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Le Banche Centrali: perché sono spesso criticate

La scelta delle banche centrali di adottare politiche mai adottate prima nella loro storia, e per questa ragione definite “non convenzionali” ha esposto le medesime a una serie di critiche

di Valter Buffo 22 nov 2019 ore 11:18

banca2_5Chiuderemo con questa guida il nostro capitolo sulle banche centrali, un capitolo nel quale abbiamo offerto al lettore spunti ed informazioni che favoriscono una lettura critica di ciò che sono e fanno le banche centrali (Le Banche Centrali: cosa fanno?): abituati come tutti siamo a una certa retorica che si potrebbe definire buonista, o agiografica, oppure super-omistica, potremmo lasciarci attirare dall’idea di una banca centrale che non sbaglia mai, che ne sa sempre più di tutti, e che agisce esclusivamente nell’interesse di tutti.

Nulla di più falso, come ci dimostrano secoli di esperienza: la banca centrale è nulla altro che un ente pubblico, nel quale operano e decidono uomini in carne ed ossa con pregi, difetti e molti limiti, uomini sottoposti a pressioni esterne forti e di natura politica. La banca centrale nasce per un impulso che arriva dalla politica, ha un mandato, una missione ed un regolamento che sono stati decisi dalla politica.

La visione idealizzata delle banche centrali si è rafforzata nella parte finale dello scorso millennio,  quando per un certo periodo (decenni) si diffuse una cultura della “indipendenza”: le banche centrali, a parere di più o meno tutti, dovevano mantenere e preservare l’indipendenza dal potere politico. Le banche centrali si erano guadagnate questo minore grado di controllo avendo “salvato” il pianeta dal morbo dell’inflazione, che dominava negli anni ottanta, come abbiamo in sintesi detto nella guida precedente a questa (Le Banche Centrali: la moneta ed i prezzi).

Attention turned to the idea of delegating monetary policy to independent central banks with a clear mandate to achieve price stability. Central banks were not born with independence, they had it thrust upon them – literally, in the case of Germany when, after the Second World War, the Allies imposed the model of an independent central bank. The movement towards independence gathered pace in the 1990s as a reaction to the Great Inflation. The Bank of England and the Bank of Japan were made independent in 1997, the Swedish Riksbank in 1999, and in the same year the independent European Central Bank was set up, influenced by the track record of the Bundesbank in Germany which had, since its creation in 1957, achieved lower inflation than in other industrialised countries.

Questa indipendenza è stata messa in discussione nei primi decenni del nuovo millennio, da più parti e per più ragioni: ci risulta impossibile riportare in questa guida i vari aspetti di un dibattito così acceso. Una cosa però è certa: la scelta delle banche centrali di adottare politiche mai adottate prima nella loro storia, e per questa ragione definite “non convenzionali” ha esposto le medesime a una serie di critiche, fondate nell’osservazione dei fatti, ed è importante comprendere il perché. Sia il perché siano state adottate politiche di questa natura e tipo, sia perché queste politiche hanno esposto il fianco delle stesse banche centrali. A nostro giudizio, è disponibile una spiegazione, semplice e nota da tempo: le banche centrali hanno esse stesse scelto di uscire dai loro binari, ed anche di tradire la loro natura. Lo spiegava benissimo un ex chairman della Federal Reserve nel secolo scorso, e lo potete leggere nel brano che segue e chiude il capitolo.

Of course central banks may themselves be tempted to court popularity. One riposte to that concern is that central bankers are different from politicians. Central bankers who have the determination and strength of purpose to ‘take the punch bowl away just when the party is getting going’, in Federal Reserve Chairman McChesney Martin’s memorable phrase, clearly have the right stuff – so why don’t they ‘just do it’? It would be nice to think that all central bankers were made of the right stuff, and maybe they are. But there is no need to rely on our ability to identify superhuman individuals. Instead, the answer is to devise an incentive structure for the individuals appointed to run central banks.

 

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