli istituti di credito quotati nulla di più semplice: basta consultare l’ultimo report di bilancio – annuale, semestrale o trimestrale. Dopo la parte relativa ai conti economici (come il margine di intermediazioni o l’utile) e quella sugli aggregati patrimoniali (come impieghi o crediti deteriorati) i report delle banche riportano espressamente i valori di CET1 a fine periodo e lo confrontano con il periodo precedente.

 

CET1, DIFFERENZA TRA TRANSITIONAL E FULLY LOADED

Capita spesso di leggere, nei report dei risultati delle banche, due tipologie di CET1, quella "transitional" (o "phase-in") e quella "fully loaded". Perché questa dicotomia? In questi anni le normative cui devono sottostare le banche sono profondamente cambiate con l'impianto di regole che ha preso il nome di accordi di Basilea, per cui siamo alla terza versione (la cosiddetta Basilea 3). Lo scenario continua ad essere in evoluzione e, nonostante le regole sui capitali minimi siano già in vigore, alcuni altri principi di calcolo del capitale primario andranno a regime nei prossimi anni.

Ecco il motivo di 2 versioni del CET1. Quella "transitional" (o "phase-in") include anche strumenti finanziari che non saranno più ammessi a regime, quella "fully loaded" incorpora nel calcolo le regole come previste a regime.

 

CET1, PIÙ ALTO È... MEGLIO È

Qual è un livello desiderabile di CET1? Difficile dirlo a priori. In generale vale la regola che maggiore è il CET1 migliore è la solidità della banca. Fino a qualche anno fa valori superiori al 7-8% potevano essere considerati come minimi per una certa solidità. Negli ultimi anni, dopo l’opera di rafforzamento patrimoniali compiuta dagli istituti di credito, si incontrano molto frequentemente valori ben superiori al 10%, nell’ordine di 12%-13%.
Va detto infine che le banche maggiormente attive nel comparto del risparmio gestito possono vantare valori di CET1 molto elevati.

Al di là del valore assoluto, però, il ratio va valutato in termini dinamici: in altri termini se cresce o cala rispetto al periodo precedente.

 

CET1, IL RATIO USATO PER GLI STRESS TEST

Il CET1 viene utilizzato anche in sedi istituzionali per compiere analisi sulla robustezza di un istituto o gruppi di essi. È il parametro utilizzato dall’EBA per gli stress test, una simulazione che serve a valutare la resilienza di una banca a un set di shock avversi. Ed è definito dalla vigilanza della BCE a seguito degli SREP, ossia il Supervisory Review and Evaluation Process, ossia quel processo di revisione e valutazione prudenziale condotta su capitale, liquidità, governance e modello di business delle banche volta a verificare che gli istituti abbiano tutti i presìdi di natura patrimoniale e organizzativa per far fronte ai rischi assunti nell’esercizio del loro business.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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